È successo a Monterey Park, dove l'86 per cento dei cittadini ha votato per vietare per sempre la costruzione di data center.
In Albania ci sono delle enormi proteste per impedire a Jared Kushner, il genero di Trump, di costruire un resort di lusso in un’area naturale protetta
Sono tre giorni che le strade di Tirana sono piene di manifestanti che vogliono fermare a tutti i costi la prosecuzione del progetto.
Jared Kushner probabilmente pensava che sarebbe stato facile costruire un resort di lusso in Albania. Un Paese piccolo, relativamente povero, con un’industria turistica in fortissima crescita: non aspettano altro che i soldi miei e del mio partner, l’immobiliarista newyorchese Asher Abehsera, avrà pensato Kushner. Non è andata proprio così, purtroppo per lui, per Abehsera e per tutti i miliardari che non vedevano l’ora di aggiungere alle loro mappe vacanziere l’ennesimo resort di lusso uguale a tutti gli altri resort di lusso del mondo. Da tre giorni, infatti, a Tirana decine di migliaia di persone stanno protestando per impedire la prosecuzione del progetto. Se la prendono con Kushner, con il di lui cognato Donald Trump, con Abehsera, con il Primo ministro Edi Rama e con il capo dell’opposizione Sali Berisha.
Le ragioni della protesta sono fondamentalmente due. La prima: il progetto di Affinity Partners, la società immobiliare di Kushner, vuole costruire il resort sull’isola di Sazan e nell’area di Zvernec, vicino alla città costiera di Valona. Secondo le associazioni ambientaliste e i residenti, i cantieri e la successiva turistificazione (come se l’Albania non ne avesse avuto già abbastanza, in questi anni) minacciano l’ecosistema locale, la biodiversità delle zone circostanti e la popolazione di fenicotteri, specie protetta che lì vive. Proprio per questo il simbolo scelto dal movimento di protesta è un fenicottero rosa, ispirato anche da altre recenti proteste nei Balcani, come l’anatra gialla utilizzata a Belgrado, in Serbia, durante le manifestazioni contro le speculazioni edilizie.
A poco sono servite le rassicurazioni di Abehsera, che ha dichiarato che il resort verrà costruito con la massima attenzionale per il territorio e, addirittura, con l’obiettivo di migliorare le condizioni dell’ecosistema (come sia possibile fare una cosa del genere, Abehsera non l’ha spiegato). Secondo Affinity Partners, la costruzione dei resort non danneggerà la natura, ma porterà posti di lavoro e un forte valore aggiunto per le comunità locali. Argomenti non esattamente nuovissimi, ci permettiamo di commentare.
L’altro motivo per cui gli albanesi stanno protestando sono i legami tra Kushner e Israele. La famiglia Kushner intrattiene un’amicizia di vecchia data con Netanyahu (il Primo ministro israeliano è stato pure ospite nella loro casa in New Jersey), Jared ha partecipato a tutte le missioni diplomatiche dell’amministrazione Trump di questi anni, schierandosi sempre apertamente e nettamente dalla parte di Israele, anche quando si discuteva del genocidio nella Striscia di Gaza, della colonizzazione della Cisgiordania e dell’invasione del Libano. Senza considerare che Kushner è personalmente coinvolto nel progetto di costruzione della cosiddetta New Gaza, cioè la trasformazione di Gaza – avete indovinato – in un gigantesco resort di lusso.
Al momento, la situazione in Albania è di stallo. Il progetto per il resort di Kushner e compagnia c’è ed è in fase avanzata, ma si deve ancora arrivare a un accordo definitivo, come spiegato in Parlamento dallo stesso Rama. Che, nonostante le proteste e dei cittadini e un’opposizione che rifiuta anche solo di discutere un compromesso, continua a dirsi favorevole al progetto: mercoledì 3 giugno ha detto che «è molto importante restare accoglienti e dimostrarci equilibrati, per nessuna ragione deve passare il messaggio che siamo un Paese in cui gli investitori vengono trattati con ostilità».