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15:34 lunedì 3 agosto 2026
I Massive Attack sono stati banditi a vita da Singapore dopo aver esposto la bandiera della Palestina durante un concerto Prima di essere espulsi hanno subìto perquisizioni e il sequestro dei passaporti. «Un'esperienza surreale», l'ha definita la band.
La crisi climatica sta causando un nuovo tipo di gentrificazione e stavolta la vittima non sarà la città ma la provincia Lo dimostra una ricerca della Universitat Autònoma de Barcelona: aree con più verde, meno popolate e lontane dal centro stanno diventando le più appetibili. E costose.
L’unica pasticceria al mondo che ha il permesso dello Studio Ghibli per fare dolcetti di Totoro è quella della cognata di Hayao Miyazaki Si chiama Shiro-Hige’s Cream Puff Factory e ne produce pochissimi alla volta: accaparrarseli è difficile quasi come riuscire a visitare il Ghibli Park.
Uno dei motivi della crisi di Ceuta sarebbe una sentenza della Corte Suprema spagnola che stabilisce che i migranti che arrivano in Spagna a nuoto non possono essere respinti Migliaia di persone sono entrate in una settimana aggirando a nuoto un frangiflutti. Non possono essere respinte perché non hanno aggirato nessuna barriera fisica.
Per festeggiare il 25esimo anniversario di Drukqs, Aphex Twin ha fatto una ristampa del disco in vinile, cd e pure musicassetta Con questa ristampa Aphex Twin raggiunge anche un traguardo personale: ora tutti i suoi album sono disponibili in vinile.
Da un grande problema con gli incendi boschivi derivano grandi problemi con le assicurazioni e i risarcimenti Il 75 per cento dei danni da catastrofe naturale in Europa non è coperto da nessuna polizza assicurativa, e la quota cresce ogni estate. In più, i danni causati dagli incendi non sono comunque coperti da queste polizze.
A Firenze aprirà il primo centro italiano specializzato in prevenzione e cura della dipendenza da social Aprirà subito dopo l'estate e si chiama Discover - Fuori dal guscio, accoglierà ragazzi e ragazze dai 10 ai 25 anni di età.
Finché potremo vedere e rivedere all’infinito quella scena di Drive, di Kavinsky non ci dimenticheremo mai È morto a 50 anni uno dei grandi protagonisti della scena elettronica. Di lui resta tanto ma soprattutto una canzone, Nightcall, pezzo fondamentale di un film indimenticabile.

Il New York Times non ha più la spunta blu su Twitter perché si è rifiutato di pagare

03 Aprile 2023

Un paio di settimane fa, i giornalisti di Afp avevano raccontato che a tutte le mail scritte all’ufficio stampa di Twitter chiedendo ulteriori informazioni sul crollo del suo valore avevano ricevuto la stessa risposta: una mail generata da un bot il cui unico contenuto era l’emoji della cacca. Un modo molto sintetico ma, a pensarci bene, anche molto corretto, di riassumere la situazione dell’azienda: dall’ottobre del 2022, mese in cui Elon Musk è diventato ufficialmente proprietario e Ceo, Twitter ha perso più di metà del suo valore di mercato. A dirlo è stato lo stesso Elon Musk in una comunicazione interna ai dipendenti, spiegando che l’azienda valutata e pagata 44 miliardi di dollari sei mesi fa oggi ne vale circa 20.

A questa già grave situazione si somma il malcontento per la decisione di far pagare agli account la spunta blu. Dalla sua creazione nel 2009, la spunta blu garantiva l’affidabilità di giornalisti e attivisti. Quando ha spiegato perché voleva trasformarla in un servizio a pagamento, Musk ha tirato in ballo la minaccia dei profili falsi: «Bisogna stringere le maglie della certificazione e fare in modo che per ottenere la spunta blu servano un numero telefonico verificato e una carta di credito. La mia previsione è che qualsiasi cosiddetto social network che non farà così fallirà». In realtà creare account verificati ma falsi è molto semplice: nei mesi scorsi sono spuntati profili verificati di grandi aziende, personaggi famosi e perfino di Elon Musk stesso. Negli Stati Uniti il piano di abbonamento costa 8 dollari al mese o 84 all’anno.

Non tutti, però, vogliono sottostare alle regole di un Ceo impazzito: il primo a ribellarsi è stato il New York Times. Come riportato da Reuters, il quotidiano ha deciso di non pagare alcunché. Quindi, come previsto, dall’account con 54,9 milioni di follower è sparita la spunta. «Non solo non pagheremo», ha detto un portavoce del quotidiano, «ma non rimborseremo i giornalisti per gli account personali, tranne in rari casi». Twitter aveva precedentemente annunciato che dall’1 aprile diversi account avrebbero perso la spunta perché l’azienda avrebbe completato il suo programma di verifica. La ribellione del New York Times potrebbe essere la prima di una lunga serie: anche Politico ha detto che non intende abbonarsi e la Casa Bianca ha riferito che non pagherà per mantenere verificati i profili Twitter ufficiali del suo staff.

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