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Il 6 marzo esce la nuova opera di Michel Houellebecq, che non è un libro ma un disco in cui recita le sue poesie Si chiama Souvenez-Vous de l’Homme e arriva 26 anni dopo il suo disco d'esordio, Présence Humaine, ormai diventato di culto.
In Brasile, il tiktok di un lavoratore arrabbiato ha dato inizio a un movimento per la riduzione della settimana lavorativa Rick Azevedo voleva soltanto sfogarsi sui social per l'ennesima richiesta assurda del suo capo. Ha dato il via a una protesta nazionale e a un processo di riforma.
Thurston Moore dei Sonic Youth ha fatto un nuovo album che ha definito «un requiem per i bambini di Gaza» Il disco s'intitola They Came Like Swallows - Seven Requiems for the Children of Gaza e lo ha realizzato in collaborazione con il musicista, produttore e discografico Bonner Kramer.
Il prezzo dei cetrioli è diventato il principale indicatore della crisi economica in Russia È raddoppiato rispetto a un anno fa, raggiungendo una media al chilo di circa 4 euro. I cittadini russi non la stanno prendendo affatto bene.
La nuova tendenza di ritorno alla vita analogica è pagare dei servizi che ti spediscono della posta via posta Da questa idea nasce “Perch Post”, un gruppo di persone che, in cambio di una piccola quota mensile, ricevono una busta piena di materiale stampato.
Per i 400 anni dalla consacrazione di San Pietro una delle iniziative del Vaticano è ingrandire il bar per i turisti che c’è sulla terrazza della Basilica La metratura del bar verrà raddoppiata, nonostante le polemiche secondo le quali servire panini e gazzose in un luogo così sacro sia quasi peccato.
Una ricerca ha scoperto che negli uffici in cui i dipendenti usano parecchio l’AI non si lavora di meno ma molto di più E la colpa è dei dipendenti, che usano il tempo risparmiato usando l'AI per lavorare a più cose, più di prima.
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La storia del turista norvegese respinto dagli Stati Uniti per un meme su Vance sembrava falsa perché effettivamente lo era

Il visto non gli è stato negato per un meme, ma perché ha ammesso di aver consumato stupefacenti.

27 Giugno 2025

Sembra assurdo dirlo di questi tempi, ma talvolta capita ancora che una notizia troppo assurda per essere vera non sia vera. Sembra essere questo il caso del turista norvegese Mads Mikkelsen – no, non è l’attore danese, è un omonimo – respinto dopo i controlli all’aeroporto di Newark, New Jersey e costretto a tornarsene in Norvegia con l’unica consolazione di aver salvato sul telefono un bellissimo meme che ritrae JD Vance grasso e calvo (se siete appassionati di filologia memetica, qui trovate tutto quello che c’è da sapere su questo incrocio tra il Bald JD Vance e il Babyface JD Vance). Meme che, stando ai tantissimi giornali che hanno ripreso la notizia negli scorsi giorni, sarebbe stato il motivo del negato visto da parte delle autorità americane. Assurdo, ma non così assurdo nel mondo di Donald Trump.

Certo, che qualcosa in questa storia non tornasse si poteva capire subito e facilmente. Innanzitutto, la fonte che tutti i media hanno ripreso non è delle più affidabili: parliamo del Daily Mail, tabloid che ha un rapporto estremamente altalenante con la verità e una frequentazione assidua con la bufala. Questo però non ha impedito a media anche molto seri, prestigiosi e solitamente affidabili di rilanciare la buffa storia di questo 21enne norvegese inviso agli Stati Uniti d’America per il suo senso dell’umorismo e la passione per lo shitposting.

Ora, di tutta la storia raccontata in questi giorni restano due certezze soltanto. La prima: Mikkelsen è stato effettivamente sottoposto a un controllo da parte delle autorità aeroportuali, come capita spessissimo a chiunque atterri negli Usa, anche a chi quando sente la parola meme pensa al Gene egoista di Richard Dawkins. La seconda: Mikkelsen è stato davvero respinto dalla stessa autorità portuale. Lo sappiamo perché ce lo ha detto proprio l’autorità portuale, in un post sul suo profilo X ufficiale. Solo che con il respingimento non c’entra niente il meme ma l’uso, ammesso da Mikkelsen, di sostanza stupefacenti. Interrogato, Mikkelsen avrebbe ammesso di aver in passato fumato marijuana, fatto che, per come funzionano le cose negli Stati Uniti, dà agli agenti competenti la possibilità di negare il visto d’ingresso.

A conferma del consumo di marijuana di Mikkelsen gli agenti hanno detto di aver trovato sul suo telefono una foto del ragazzo con in mano una «pipa» di legno da lui stesso intagliata (ma che razza di foto tiene questa persona sul telefono?). Questa sarebbe stata la pistola fumante, no pun intended, la conferma che Mikkelsen negli Usa sarebbe stato meglio non farlo entrare. Da decidere se è più assurda questa verità o quella in cui il visto gli era stato negato per un meme.

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