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11:48 lunedì 5 ottobre 2026
Pedro Sanchez è il primo Presidente del Consiglio al mondo che si dimette e fa cadere il suo stesso governo a causa della crisi abitativa L'ormai ex Primo Ministro ha convocato elezioni anticipate per il 29 novembre e ha ammesso che il suo governo non è riuscito a fare tutto ciò che avrebbe voluto e dovuto.
Per smaltire dei robot umanoidi ormai vecchi e obsoleti, un’azienda li ha addestrati a buttarsi nell’acciaio fuso Se state pensando a quella scena di Terminator 2, è perché l'idea è tratta proprio da quella scena di Terminator 2.
Ci sono così tante stroncature di Digger che i produttori le stanno usando nella campagna promozionale del film (e per dire che i critici non ci hanno capito niente) Una trovata che non si è rivelata granché efficace: il film ha incassato solo 8 milioni di dollari negli Usa ed è già considerato il peggior flop della carriera di Tom Cruise.
Per la prima volta nella storia, il caffè è stato coltivato e raccolto interamente in Italia. E sì, c’entra il riscaldamento globale Dopo un secolo di tentativi falliti, c'è riuscita una famiglia di torrefattori di Palermo. È un'ulteriore prova della tropicalizzazione dell'agricoltura italiana.
Le case editrici e le tipografie ucraine sono diventate uno degli obiettivi più colpiti dall’esercito russo Una vera e propria strategia, ormai. Tanto che in questi attacchi è andato distrutto un terzo dei libri stampati in Ucraina nel corso dell'anno.
È uscito un videogioco in cui l’unica cosa da fare è andare a un rave illegale e ballare tutta la notte Si chiama Afters, è gratuito e lo ha realizzato un game designer a cui l'idea è venuta dopo una notte passata tutta a ballare a un rave illegale.
La cosa incredibile di questa crisi energetica è che tutti sapevano che prima o poi sarebbe arrivata, perché tutti sapevano che le scorte di petrolio prima o poi sarebbero finite Ed evidentemente nessuno è riuscito a fare nulla per evitare lo scenario peggiore. Che è quello che stiamo vivendo in questi giorni.
Tilda Swinton ha scritto un’autobiografia, ma siccome non voleva fare la solita autobiografia ha deciso di raccontare la sua vita attraverso gli oggetti che ama Si intitola Material Evidence, uscirà nel 2028 e al suo interno ci saranno: un abito da battesimo, una lettera, una gamba di legno, una felpa, una matassa di seta da ricamo, una fotografia, una vita intera.

Senza trucco senza inganno?

L’ossessione per il contouring sembra aver lasciato il passo alla celebrazione del viso struccato, ma è più femminista rivendicare il make-up oppure un look naturale?

04 Novembre 2016

La cosa più interessante del trucco e della cosmesi in generale, è probabilmente il fatto che fornisce strumenti quotidiani alla ridefinizione continua della propria identità. C’è una linea immaginaria che unisce una donna che non esce di casa senza un po’ di mascara e rossetto, “solo un po’, quello che serve per non sentirsi nuda”, e le fantastiche drag queen del popolare programma di Ru Paul, che della trasformazione di se stesse hanno fatto strumento di liberazione e di spettacolo. Un filo di make-up è una sorta di barriera contro il mondo, un quasi invisibile strato di separazione tra la pelle e gli agenti esterni, qualunque essi siano. Farsi vedere struccate, magari la mattina appena sveglie, denota un grado di intimità molto alto, perché è facile sentirsi troppo esposte senza quello strato che uniforma il colorito, lo illumina e corregge le piccole imperfezioni, dalle occhiaie dell’ennesima alzataccia ai residui duri a morire di un’acne giovanile, fino a quei brufoli che testimoniano che anche questa settimana non hai mangiato come avresti dovuto.

Ulla Johnson - Presentation - September 2016 - New York Fashion Week

Certo, di fronte a una palette di ombretti illuminanti in più gradazioni o di colori crema per il contouring di viso e collo, l’effetto può essere straniante. Senza essere Path McGrath, la celebre truccatrice britannica che cura il make-up delle sfilate più importanti, è facile sentirsi disorientati: come si fanno a usare tutte quelle sfumature per ottenere l’effetto desiderato? E soprattutto, sono necessarie? Il naso e gli zigomi scolpiti delle sorelle Kardashian ci hanno abituato negli ultimi anni a visi dalla pelle perfetta, talmente levigata da ricordare le Barbie: plastificata, quasi. I video tutorial (specialità in cui ovviamente Kim eccelle, neanche a dirlo) sono diventati un fenomeno virale e le ambasciatrici del beauty si sono diffuse con più successo e capillarità delle colleghe che lavorano nel campo del fashion, superando di fatto ogni distinzione di genere, età o appartenenza etnica. Proprio in questi giorni, ad esempio, il marchio CoverGirl ha annunciato che la sua nuova testimonial sarà la vlogger Nura Afia, la prima donna a comparire in hijab in una campagna di cosmetici a tiratura nazionale in America. Di origini marocchine, libanesi e svizzere, Afia vive a Denver e ha lanciato il suo canale Youtube Babylailalov nel 2011: negli anni si è costruita un seguito di follower appassionati (più di duecentomila iscritti e quasi tredici milioni di views) grazie ai video su come fare lo smokey eye perfetto o come annodare il turbante. Potremmo nominarne tantissimi altri, dal ragazzino che cambia sesso a colpi di eyeliner e fondotinta alla make-up artist che riproduce tutti i look più in voga in determinati periodi storici: le trasformazioni legate al trucco sono strabilianti eppure rassicuranti allo stesso tempo, in fondo basta lavare la faccia perché vengano via e questo permette di raggirare le ostilità o di farsene beffe, come nel caso delle drag.

Nel parlare di femavertising, abbiamo sottolineato come la moda e la pubblicità si siano fatte promotrici negli ultimi anni di messaggi che contengono spesso delle rivendicazioni di carattere sociale. Il make-up non è immune da questa tendenza e si adegua, probabilmente con maggiore pragmatismo della moda, al modello schizofrenico di bellezza dell’oggi, schierando da una parte celebrity (le sorelle Kardashian/Jenner in primis) e marchi che del trucco “pesante” hanno fatto un marchio di fabbrica (Mac, Urban Decay, Nyxx), dall’altra altrettante celebrity (Alicia Keys, Adele, Gwyneth Paltrow) e marchi (come Glossier, Milk, Lilah B) che invece hanno puntato tutto sulla bellezza naturale e il rifiuto del make-up. Senza soffermarsi troppo sulla contraddizione tutta social del marchio di cosmetici che usa l’hashtag #nomakeup, è interessante notare come anche la negazione del trucco tout court abbia finito per dare benefici all’industria della cosmesi, esattamente come il suo contraltare.

Ulla Johnson - Presentation - September 2016 - New York Fashion Week

In un interessante articolo su Glossy, Hilary Milnes racconta di quei marchi “minimalisti” che sulla tendenza della bellezza al naturale hanno costruito la loro fortuna. È il caso di Glossier, nato da un’idea della saggia Emily Weiss di Into The Gloss (già punto di riferimento del mondo beauty) il cui claim recita «prima la cura della pelle, poi il make-up». Un’estetica pulita tutta sfumata in quella tonalità di Pink Tumblr tanto amata dai millennials: la nuova ossessione è servita. Perché come ha raccontato la stessa Alicia Keys proprio a Into The Gloss, la routine del #nomakeup è ugualmente scrupolosa: prendersi cura della propria pelle e far sì che risplenda è semplice almeno tanto quanto tirare la linea di eyeliner perfetta. Quell’idea di prestare attenzione alla propria immagine senza però stravolgerla (ma comunque continuando a spendere piccoli capitali in prodotti) è affascinante perché porta con sé quell’altra idea di accettazione, diversità, sicurezza di sé, cui ormai non vogliamo rinunciare neanche quando scegliamo il bagnoschiuma. Ecco spiegato allora il boom dei prodotti da parafarmacia e della cosmesi coreana, che Grace Neutral aveva raccontato su Vice in una bella serie di video.

Ora che anche Chimamanda Ngozi Adichie è testimonial di una linea beauty, è lecito chiedersi allora cosa sia più femminista, oggi: rivendicare un viso definito a colpi di contouring a là Kylie Jenner oppure un look “naturale” come quello di Alicia Keys, ottenuto a prezzo di cosmetici altrettanto ricercati per la cura della pelle? Nel dubbio, c’è sempre la terza via, quella della ragazza pigra, ovvero colei che non vuole passare più di dieci minuti davanti allo specchio la mattina e che si mette tanto rossetto quando ha i capelli sporchi: attenzione però, che quello di non lavarsi i capelli è già un trend.

Immagini Getty Images.
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