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17:27 mercoledì 16 settembre 2026
Se sei l’erede di una grande dinastia della moda italiana e ti serve un direttore creativo, chiami Dario Vitale Dopo l'esperienza da Versace, Dario Vitale diventa il primo creativo esterno ad assumere la guida di Emporio e degli accessori Giorgio Armani, segnando la prima vera svolta della maison dopo la scomparsa del fondatore.
Nonostante gli scienziati dicano che non funzionerà mai, diverse persone stanno pagando 200 mila euro a un’azienda australiana per far congelare i loro cadaveri nella speranza di essere resuscitati in futuro L'azienda si chiama Southern Cryonics, si trova a Holbrook, nel New Souther Wales, e ai suoi clienti propone "a chance of life extension".
Per salvare i suoi cittadini dal brainrot, Singapore ha deciso di pagarli per leggere almeno 15 minuti al giorno Quindici minuti valgono venti monete virtuali, per arrivare a un dollaro di Singapore ne servono mille, cioè cinquanta giorni di lettura.
Dopo che Ed Sheeran ha cacciato Macklemore dal suo tour per aver urlato Free Palestine dal palco, tutti i musicisti che lavoravano al tour lo hanno abbandonato per protesta Finneas O'Connel, Lukas Graham, Aaron Rowe e i Beoga si sono ritirati dal Loop Tour subito dopo la cacciata di Macklemore, in aperta polemica con Sheeran.
A quanto pare, il nuovo ayatollah Mojtaba Khamenei ha due grandi passioni: i film di Christopher Nolan e le startup tech Lo hanno detto il cognato e la suocera, parenti della moglie Zahra Haddad-Adel, uccisa nello stesso attacco in cui è morto il padre Ali, a diversi media vicini al regime.
Per la prima volta nella storia, e “grazie” agli Stati Uniti, ci sono armi anche nello spazio aperto Non esistono dettagli sul tipo di armi ma la US Space Force ha detto che «possono essere impiegate sia a scopo difensivo che offensivo».
Non contento di stare girando già una dozzina di film contemporaneamente, Luca Guadagnino ha pure disegnato una collezione di arredamento e abbigliamento di 140 pezzi per Zara 65 pezzi tra mobili e oggetti per la casa, a cui si affiancano 75 capi tra abbigliamento e accessori. Realizzati nei ritagli di tempo tra un set e un red carpet, si capisce.
La colonna sonora più incredibile dell’anno è quella di un documentario sulla scena rave ucraina in cui suonano Fred Again, Brian Eno, Aphex Twin, Sega Bodega e gli Idles Si intitola Black Sunflowers, ha debuttato al Toronto International Film Festival l'11 settembre e, anche e soprattutto grazie alla musica, è già uno dei documentari più chiaccherati dell'anno.

A causa della crescita dell’industria del benessere, l’incenso sta diventando un bene sempre più raro e costoso

La domanda è troppa e gli alberi che producono la resina da incenso non bastano. Di questo passo, tra 20 anni la produzione mondiale si dimezzerà.

22 Dicembre 2025

Negli ultimi anni, alla crescita dell’industria del benessere (il cui valore è stimato oggi intorno ai 5 bilioni e mezzo di dollari) è corrisposto un aumento della domanda di incenso, usato da moltissime persone in tutto il mondo come “sottofondo olfattivo” per meditazione e yoga. Come spesso capita quando il mercato inizia a chiedere un bene con sempre più insistenza e in sempre maggiore quantità, il risultato di questo boom dell’incenso è una crisi ambientale. Come scrive Lauren Hadeed su Bbc, già nel 2019 una ricerca pubblicata su Nature spiegava che il 75 per cento delle popolazioni di albero Boswellia – la principale fonte di resina per incensi, presente soprattutto in Etiopia, Somalia e Sudan – mancava di giovani alberi e che il naturale processo rigenerativo di quelli adulti era «fermo da decenni» a causa dell’invadenza degli animali da pascolo, della frequenza degli incendi e dell’eccessiva estrazione di resina. Secondo questa ricerca, in mancanza di iniziative a protezione dell’albero Boswellia, tra vent’anni la produzione di incenso verrà dimezzata.

Il problema non è solo ambientale, però. L’industria dell’incenso è una estremamente redditizia in Occidente ma scarsissimamente regolata nei Paesi del Corno d’Africa che costituiscono il primo anello di questa catena produttiva: non ci sono regole certe che proteggano gli alberi Boswellia da un eccessivo sfruttamento né i lavoratori che raccolgono la resina, spesso maltrattati e sottopagati. In diversi casi, queste persone sono costrette a turni massacranti e vengono pagate in base alla quantità di resina che riescono a raccogliere nella giornata. Anche nel caso in cui dovesse riuscire a raccogliere una enorme quantità di resina, il lavoratore guadagnerà comunque molto poco: se la resina in Occidente viene venduta a un prezzo che va da un minimo di 60 a un massimo di 100 dollari al kilo, la persona che l’ha raccolta guadagna nella migliore delle ipotesi cinque dollari al kilo, nella peggiore a stento due.

Il problema fondamentale è che gli alberi Boswellia non sono fatti per produrre così tanta resina. Il tradizionale processo di estrazione prevede una piccola incisione sulla corteccia dell’albero, dalla quale cola la resina che poi si solidifica fino a formare dei piccoli cristalli chiamati lacrime. Prima che la domanda di incenso esplodesse, i raccoglitori di resina sapevano di non poter chiedere troppo agli alberi e sapevano che sfruttarli avrebbe causato dei danni gravi e talvolta irreparabili: secondo una ricerca del 2022, un albero di Boswellia impiega dieci anni, e talvolta anche di più, per guarire dai danni causati dallo sfruttamento. Tutto questo si concilia malissimo con il fatto le più recenti proiezioni dicono che il mercato dell’incenso raddoppierà il suo valore entro il 2032, passando 363 milioni di dollari a più di 700.

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