Consiste nel fare 17 giri da un kilometro e mezzo. I posti disponibili sono 80 e non è ammesso il pubblico.
In Giappone hanno inventato i frigoriferi per tenere al fresco gli esseri umani durante le ondate di calore
Costano 9 mila euro, all'interno c'è una sedia, la temperatura è a 15 gradi Celsius, quando ti siedi l'aria fresca viene soffiata verso testa, collo, spalle e schiena.
Se non è il fresco a venire da te, devi essere te ad andare dal fresco. Seguendo questa linea, in Giappone, un’azienda ha inventato quello che chiama con orgoglio un «frigorifero umano». Si chiama Do Hiemon Box, costruito dal produttore SDRS e venduto dal fornitore di attrezzature industriali Trusco Nakayama. La forma è quella di un frigorifero gigante, l’ispirazione dichiarata è quella dei distributori automatici refrigerati, diffusi ovunque nel Paese. All’interno c’è una sedia, la temperatura si mantiene a 15 gradi Celsius, e quando ti siedi l’aria raffreddata a circa 5 gradi viene soffiata verso testa, collo, spalle e schiena. L’azienda afferma che dopo cinque minuti gli utenti sentono un sollievo evidente, e che dieci minuti possono aiutare ad alleviare i sintomi dell’esaurimento da calore abbassando rapidamente la temperatura corporea. Il «frigorifero umano» ha tre impostazioni di flusso d’aria, spegnimento automatico dopo venti minuti per evitare il raffreddamento eccessivo, è montato su ruote e consuma circa la metà di un condizionatore portatile. Il modello standard costa 1,5 milioni di yen (circa 9 mila euro) più IVA.
Il contesto in cui il Do Hiemon Box viene messo in commercio non è quello dell’innovazione tecnologica ma quello della sopravvivenza. Come scrive Sora News 24, solo il 15 luglio a Tokyo 48 persone sono state portate in ospedale per colpo di calore in un solo giorno. Le estati giapponesi hanno raggiunto una temperatura tale che il governo è stato costretto a introdurre una nuova parola per definire le ondate di caldo ufficiale di «caldo crudele» (questa è la traduzione letterale di kokushobi) per distinguere i giorni oltre in cui si registrano 40 gradi o più dai quelli in cui il caldo rimane entro il limite del 39esimo grado. Ed è proprio in quelle giornate che una cabina refrigerata portatile che si può installare senza lavori in un cantiere, in un magazzino, in un ufficio o durante un evento all’aperto smette di sembrare una trovata eccentrica e comincia a sembrare un prodezza nella nobile e antica arte della sopravvivenza. Per il momento, un Do Hiemon Box è già stata donata al Municipio di Maebashi, nella prefettura di Gunma, dove i visitatori possono usarla gratuitamente durante l’orario di apertura della struttura, tutte le volte che sentono il bisogno di refrigerarsi.
Il Do Hiemon Box pone anche una domanda: se le estati continuano a diventare quello che stanno diventando, l’adattamento a un clima sempre più proibitivo avverrà attraverso ondate di rinnovamento infrastrutturale su scala continentale (cosa costosa, lenta, politicamente difficile) o attraverso una moltiplicazione di microsoluzioni puntuali come questa, ma anche come sale climatizzate negli edifici pubblici, cinema gratuiti, sedi dei partiti con aria condizionata aperti a tutti e tutte nei weekend caldi? Probabilmente entrambe le cose, in proporzioni variabili a seconda dei Paesi, degli investimenti e delle politiche. Per il momento il frigorifero per esseri umani risolve il problema di una singola persona per venti minuti alla volta, al costo di 9 mila euro a unità, ma non significa che il caldo estremo verrà gestito alla stessa maniera, in celle di raffreddamento momentaneo, mentre «fuori c’è la morte».