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14:51 venerdì 22 maggio 2026
Una ricerca ha dimostrato che le civiltà non crollano per le catastrofi ma perché iniziano a consumare troppo, che è proprio quello che sta succedendo alla nostra civiltà I ricercatori hanno precisato anche che i futuri in cui ci salviamo non sono impossibili, ma «richiedono condizioni che non vediamo sulla Terra di oggi».
Non poteva che essere Michael Bay il regista del film sull’operazione Epic Fury di Trump in Iran Per l'occasione, il regista ha rimesso assieme la squadra con cui girò 13 Hours, altro notevole esempio di moderno film di propaganda.
SS26, il nuovo singolo di Charli XCX, non è né rock né dance: è moda E anche apocalisse: «Yeah we’re walking on a runway that goes straight to hell», canta Charli nel secondo singolo estratto dal suo nuovo album.
La Corte internazionale di giustizia ha stabilito che da ora in poi il diritto allo sciopero è protetto dal diritto internazionale In particolare, è tutelato dal trattato sulla libertà di associazione del 1948 dell'Organizzazione internazionale del lavoro, firmato da 158 Paesi.
Nel mondo ci sono così pochi ingegneri e ricercatori AI che le aziende di Big Tech li stanno pagando come le superstar dello sport Secondo le stime ce ne sono solo un centinaio in tutto il mondo. E in Silicon Valley sono disposti a spendere qualsiasi cifra per accaparrarseli.
Tra la rassegna Tuttomoretti al Nuovo Sacher e il ritorno in sala di Bianca e La messa è finita, questa si preannuncia come la Nanni Moretti Summer Lui odierebbe questa dicitura, ne siamo sicuri. Però siamo anche sicuri che suona proprio bene.
I fan di SOPHIE stanno costruendo un archivio libero e gratuito per preservare tutta la sua opera L'archivio si chiama Wholenew.world e vuole essere un racconto dei dieci anni di carriera di un'artista che ha cambiato la musica elettronica.
Il video di Itamar Ben-Gvir che tormenta e irride i membri della Global Sumud Flotilla ha unito tutto il mondo nel disgusto A condannarlo sono Francia, Canada, Olanda, Belgio, Spagna, Regno Unito e molti altri, persino gli Stati Uniti e l'Italia.

Non poteva che essere Michael Bay il regista del film sull’operazione Epic Fury di Trump in Iran

Per l'occasione, il regista ha rimesso assieme la squadra con cui girò 13 Hours, altro notevole esempio di moderno film di propaganda.

22 Maggio 2026

Solo una persona può pensare a un film sull’estetica muscolare, patriottica e ipersaturata della presidenza Trump e quella persona è Michael Bay. Il suo nuovo film, in collaborazione con Universal Pictures, si chiamerà “Operation Epic Fury”. Il regista di Pearl Harbor e 13 Hours porterà sul grande schermo il salvataggio dei due piloti americani, dispersi dopo l’abbattimento dei loro F-15E Strike Eagle da parte della contraerea iraniana, uno dei momenti di massima tensione della campagna militare lanciata dalla Casa Bianca a febbraio.

L’operazione si sposa perfettamente con la “poetica” di Bay, a partire dalla retorica con cui lo stesso Donald Trump ha celebrato il salvataggio dei militari su Truth Social. Un post saturo di capslock ed enfasi («WE GOT HIM!») in cui il Presidente scriveva che le forze armate avevano compiuto «one of the most daring Search and Rescue Operations in U.S. History, for one of our incredible Crew Member Officers, who also happens to be a highly respected Colonel» («una delle più audaci operazioni di ricerca e salvataggio nella storia degli Stati Uniti, per uno dei nostri incredibili ufficiali, che è anche un colonnello stimatissimo»).

La narrazione bellica diventa un canovaccio propagandistico che Bay è abituato a maneggiare da trent’anni, grazie a uno storico canale preferenziale con il Pentagono che gli garantisce l’accesso a mezzi militari reali in cambio di una glorificazione cinematografica senza filtri. Per blindare l’operazione dal punto di vista autoriale, Bay ha riunito il vecchio gruppo con cui ha girato 13 Hours (film propagandistico se mai ne è esistito uno): il produttore Erwin Stoff e lo sceneggiatore Scott Gardenhour. Quest’ultimo adatterà il la sceneggiatura a partire dal libro-inchiesta che Mitchell Zuckoff pubblicherà per HarperCollins nel 2027. Sarà la prova generale di come l’amministrazione americana ha deciso di vendere le proprie guerre? 

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