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07:40 sabato 15 agosto 2026
La foto più bella e difficile dell’eclissi solare l’ha fatta uno skater Lui si chiama Danny Leon e molto probabilmente la sua foto vi è apparsa nel feed. Scattarla è stata una vera e propria impresa.
David Byrne ha fatto una playlist da ascoltare solo e soltanto quando si va in bici Una selezione di 40 canzoni, scelte con un criterio estremamente byrdiano.
Anche l’Accademia svedese ha fatto la sua lista di libri per l’estate, composta tutta da Premi Nobel per la letteratura, ovviamente Cinque libri, cinque autori e autrici, con una brevissima recensione a spiegare perché vale la pena portarseli in vacanza.
In Spagna c’è un hotel in mezzo al nulla, senza Wi-Fi né tv, che si può prenotare solo spedendo una lettera scritta a mano E aspettando una lettera di conferma altrettanto manoscritta. È l'hotel El Elevador a El Hierro, la più piccola e meno visitata delle Canarie.
Un gruppo di scienziati ha creato una nuova AI appositamente per trovare tutte le opere d’arte trafugate dai nazisti ancora disperse L'AI si chiama Provenance Assistant e a lei è andato l'ardua compito di ritrovare 100 mila opere rafugate di cui si sono perse le tracce.
Iberia, la compagnia aerea di bandiera della Spagna, ha organizzato un volo speciale per “inseguire” e trasmettere in streaming l’eclissi solare del 12 agosto Si tratta della prima eclissi solare totale visibile dalla Spagna continentale dal 1905. Come si può capire, c'è una certa attesa attorno all'evento.
Una professoressa universitaria è stata licenziata per aver letto e spiegato ai suoi studenti un racconto di Ottessa Moshfegh È successo a Vinita Prabhakar: Bettering Myself, racconto del 2013 di Moshfegh, le è costato il posto al South Florida State College.
Il nuovo, attesissimo, chiacchieratissimo romanzo di Rachel Cusk che potrebbe come non potrebbe parlare (male) di Natalie Portman Il romanzo si intitola Life of M, e in effetti le somiglianze tra il personaggio M e la persona Natalie Portman sono abbastanza innegabili.

Fine agosto al Papeete

La penultima tappa del nostro viaggio in Italia è nello stabilimento balneare dove Matteo Salvini è di casa.

24 Agosto 2020

Nell’anno delle vacanze autarchiche e distanziate, che nessuno ha ancora capito se saranno veramente vacanze, sulle orme di illustri predecessori letterari (Pasolini in primis), abbiamo deciso di raccontare questa strana estate italiana con un viaggio a tappe lungo le spiagge e i luoghi più famosi della costa della Penisola, in un periplo che partirà dalla Liguria e arriverà al Friuli Venezia Giulia. Qui le puntate precedenti.

«Le liste, le liste», grida al telefono mentre entra con passo trafelato al Papeete. È un tranquillo mercoledì pomeriggio di metà estate a Milano Marittima e due Dj in consolle stanno passando musica lounge. Il bar è ancora deserto ma dà l’impressione di essere attrezzato per serate alquanto movimentate. Il marchio Papeete è letteralmente ovunque, staccionate comprese. Appena terminata la telefonata provo a chiedere maggiori informazioni. «Sto dando una mano a Nuccio Altieri, candidato alla presidenza della Regione Puglia. Io sono stato eletto al Sud, primo degli eletti con 65mila voti, il secondo ne ha presi 15mila in meno. Volevano che mi candidassi Governatore, ma ho rifiutato. Al Sud sono popolarissimo, la mia semplicità fa impazzire la gente, io arrivavo, prendevo una sedia e mi mettevo ad ascoltare. All’inizio mi scambiavano per un extraterrestre, abituati come sono ai vecchi riti della politica. Ogni mio evento al Sud è un delirio, faccio qualcosa come cinquecento selfie». «Come Matteo?», azzardo. «Ma certo siamo uguali, lui per me è un fratello. Era qui la settimana scorsa». Anche il look, classicamente casual, ricalca lo stile (si fa per dire) del capitano.

Oltre a essere un personaggio vanziniano, che non sfigurerebbe nel ruolo del cumenda brianzolo che si è fatto da solo e guarda con sufficiente disprezzo alle dinamiche della politica romanocentrica, Massimo Casanova è l’unico parlamentare europeo a essere proprietario di uno stabilimento balneare. Ma questa esclusività non sembra turbarlo più di tanto. «Nasco come albergatore, l’hotel Miami qui dietro era dei miei genitori, poi negli anni ho unito tre stabilimenti e nel ’99 ho realizzato il Papeete», già nei libri di storia per essere stato il famigerato stabilimento dove un anno fa l’ex ministro del’Interno Matteo Salvini si esibì nella nota performance in consolle con mojito, cubiste leopardate e una versione un po’ troppo dance dell’Inno di Mameli. «Ma la Lega non c’entra niente. Con Matteo ci siamo conosciuti proprio qui dieci anni fa, quando non era ancora cosi famoso». Eppure si può rintracciare un fil-rouge leghista di antica data nella vita del proprietario dello stabilimento più famoso d’Italia. «Umberto Bossi venne a Cervia nel 1988 e nessuno voleva concedergli una sala per fare un intervento. Io all’epoca avevo diciotto anni e convinsi mia madre a offrirgli una stanza dell’hotel Miami». Gli chiedo se da ragazzo fosse una pasdaran leghista delle prima ora, tutto celodurismo e indipendenza Padana. «No, non lo ero, ma votai Lega a 18 anni, un voto di cambiamento». In fondo è sempre la solita storia. Si comincia con il voto di protesta e si finisce per chiedere pieni poteri. Cambia solo la strategia per arrivarci.

«Umberto Bossi venne a Cervia nel 1988 e nessuno voleva concedergli una sala per fare un intervento. Io all’epoca avevo diciotto anni e convinsi mia madre a offrirgli una stanza dell’hotel Miami»

Guai però a considerare il Papeete alla stregua di un rifugio balneare di un certo ambiente politico in fondo consapevole di sentirsi più a suo agio in riva al mare con i racchettoni che non tra gli scranni del parlamento con un testo di legge in mano. Perché Massimo Casanova è riuscito nell’impresa di trasformare un banale stabilimento in un marchio assai di moda, o se preferite in una perfetta illusione che non termina il 31 di agosto ma vi perseguita 365 giorni l’anno. Con il merchandising – le magliette Papeete vanno a ruba – con la voce di radio Papeete (sic), con le compilation musicali, molte hanno vinto il disco di platano, e perfino con i cosiddetti “snow tour”. «Voi parlate solo di Salvini ma il Papeete è un mondo», racconta divertito, «Io lavoro anche d’inverno, facciamo delle serate Papeete nelle più importanti discoteche d’Italia, e anche all’estero: Vendiamo un pacchetto, con Dj, vocalist e ballerini, tutte persone cresciute qui». Anche Il Papeete ha la sua Masia. «Non ci crederai ma ci sono molte persone che chiedono di fare tesi universitarie su di noi». Forse cosi è troppo. «Non è casuale tutto questo, è una roba che ho studiato per anni».

E pensare che Milano Marittima per lungo tempo è stato un placido luogo per famiglie, senza locali modaioli e viceministri a fare da Dj. «Ho fatto delle battaglie qui», aggiunge Casanova, «a Cervia c’erano gli unici 8 km di costa italiana dove non si poteva fare ristorazione serale in spiaggia». Implicito il riferimento a una località dove da sempre si succedono giunte di centro-sinistra. «All’inizio ho avuto problemi ma la sinistra in Romagna è anomala. Devo essere sincero: qui ho incontrato molte persone che non mi hanno ostacolato». Peccato essere capitato qui a metà settimana e non aver avuto l’opportunità di assistere all’esperienza di Villa Papeete, una ex abitazione privata trasformata in una discoteca glamour con piscina e due piste da ballo – musica rigorosamente anni Settanta e Ottanta – dove il sabato si da appuntamento tutto questo variegato microcosmo che ruota attorno al Papeete. «Penso che sia il locale all’aperto più bello d’Italia. Sabato scorso c’era anche Matteo», ca va sans dire. Alla fine me ne vado da Milano Marittima con una convinzione: quando Matteo Salvini non avrà più molto da dire – potrebbe anche succedere presto – è molto probabile che del Papeete e di Massimo Casanova sentiremo ancora parlare.

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