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Jay-Z, la persona che sceglie chi si esibisce al Super Bowl, potrebbe scegliere Jay-Z per il Super Bowl 2027 Dal 2019 la sua Roc Nation decide chi si esibisce nell'intervallo della finale del football americano. Dopo settimane di tentennamenti, secondo diverse fonti, la decisione è stata presa: il palco toccherà proprio a lui.
Isabel Allende ha vinto un premio letterario da un milione di euro sotto pseudonimo Si è iscritta al Premio Planeta come Luz Ventura, con il seguito della Casa degli spiriti, e ha vinto. Secondo qualcuno, però, i giurati sapevano benissimo chi fosse.
I Gilet gialli hanno creato una mappa di tutte le loro proteste in Francia Sul sito francese Mobilisation Gilets Jaunes e su quello italiano Mappa delle mobilitazioni ci sono tutte le azioni in programma nelle prossime settimane, giorno per giorno e divise per tipo tra cortei, presidi, scioperi, blocchi e assemblee.
You Can See Everything, il documentario di Nathan Fielder su Elizabeth Holmes, ha il più alto voto di sempre su Letterboxd Nel primo weekend di programmazione il film sulla fondatrice di Theranos condannata per frode nel 2022 ha incassato circa 15 milioni di dollari e potrebbe entrare nella storia degli Oscar.
Gli studenti francesi stanno facendo diventare virale quel video di Jean-Luc Godard che al Festival di Cannes del 1968 dà degli idioti ai giornalisti che volevano parlare di cinema mentre lui voleva parlare solo delle proteste di studenti e lavoratori Probabilmente è apparso anche nel vostro feed: è quello in cui Godard dice ai giornalisti «Noi vogliamo esprimere la solidarietà agli studenti e ai lavoratori, e voi venite a parlarmi di carrelli e primi piani!».
Un report dell’Onu dice che in Cisgiordania non ci sono mai stati così tanti atti di violenza dei coloni israeliani Nei primi quattro mesi del 2026 erano già 190 al mese, numeri che porterebbero a superare i duemila attacchi entro la fine dell'anno.
C’è un ragazzo inglese che da 7 anni recensisce panchine su Instagram Il suo profilo si chiama RateThisBench, raccoglie ormai più di 300 recensioni di panchine ed è anche il modo in cui ha conosciuto sua moglie.
L’Agenzia meteorologica giapponese ha avvisato i cittadini dell’imminente arrivo del terremoto più forte di sempre, poi ha cancellato l’avviso e ha detto di essersi sbagliata A quanto pare, si è trattato di un gigantesco errore del sistema di allerta precoce, di solito affidabilissimo e precisissimo.

La storia del turista norvegese respinto dagli Stati Uniti per un meme su Vance sembrava falsa perché effettivamente lo era

Il visto non gli è stato negato per un meme, ma perché ha ammesso di aver consumato stupefacenti.

27 Giugno 2025

Sembra assurdo dirlo di questi tempi, ma talvolta capita ancora che una notizia troppo assurda per essere vera non sia vera. Sembra essere questo il caso del turista norvegese Mads Mikkelsen – no, non è l’attore danese, è un omonimo – respinto dopo i controlli all’aeroporto di Newark, New Jersey e costretto a tornarsene in Norvegia con l’unica consolazione di aver salvato sul telefono un bellissimo meme che ritrae JD Vance grasso e calvo (se siete appassionati di filologia memetica, qui trovate tutto quello che c’è da sapere su questo incrocio tra il Bald JD Vance e il Babyface JD Vance). Meme che, stando ai tantissimi giornali che hanno ripreso la notizia negli scorsi giorni, sarebbe stato il motivo del negato visto da parte delle autorità americane. Assurdo, ma non così assurdo nel mondo di Donald Trump.

Certo, che qualcosa in questa storia non tornasse si poteva capire subito e facilmente. Innanzitutto, la fonte che tutti i media hanno ripreso non è delle più affidabili: parliamo del Daily Mail, tabloid che ha un rapporto estremamente altalenante con la verità e una frequentazione assidua con la bufala. Questo però non ha impedito a media anche molto seri, prestigiosi e solitamente affidabili di rilanciare la buffa storia di questo 21enne norvegese inviso agli Stati Uniti d’America per il suo senso dell’umorismo e la passione per lo shitposting.

Ora, di tutta la storia raccontata in questi giorni restano due certezze soltanto. La prima: Mikkelsen è stato effettivamente sottoposto a un controllo da parte delle autorità aeroportuali, come capita spessissimo a chiunque atterri negli Usa, anche a chi quando sente la parola meme pensa al Gene egoista di Richard Dawkins. La seconda: Mikkelsen è stato davvero respinto dalla stessa autorità portuale. Lo sappiamo perché ce lo ha detto proprio l’autorità portuale, in un post sul suo profilo X ufficiale. Solo che con il respingimento non c’entra niente il meme ma l’uso, ammesso da Mikkelsen, di sostanza stupefacenti. Interrogato, Mikkelsen avrebbe ammesso di aver in passato fumato marijuana, fatto che, per come funzionano le cose negli Stati Uniti, dà agli agenti competenti la possibilità di negare il visto d’ingresso.

A conferma del consumo di marijuana di Mikkelsen gli agenti hanno detto di aver trovato sul suo telefono una foto del ragazzo con in mano una «pipa» di legno da lui stesso intagliata (ma che razza di foto tiene questa persona sul telefono?). Questa sarebbe stata la pistola fumante, no pun intended, la conferma che Mikkelsen negli Usa sarebbe stato meglio non farlo entrare. Da decidere se è più assurda questa verità o quella in cui il visto gli era stato negato per un meme.

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