Dall'11 settembre al 17 gennaio 2027 l'esposizione ripercorrerà oltre settant'anni di carriera, dalle enormi e ipnotiche tele alle famosissime installazioni di specchi.
Il modo perfetto di ricordare Tim Curry è andare a rivedere The Rocky Horror Picture Show al Cinema Mexico di Milano, dove è in programmazione ininterrottamente da 45 anni
Il Mexico è una delle pochissime Rocky Horror House del mondo: dal 1981, quasi ogni venerdì, il film torna sul grande schermo. E tornerà anche adesso che Tim Curry non c'è più, per celebrarlo e ricordarlo.
Tim Curry è morto martedì 25 agosto nella sua casa di Toluca Lake, a Los Angeles, a ottant’anni. Lo ha confermato a Variety la sua storica manager Marcia Hurwitz, che ha parlato di una morte serena. Dal 2012, quando fu colpito da un grave ictus che gli tolse l’uso delle gambe, l’attore inglese conviveva con gravi problemi di salute, senza però smettere mai del tutto di lavorare come doppiatore o di farsi vedere in pubblico. In cinquant’anni di carriera, Tim Curry ha interpretato il clown horror Pennywise nella miniserie tratta dal romanzo It di Stephen King, il maggiordomo di Cluedo, il concierge di Mamma ho riperso l’aereo e tre nomination ai Tony a teatro, ma il volto che resta è quello del dottor Frank-N-Furter, il ruolo che aveva creato a Londra nel 1973 e portato al cinema nel 1975 nel The Rocky Horror Picture Show di Jim Sharman.
Il film esce negli Stati Uniti il 26 settembre 1975 e viene dal musical che Richard O’Brien aveva messo in scena al Royal Court di Londra due anni prima. È una parodia dell’horror di serie B: Brad e Janet, due fidanzati “perbene” interpretati da Barry Bostwick e Susan Sarandon, restano in panne durante un temporale, cercano aiuto nel castello più vicino e finiscono ospiti del dottor Frank-N-Furter, scienziato che sostiene di venire dal pianeta Transexual e che sta per presentare la sua creatura, un uomo perfetto di nome Rocky. Al botteghino fu un disastro: 20th Century Fox lo ritirò dalle sale dopo poche settimane, ma il primo aprile del 1976 il Waverly Theater di New York cominciò a proiettarlo a mezzanotte e da lì ebbe inizio un rito, diventato poi culto e infine leggenda. Il pubblico in costume, gli attori che recitano davanti allo schermo, le pistole ad acqua durante la scena del temporale, il pane tostato lanciato quando Frank-N-Furter propone un brindisi. Da allora il film non ha mai smesso di essere proiettato tanto che, secondo l’American Film Institute, è il film che vanta la più lunga programmazione in sala della storia del cinema.
A Milano quel rito si celebra ininterrottamente dal 1981, quando il compianto Antonio Sancassani decise di trasformare il Cinema Mexico, in via Savona 57, in una delle pochissime Rocky Horror House al mondo. Da allora l’appuntamento è il venerdì sera, versione originale sottotitolata, con la compagnia teatrale Diabolical Plan davanti allo schermo, il Time Warp ballato in platea e la domanda rituale su chi è alla prima volta, su quante “vergini” ci sono in sala, alla quale ormai si alzano pochissime mani. «Ci ha lasciato Tim Curry… ma tornerà un venerdì, a luci spente, per rivivere al Mexico ancora e ancora e ancora», si legge sulla pagina Facebook del Mexico, nel post che rende omaggio all’attore. Noi non vediamo l’ora che quel venerdì arrivi.