Libri del mese ↓
15:23 sabato 2 maggio 2026
L’Europa sta pensando di sanzionare Israele. Non per i crimini commessi a Gaza, però: per aver comprato dalla Russia del grano rubato all’Ucraina Una nave della flotta ombra russa sarebbe stata fatta entrare nel porto di Haifa, con un carico di 25 mila tonnellate di grano rubato nei territori ucraini occupati.
La comunità enigmistica internazionale è piombata nel panico perché il New York Times Magazine ha pubblicato un cruciverba irrisolvibile L'errore è stato corretto nella versione online del cruciverba, ma a quel punto il finesettimana degli appassionati era irrimediabilmente rovinato. Non era mai successo in 84 anni di onorato servizio enigmistico.
I data center per l’intelligenza artificiale stanno diventando dei veri e propri disastri ambientali Consumano enormi quantità di energia, occupano sempre più suolo, inquinano molto e di lavoro ne danno poco. Eppure, se ne costruiscono sempre di più.
La Francia è diventato il primo Paese al mondo ad approvare l’uso della ketamina per curare le crisi suicidarie L'Agence nationale de sécurité du médicament et des produits de santé ha datto la sua approvazione ufficiale: è la prima agenzia del farmaco al mondo a farlo.
Hanno fatto un film sul looksmaxxing e ovviamente è un body horror Prevedibilmente, è stato intitolato Looksmaxxing, è un cortometraggio e se ne può già vedere qualche scena nel trailer pubblicato su Instagram.
Il governo sudafricano ha dovuto ritirare la sua proposta di legge sull’AI perché si è scoperto che è stata scritta con l’AI In particolare, si è scoperto che l'AI si era inventata di sana pianta tutta la bibliografia alla base del testo di legge.
Secondo uno studio, nelle città europee sta diventando quasi impossibile spostarsi senza la macchina Milano è una delle poche in cui si riesce a muoversi almeno un po' con i mezzi pubblici. A Roma, invece, la situazione è disastrosa.
Mentre faceva uscire il nuovo singolo, preparava un tour continentale e invitava a boicottare l’Eurovision, Robert Del Naja dei Massive Attack ha trovato anche il tempo di farsi arrestare a una manifestazione pro Palestina Stava manifestando a Trafalgar Square esponendo un cartello con su scritto «Mi oppongo al genocidio, sostengo Palestine Action».

Zara ha cancellato una sua campagna pubblicitaria accusata di offendere i morti di Gaza

12 Dicembre 2023

La nuova campagna promozionale di Zara si intitola (a questo punto sarebbe più corretto usare il verbo all’imperfetto, però) The Jacket, dedicata a una linea di giacche della serie Atelier. Protagonista la modella Kristen McMenamy ritratta in mezzo a quelle che sembrano essere macerie: in una foto McMenamy porta in spalla un manichino avvolto in una specie di sudario bianco, in un’altra è in piedi dentro una “cabina” di legno che ricorda moltissimo una bara, tutt’attorno manichini a cui mancano le braccia e pezzi di un muro bianco che pendono dal soffitto. Subito dopo la pubblicazione delle immagini sui profili social di Zara, moltissimi utenti hanno invitato a boicottare il brand: le foto di The Jacket fanno venire in mente la Striscia di Gaza, le case fatte a pezzi dalle bombe, i cadaveri avvolti in sudari di fortuna, le bare sparse per le strade. «Non è possibile che non sia stato fatto apposta», ha scritto l’artista palestinese Hazem Harb in un post Instagram. L’hashtag #boycottzara si è rapidamente diffuso su tutte le piattaforme.

Come sempre in questi casi, a nulla sono servite le spiegazioni del colpevole. Zara ha rimosso tutte le fotografie della campagna The Jacket dal suo sito e dai suoi social, ma ormai era troppo tardi e l’accusa di aver fatto del genocidio uno strumento pubblicitario era stata già condivisa da centinaia di migliaia di utenti. In un post su Instagram il brand ha spiegato che The Jacket era parte del rinnovamento dell’immagine del marchio programmata da tempo: «La campagna è stata pensata a giugno e scattata a settembre», si legge in questo post. Che prosegue poi con un chiarimento: la guerra in Medio Oriente ovviamente non c’entra nulla con tutto questo. «Nelle fotografie ci sono sculture non finite all’interno dello studio di una scultrice, il loro unico scopo era mostrare capi d’abbigliamento artigianali in un contesto artistico». Il messaggio si chiude con delle scuse a tutti coloro che si sono sentiti offesi a causa di un fraintendimento che non può tuttavia far dubitare del rispetto che il brand ha «nei confronti di tutti».

https://www.instagram.com/p/C0vxGLVu9Vt/

Anche questo post è stato duramente criticato. Tutti hanno sottolineato che sì, si sa che le campagne pubblicitarie dei brand sono frutto di lunga e attenta programmazione. Il punto, però, hanno sottolineato gli utenti nei commenti, è la decisione di far uscire comunque queste fotografie, nonostante quello che sta succedendo dal 7 ottobre in Israele e nella Striscia di Gaza. Una questione di sensibilità scarsa o assente del tutto, un episodio per certi versi simile a quello in cui Balenciaga fu accusata usare simbologia satanista e incitare alla pedofilia in una sua campagna pubblicitaria (ne avevamo scritto qui). Altri hanno sottolineato che le critiche a Zara vengono anche dai precedenti dell’azienda. Due anni fa si era discusso molto di un litigio su quello che all’epoca si chiamava ancora Twitter in cui una delle senior designer di Zara, Vanessa Perilman, aveva risposto alla modella palestinese Qaher Harhash dicendo che «forse se la tua gente studiasse allora non farebbe saltare in aria ospedali e scuole di Gaza che Israele ha contribuito a costruire. […] Gli israeliani non insegnano ai loro bambini a odiare né a lanciare pietre ai soldati, come invece fate voi». C’è stato anche chi ha definito Zara un marchio «sionista», ricordando che il proprietario del franchise in Israele, Joey Schwebel, a ottobre del 2022 aveva organizzato un evento il cui ospite principale era Itamar Ben Gvir, leader del partito di estrema destra Otzma Yehudit.

Articoli Suggeriti
Il Met Gala starebbe abbassando i prezzi perché con Jeff Bezos e Lauren Sánchez a finanziarlo nessuno ha granché voglia di andarci

Dagli iniziali 75 mila dollari per l'ingresso e 350 mila per un tavolo da 10, i prezzi adesso si starebbero abbassando sensibilmente.

Acne Paper ha messo in mostra per la prima volta 70 disegni di René Bouché che ritraggono 70 donne che hanno fatto la storia

Tra i ritratti dello storico illustratore di Vogue compaiono i volti di Lee Radziwill, Billie Holiday, Helena Rubinstein e Babe Paley.

Leggi anche ↓
Il Met Gala starebbe abbassando i prezzi perché con Jeff Bezos e Lauren Sánchez a finanziarlo nessuno ha granché voglia di andarci

Dagli iniziali 75 mila dollari per l'ingresso e 350 mila per un tavolo da 10, i prezzi adesso si starebbero abbassando sensibilmente.

Acne Paper ha messo in mostra per la prima volta 70 disegni di René Bouché che ritraggono 70 donne che hanno fatto la storia

Tra i ritratti dello storico illustratore di Vogue compaiono i volti di Lee Radziwill, Billie Holiday, Helena Rubinstein e Babe Paley.

La nuova campagna di Valentino è un omaggio al ’68, ma non a quel ’68

La campagna pre-fall 2026 (con protagonista il cantante Sombr) è ispirata a un anno molto particolare e sorprendente della lunga storia del brand.

Il ritorno della Napoleon Jacket non è l’ennesimo trend nostalgico ma un altro, preoccupante messaggio politico

In molti l'hanno riscoperta dopo averla vista addosso al nuovo Presidente ungherese, Péter Magyar. Ma questo capo ha una storia antica, che parte dalle campagne napoleoniche, passa per l'indie sleaze e arriva fino a oggi, ai simboli del nuovo nazionalismo.

Stefano Gabbana lascia la presidenza di Dolce&Gabbana

In una nota riportata oggi si specifica che la scelta del co-fondatore del brand nato nel 1985 non avrà però alcun impatto sul suo contributo creativo al gruppo.

Renato Montagner ha trovato la formula per mettere assieme ingegneria, design, moda, tecnologia e artigianato, tutto in paio di occhiali

Siamo stati a La Chaux-de-Fonds, in Svizzera, nella manifattura in cui è nata la nuova collezione TAG Heuer Eyewear sviluppata con Thélios, il polo eyewear di LVMH. E abbiamo scoperto l'infinità di dettagli che servono a costruire un paio di occhiali davvero eccellenti.