I pochi giorni di collezioni maschili hanno riportato in passerella un’idea di eleganza morbida e quotidiana, quasi un rifugio in tempi difficili.
Magliano torna a Firenze dopo cinque anni con un progetto maturo, che rappresenta un modo nuovo di intendere la moda in Italia. Qualcosa che si è intravisto anche altrove.
La fascinazione per l’abbigliamento da lavoro è sempre stata fortissima nella moda, da Margiela a Miuccia Prada fino a Demna. Ma nell’epoca del casualwear e dell’iperconessione, può essere ancora portatore di idee rivoluzionarie?
Se North West, “figlia di” appena decenne, può distruggere un vestito di fronte a chi l’ha realizzato, che senso ha la critica di moda oggi?
Ha inaugurato a Shanghai Pradasphere II, la mostra che esplora la storia del marchio e che cerca di coglierne l’essenza, quella Prada-ness «che non riusciamo a spiegare in parole semplici, ma che sappiamo esattamente cos’è», come racconta Raf Simons.
Il documentario di Apple TV+ e le numerose comparsate delle sue protagoniste alle ultime sfilate raccontano di una nostalgia dura a morire, e di una moda che non esiste più. Ma che ha anche qualcosa da dire sull’oggi.
Come già a Milano, la stagione appena conclusasi è stata perlopiù pragmatica e visibilmente afflitta dall’incertezza e dalle pressioni del momento storico. Ma la moda è ormai davvero solo lusso?
Resoconto dell’incontro che si è tenuto a Milano durante la rassegna curata dalla giornalista del New York Magazine Cathy Horyn, uno dei pochi eventi culturali della fashion week.
Compressa eppure sempre più invasiva per la città, tra debutti attesissimi e pochi show davvero significativi, questa settimana della moda ha aperto interrogativi fondamentali per la sua sopravvivenza.
Virile, sovversiva, tamarra, sexy, ha attraversato epoche, classi sociali e generi per arrivare a essere ancora oggi un capo fondamentale.