Nel ‘66 vendeva sfere specchianti ai giardini della Biennale a due dollari l'una: aveva già messo in scena la macchina che avrebbe divorato la sua arte. Ritratto di un'artista che ha passato settant'anni a smaterializzare il mondo, sesso compreso.
Dopo 25 anni di attesa, il regista di Donnie Darko ha finalmente pronto il sequel, solo che non è un film ma un romanzo epistolare di 800 pagine sui viaggi nel tempo
Richard Kelly, regista, sceneggiatore e adesso anche scrittore, ha già detto che questo è solo il primo passo nell'esplorazione dell'universo di Donnie Darko.
Richard Kelly ci ha messo venticinque anni a scrivere il sequel del suo film Donnie Darko. L’unico problema – ma magari scopriremo che non è un problema, magari dovremo ammettere che è meglio così – è che il risultato di questi vent’anni di lavoro matto e disperatissimo non è un film ma un romanzo epistolare, ambientato nel 1988, lungo più di 800 pagine e intitolato The Philosophy of Time Travel.
Non si sa perché Kelly si sia assentato così a lungo, sappiamo solo che il suo ultimo lungometraggio, The Box, risale al 2009. Sappiamo anche, però, che dal 2009 a oggi non ha mai smesso di lavorare: Kelly ha continuato a scrivere e a suo dire ha accumulato «abbastanza materiale da non dover più scrivere per il resto della mia vita». Secondo le indiscrezioni, Kelly avrebbe scritto addirittura dieci tra soggetti e sceneggiature, ma nessuna di queste è mai diventata un film, pare perché nessuna casa di produzione si sia mostrata disponibile a sostenere i notevoli costi necessari a girarli. Kelly si è dunque “rassegnato” a usare come mezzo espressivo la letteratura? Forse sì o forse il romanzo è una via traversa per arrivare comunque al film: dovesse rivelarsi un successo, sarebbe scontato adattare il libro per il grande schermo.
Il libro, in uscita alla fine dell’anno (una data ufficiale ancora non è stata annunciata), racconta i quattordici mesi successivi alla tragica morte di Donnie. Attraverso lettere, diari e documenti, il romanzo segue i genitori Rose ed Eddie Darko mentre intraprendono ognuno la sua indagine sulla morte del figlio, per capire cosa sia davvero successo a Donnie e cosa fosse quell'”universo tangente” in cui era scivolato, quella realtà parallela, instabile e temporanea, generata da una frattura nello spaziotempo, in cui Donnie aveva vissuto i suoi ultimi 28 giorni di vita evitando il collasso del mondo primario.
Nelle intenzioni di Kelly, il libro è soltanto la prima tessera di un mosaico più ampio. Prima un adattamento in motion-capture della prima parte del romanzo, poi un salto temporale di ventotto anni nel futuro e un sequel in live-action. L’obiettivo finale è quello di riunire il cast originale, dice «Adoro il mio cast. Mi piacerebbe molto ritrovare tutti questi attori meravigliosi. Ora la decisione spetta in un certo senso al mercato, un mercato che comprende una fanbase globale, il nostro splendido cast e una serie di nuovi personaggi oltre a tutta quella tecnologia straordinaria che anni fa non esisteva». Resta da capire se nella Hollywood odierna ci sia ancora spazio per i sogni e ai deliri di Richard Kelly.