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01:27 giovedì 8 ottobre 2026
Due creator hanno lanciato una app per scoprire tutti i posti strani e inquietanti del mondo prima che spariscano per sempre «Siamo gemelli e vi aiutiamo a trovare destinazioni strane e sconosciute», così i creator Bodhi e Kai hanno presentato Deep Spot, «la mappa più figa del pianeta».
Un rarissimo uccello che vive solo sull’Himalaya è stato costretto a cambiare cinguettio perché non riusciva più a farsi sentire dai suoi simili per colpa del rumore causato dai turisti L'uccello si chiama monal, detto anche fagiano himalayano, e i turisti gli stanno rovinando la vita: per colpa loro si è dovuto pure trasferire in alta quota.
La Svezia ha fatto uno spot per invitare tutti gli introversi del mondo a fare le vacanze in Svezia, promettendo che lì nessuno li disturberà mai per nessuna ragione Tanto che l'Agenzia Nazionale del Turismo svedese ha fatto uno spot rivolto esclusivamente a loro.
L’associazione delle biblioteche americane ha stilato una lista dei libri più censurati di questo millennio e dentro ci sono dei titoli piuttosto sorprendenti Accanto alle prevedibili Harper Lee e Maya Angelou ci sono anche graphic novel, libri per bambini, Sarah J. Maas e Gossip Girl.
Il sindaco di Saint-Denis Bally Bagayoko è sceso in piazza con gli studenti francesi e li ha protetti dalle cariche della polizia Ma non è un caso isolato, il suo: vista la violenta repressione, sono tanti gli adulti che stanno proteggendo, con il loro corpo, i manifestanti.
Una ricerca internazionale ha dimostrato che c’è un sensibile aumento dei tumori in età giovanile In questo aumento c'entrano obesità, alimentazione scorretta, poca attività fisica, alcol, fumo e inquinamento, ma anche l'aumento di prevenzione ed esami specialistici.
C’è una base della RAF in Inghilterra che potrebbe come non potrebbe essere sotto attacco dell’Iran Dalla scorsa settimana stanno succedendo strani fatti attorno alla base di Fairford. Adesso, ad aggiungere stranezza a stranezza, c'è anche un'insolita decisione degli Usa.
A vent’anni dall’uscita ci sarà una nuova edizione di King Kong Theory, il manifesto del femminismo brutto, sporco e cattivo di Virginie Despentes Lo riporta in Italia Fandango, esattamente venti anni dopo la scandalosissima uscita in Francia.

SS26, il nuovo singolo di Charli XCX, non è né rock né dance: è moda

E anche apocalisse: «Yeah we’re walking on a runway that goes straight to hell», canta Charli nel secondo singolo estratto dal suo nuovo album.

22 Maggio 2026

Se c’è una cosa che Charli XCX sa fare alla perfezione è muoversi più velocemente delle nostre aspettative. La Queen della reverse psychology con Rock Music ha previsto alla perfezione un cortocircuito nostalgico micidiale: un video diretto da Aidan Zamiri e zeppo di cliché del rock classico, unito a un ritornello distorto «I think the dance floor is dead, so now we’re making rock music». Il tempo di lasciare che i difensori della fede chitarristica e i puristi del clubbing si accapigliassero su X per decretare se si trattasse di una reale svolta o no, ed ecco il cambio di marcia. Il 18 maggio l’artista ha usato la sua newsletter su Substack per anticipare l’uscita e spoilerare il testo; poi senza concedere alle acque il lusso di calmarsi, l’iconoclasta del pop ha pubblicato ufficialmente SS26.

Prodotto insieme alla sua eminenza grigia A.G. Cook e a Finn Keane (EASYFUN), il brano ribalta completamente le carte in tavola. Mentre Rock Music era abrasiva e analogica, SS26 è un colosso techno-pop algido, che cannibalizza il linguaggio d’élite del fashion system per confezionare un crudo avvertimento esistenziale. Il testo è un distillato di “nichilismo glamour”: «Spring Summer 26 / When the world is gonna end no hope for any of it / Yeah we’re walking on a runway that goes straight to hell». Cook e Keane stendono un tappeto techno sterile e metallico, capace di restituire la claustrofobia di una sfilata blindata dentro un bunker sotterraneo iperesclusivo mentre fuori il mondo brucia. Un’atmosfera apocalittica che prende vita nel video diretto da Aidan Zamiri insieme allo sguardo voyeuristico del collettivo Torso, il duo formato da Miodrag Manojlović e Lukas von Haller, dove va in scena una sfilata completamente fuori controllo.

Per i feticisti della sua lore c’è un metariferimento immediato: l’inquadratura che scivola sul pavimento graffiato ed evoca l’estetica industriale e asfaltocentrica di Von Dutch del 2024. Ma il cuore visivo del progetto è l’immersione totale in un remix distopico curato dallo stylist Juan Corrales. Protetta da occhiali Oliver Peoples, Charli cambia look a ogni passo lungo la passerella, muovendosi tra pezzi d’archivio di The Archive X Yana, l’immancabile tocco gotico di Ann Demeulemeester e dettagli Chrome Hearts. È un guardaroba schizofrenico e d’avanguardia, che unisce il tailoring destrutturato di Javier Guijarro e Daniil Antsiferov alle visioni di Raimundo Langlois e Lou de Bètoly, senza rinunciare a pescare dal lusso di Balmain, YSL, Khaite e Zadig & Voltaire. Un power dressing apocalittico che oscilla tra il quiet luxury e la sfrontatezza bourgeois.

A svelare il cinismo di tutta l’operazione è Carine Roitfeld, ex direttrice di Vogue Paris, che agisce come un oracolo pop sentenziando (in francese) la line definitiva del pezzo: «La moda non ci salverà, ma andiamo sulla passerella e sfiliamo». Una freddezza che si traduce in un casting-feticcio per addetti ai lavori, un who’s who monumentale della moda parigina e globale. Una sfilata blindata che mette in fila, rigorosamente in ordine alfabetico, un intero ecosistema culturale: da Abra ad Anthony Vaccarello, passando per Baby Deva, Benjamin Barron, Bror August Vestbø, Carine Roitfeld, Ceval, Dan Sablon, David Siwicki, Debra Shaw, Farida Khelfa, Gian Gisiger, Lucien Pagès, Lyas, Michel Gaubert, Nhu Duong, Patrik Sandberg, Ryan Aguilar, Victoria Sekrier e Zac Ching. Il tutto, ovviamente, sotto l’occhio documentaristico e complice di Loïc Prigent.

Questa annessione forzata del fashion system da parte di Charli suona come una colossale rivincita personale. Ai suoi inizi, i brand e gli uffici stampa rifiutavano sistematicamente di vestirla, costringendola a comprare abiti di tasca propria per i red carpet. Oggi, la transizione dall’attitudine spettinata e “party girl” del fenomeno Brat alla “Charli model era”, trend globale in queste ore, dimostra una gestione dei codici culturali millimetrica. Accompagnata dal suo network creativo, Charli XCX ha capito che per sopravvivere al collasso dell’industria musicale e ai suoi ritmi spietati serve una passerella stagionale proiettata nel futuro che va dritta all’inferno. Con i vestiti giusti.

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E il merito è stato di Anthony Vaccarello, che ieri ha presentato quella che molti credono sia la sua ultima collezione per il brand.