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10:42 venerdì 28 agosto 2026
Dopo 25 anni di attesa, il regista di Donnie Darko ha finalmente pronto il sequel, solo che non è un film ma un romanzo epistolare di 800 pagine sui viaggi nel tempo Richard Kelly, regista, sceneggiatore e adesso anche scrittore, ha già detto che questo è solo il primo passo nell'esplorazione dell'universo di Donnie Darko.
Il pezzo di ghiacciaio che ha causato le inondazioni in Tibet e Nepal era talmente grosso che quando si è schiantato al suolo ha provocato un terremoto Una scossa di magnitudo 5.2 aveva fatto pensare a un sisma. Solo dopo si è capito che tutto era iniziato con un pezzo di ghiacciaio precipitato a valle.
La grande retrospettiva che sta per arrivare allo Stedelijk Museum di Amsterdam è l’occasione per conoscere e celebrare davvero Yayoi Kusama Dall'11 settembre al 17 gennaio 2027 l'esposizione ripercorrerà oltre settant'anni di carriera, dalle enormi e ipnotiche tele alle famosissime installazioni di specchi.
Il modo perfetto di ricordare Tim Curry è andare a rivedere The Rocky Horror Picture Show al Cinema Mexico di Milano, dove è in programmazione ininterrottamente da 45 anni Il Mexico è una delle pochissime Rocky Horror House del mondo: dal 1981, quasi ogni venerdì, il film torna sul grande schermo. E tornerà anche adesso che Tim Curry non c'è più, per celebrarlo e ricordarlo.
Un sito sta raccogliendo tutte le elegie funebri scritte dai giornalisti palestinesi per i loro colleghi uccisi negli attacchi israeliani Si chiama The Living Record e permette di ascoltare la voce e le parole dei giornalisti di Gaza, mentre ricordano i loro colleghi uccisi negli attacchi israeliani.
Un fotografo, una pittrice, una casa d’aste e una galleria d’arte si stanno facendo causa per la famosa foto in cui Liam Gallagher dà un bacio a Noel Justin Thomas accusa Elizabeth Peyton di plagio e la David Zwirner Gallery e Sotheby’s di aver provato a trarre guadagno da questo plagio.
Sempre più miliardari stanno comprando casa in Patagonia perché si sono convinti che lì sopravviveranno alla fine del mondo A convincerli sono stati quattro fattori: isolamento, capacità di produrre di cibo, capacità di produrre energia e abbondante disponibilità d’acqua.
Dolly Parton verrà ricordata anche come una delle più agguerrite sindacaliste nella storia dell’industria musicale La cantautrice è stata una lavoratrice della musica e non ha mai smesso di usare il proprio potere per tutelare chi suonava al suo fianco.

I fashion designer ucraini ora fanno vestiti per la guerra

30 Marzo 2022

Dallo scorso 24 febbraio, giorno in cui è iniziata l’invasione russa, molti fashion designer ucraini hanno scelto di mettere le loro capacità al servizio del loro Paese, a dare il loro contributo: da più di un mese, molti di loro passano le giornate realizzando reti mimetiche, stivali da combattimento, giubbotti antiproiettile, come racconta il Kyiv Independent. Prima dell’inizio della guerra, Serge Smolin era il designer di Idol, brand di abbigliamento maschile: ora cuce le reti mimetiche usate dai soldati. Dopo essere scappato da Kiev, Smolin è tornato a casa dei suoi genitori, nell’ovest dell’Ucraina, e la prima cosa che ha fatto è stata recarsi alla più vicina base militare per mettersi a disposizione. I soldati gli hanno detto che avevano bisogno di qualcuno che aiutasse con le reti mimetiche militari: Smolin, a quel punto, ha messo le mani su qualsiasi stoffa adatta allo scopo e si è messo al lavoro assieme alla sua famiglia.

La stessa cosa è successa a diversi artigiani che fino a poco tempo fa lavoravano per Kachorovska, marchio di scarpe piuttosto noto in Ucraina. Da quando l’esercito russo ha superato il confine orientale del Paese, Kachorovska è diventato un produttore di stivali da combattimento: le prime 500 paia le hanno realizzate i lavoratori dell’azienda a loro spese. Ora, dopo più di un mese di guerra, producono talmente tanti stivali da avere bisogno di tre fabbriche per far fronte alle richieste di Forze armate e Forze di difesa territoriale. Nebesite e Frolov, invece, sono due brand che adesso producono giubbotti antiproiettile. Tra tutte le necessità delle forze armate ucraine, questa è la più difficile da soddisfare: i materiali necessari a realizzare i giubbotti antiproiettile sono estremamente difficili da reperire in Ucraina in questo momento. Nebesite ha “regalato” i primi 250 giubbotti ai soldati, ma le difficoltà alla lunga si sono fatte tali e tante che è emersa la necessità di trovare fondi per sostenere la produzione. Frolov, dal canto suo, sta provando a costruire una rete di finanziatori esteri: finora il brand è riuscito a raccogliere circa 20 mila euro di “donazioni”, soldi usati per acquistare il metallo indispensabile per realizzare i giubbotti e per pagare i dipendenti che hanno deciso di restare e di contribuire alla difesa del loro Paese in questa maniera.

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