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12:37 venerdì 4 settembre 2026
Una delle cose più belle scritte da Gloria Steinem è un capitolo del suo memoir in cui racconta che divenne femminista grazie a sua madre, che femminista non aveva mai potuto essere Un testo che si può leggere gratuitamente sul sito del Guardian, uno dei tantissimi lasciti della giornalista, scrittrice e attivista.
Se un adolescente vi dovesse dare del “poliestere”, sappiate che vi sta insultando pesantemente Polyester è il nuovo improperio preferito dei ragazzini: si usa per le persone che conducono una vita "finta" e superficiale. Ma anche per chi fa video brutti.
Tom Hardy ha pubblicato un album rap e la cosa sorprendente è che non è per niente male Si intitola Czarface Meets Frankie Pulitzer: quindici tracce con Inspectah Deck dei Wu-Tang Clan e 7L & Esoteric, più Busta Rhymes, Method Man ed El-P.
Putin ha deciso che da ora in poi le aziende che non sanno difendersi dagli attacchi dei droni ucraini verranno nazionalizzate E sarà lui (ovviamente) a decidere chi gestirà l'azienda, e come, dopo l'avvenuta nazionalizzazione.
Per contrastare la denatalità, il governo di Singapore darà ai genitori 50 mila euro a figlio Si comincia con 10 mila dollari di Singapore alla nascita, poi ne arrivano 2 mila ogni anno dal primo compleanno fino ai sedici, poi altri sussidi: in totale quasi 70 mila dollari di Singapore per bambino, distribuiti fino ai diciassette anni.
Nel 2028 arriverà finalmente il sequel di Priscilla, regina del deserto Lo ha detto Guy Pearce, uno dei protagonisti. E le scene con il compianto Terence Stamp sono già state girate tutte.
Il nuovo report dell’Onu sulla crisi climatica dice sostanzialmente due cose: sta andando tutto molto male e andrà tutto sempre peggio Non solo non riusciremo a tenere l'aumento della temperatura sotto gli 1,5 gradi di media, ma entro la fine del secolo rischiamo che l'aumento tocchi i 3 gradi.
La nuova campagna di Valentino si chiama Interferenze ed è scattata in un ex centrale elettrica romana convertita in museo La campagna è stata scattata da Glen Luchford nella Centrale Montemartini di Roma, ex centrale elettrica convertita in museo nel 1997.

Sarà una coincidenza, ma negli USA durante i Mondiali si è registrato un grandissimo aumento delle richieste di giorni di malattia

Il giorno dopo il Knockout Tuesday, la sconfitta negli ottavi di finale contro il Belgio, negli uffici c'era il 26 per cento di presenti in meno.

20 Luglio 2026

La tendenza a lavorare all’infinito dell’americano medio si è inaspettatamente scontrata con il calcio. Envoy, la piattaforma che gestisce accessi e sicurezza in migliaia di uffici americani, ha battezzato come Knockout Tuesday il 7 luglio, il giorno dopo la sconfitta degli Stati Uniti contro il Belgio ai Mondiali. Le presenze negli uffici sono scese del 26 per cento. Per dare un’idea: è un calo dieci volte superiore a quello registrato il giorno dopo il Super Bowl. Il giorno stesso della partita, un lunedì, la presenza era già scesa dell’8,5 per cento rispetto alla media dei tre mesi precedenti e i lavoratori americani avevano chiesto ferie o si erano dati malati prima ancora che gli Stati Uniti perdessero. Il patriottismo, si scopre, ha avuto un impatto misurabile sul PIL.

Come scrive l’Irish Time, UKG, un fornitore di software per le risorse umane, ha stimato il costo complessivo del torneo per l’economia americana in 11,7 miliardi di dollari di produttività persa. Più di un quarto dei lavoratori statunitensi aveva dichiarato in anticipo l’intenzione di arrivare in ritardo, uscire prima o non presentarsi affatto a lavoro per guardare una o più delle 104 partite. Ma non è la prima volta che succede. Envoy aveva già registrato cali significativi durante le ultime Olimpiadi e nella settimana di uscita di Barbie e Oppenheimer nel 2023. Il pattern sembra quindi consolidato. Quello che è cambiato con i Mondiali è la scala e la durata: cinque settimane di partite, tre Paesi ospitanti, un fuso orario grande quanto il continente americano. Nemmeno la produttività americana non era attrezzata per un evento sportivo così lungo e così diffuso, non perché il calcio abbia conquistato definitivamente gli Stati Uniti, ma perché anche una conquista parziale, quando riguarda 330 milioni di persone, produce numeri enormi.

Alcune aziende hanno capito prima delle altre che combattere il fenomeno era inutile e hanno preferito assecondarlo. JPMorgan Chase, Goldman Sachs e S&P Global (tutte con sede in città ospitanti) hanno incoraggiato il personale a lavorare da casa nei giorni delle partite per evitare i problemi di traffico e i conseguenti ritardi, e – forse inconsciamente – prevedendo l’assenteismo tra i dipendenti. È una forma di realismo aziendale abbastanza rara che invece di forzare la presenza fisica e ottenere assenze mascherate da malattia, aumenta il lavoro da casa e ottiene in cambio almeno qualche ora produttiva prima e dopo la partita. I Mondiali sono finiti, ma hanno dimostrato una cosa che il calcio americano non era ancora riuscito a dimostrare: quando c’è una partita importante, gli americani si comportano esattamente come tutti gli altri. Restano a casa, guardano la partita, e il giorno dopo non vanno al lavoro.

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Da una bottiglietta d'acqua versata su una polo d'ordinanza, in una caserma, ad agosto, si ricava un'idea abbastanza precisa di come lo Stato compri i vestiti, e di quanto assomigli, quando li compra, a chiunque di noi il sabato pomeriggio.