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Secondo gli ultimi dati, in Europa ci sono stati 10 mila morti in eccesso durante l’ondata di calore di giugno Gli scienziati del World Weather Attribution affermano che le ondate di caldo di giugno sarebbero state «impossibili» senza il cambiamento climatico.
Alberto Angela che intervista Christopher Nolan e Matt Damon è la trovata promozionale che l’Odissea si merita e di cui ha bisogno L'intervista andrà in onda il 12 luglio, in prima serata su Rai 1, nella premiere della nuova stagione di Noos.
A Madrid c’è un gruppo di “sabotatori antituristificazione” che sta sabotando centinaia di appartamenti affittati dai turisti Se la prendono con le key box e con i lettori NFC, per impedire ai turisti di entrare nelle case. Hanno colpito 153 appartamenti in 7 quartieri.
Al concerto dei Foo Fighters a Milano, Dave Grohl ha fatto salire sul palco gli esponenti dei centri sociali italiani in cui suonava negli anni ’90 Ha anche parlato in italiano dicendo tutte le parole che sapeva ("grazie", "bacio", "tutti pazzi") e ha ricordato l'accoglienza e la generosità dei centri sociali ormai chiusi.
Dopo averle classificate come un “problema climatico”, l’Unione Europea ha cambiato idea sulle mucche e adesso le considera “infrastrutture critiche” A quanto pare, adesso l'Ue ha deciso che le mucche «garantiscono autonomia strategica e prevengono l'abbandono dei territori».
Dopo vent’anni potremo finalmente vedere il documentario su Marie Antoinette di Sofia Coppola girato da sua madre Eleanor Coppola Si intitola Making Marie Antoinette, lo distribuirà Mubi ed è un ultimo omaggio che la figlia fa alla madre, morta nel 2024.
C’è una playlist in cui ogni canzone è dedicata al Presidente di un Paese del G7 e l’ha fatta Emmanuel Macron Tra dossier sull’Ucraina, tensioni in Medio Oriente, dazi, nucleare iraniano e intelligenza artificiale, Emmanuel Macron ha pensato di aggiungere una canzone per ciascun leader in un catalogo musicale del potere globale.
La libreria indipendente di Han Kang a Seoul ha chiuso a causa della gentrificazione del quartiere Il proprietario dell'immobile in cui si trovava la libreria ha deciso di venderlo e nemmeno una Premio Nobel è riuscita a convincerlo a ripensarci.

In Albania ci sono delle enormi proteste per impedire a Jared Kushner, il genero di Trump, di costruire un resort di lusso in un’area naturale protetta

Sono tre giorni che le strade di Tirana sono piene di manifestanti che vogliono fermare a tutti i costi la prosecuzione del progetto.

05 Giugno 2026

Jared Kushner probabilmente pensava che sarebbe stato facile costruire un resort di lusso in Albania. Un Paese piccolo, relativamente povero, con un’industria turistica in fortissima crescita: non aspettano altro che i soldi miei e del mio partner, l’immobiliarista newyorchese Asher Abehsera, avrà pensato Kushner. Non è andata proprio così, purtroppo per lui, per Abehsera e per tutti i miliardari che non vedevano l’ora di aggiungere alle loro mappe vacanziere l’ennesimo resort di lusso uguale a tutti gli altri resort di lusso del mondo. Da tre giorni, infatti, a Tirana decine di migliaia di persone stanno protestando per impedire la prosecuzione del progetto. Se la prendono con Kushner, con il di lui cognato Donald Trump, con Abehsera, con il Primo ministro Edi Rama e con il capo dell’opposizione Sali Berisha.

Le ragioni della protesta sono fondamentalmente due. La prima: il progetto di Affinity Partners, la società immobiliare di Kushner, vuole costruire il resort sull’isola di Sazan e nell’area di Zvernec, vicino alla città costiera di Valona. Secondo le associazioni ambientaliste e i residenti, i cantieri e la successiva turistificazione (come se l’Albania non ne avesse avuto già abbastanza, in questi anni) minacciano l’ecosistema locale, la biodiversità delle zone circostanti e la popolazione di fenicotteri, specie protetta che lì vive. Proprio per questo il simbolo scelto dal movimento di protesta è un fenicottero rosa, ispirato anche da altre recenti proteste nei Balcani, come l’anatra gialla utilizzata a Belgrado, in Serbia, durante le manifestazioni contro le speculazioni edilizie. 

A poco sono servite le rassicurazioni di Abehsera, che ha dichiarato che il resort verrà costruito con la massima attenzionale per il territorio e, addirittura, con l’obiettivo di migliorare le condizioni dell’ecosistema (come sia possibile fare una cosa del genere, Abehsera non l’ha spiegato). Secondo Affinity Partners, la costruzione dei resort non danneggerà la natura, ma porterà posti di lavoro e un forte valore aggiunto per le comunità locali. Argomenti non esattamente nuovissimi, ci permettiamo di commentare. 

L’altro motivo per cui gli albanesi stanno protestando sono i legami tra Kushner e Israele. La famiglia Kushner intrattiene un’amicizia di vecchia data con Netanyahu (il Primo ministro israeliano è stato pure ospite nella loro casa in New Jersey), Jared ha partecipato a tutte le missioni diplomatiche dell’amministrazione Trump di questi anni, schierandosi sempre apertamente e nettamente dalla parte di Israele, anche quando si discuteva del genocidio nella Striscia di Gaza, della colonizzazione della Cisgiordania e dell’invasione del Libano. Senza considerare che Kushner è personalmente coinvolto nel progetto di costruzione della cosiddetta New Gaza, cioè la trasformazione di Gaza – avete indovinato – in un gigantesco resort di lusso.

Al momento, la situazione in Albania è di stallo. Il progetto per il resort di Kushner e compagnia c’è ed è in fase avanzata, ma si deve ancora arrivare a un accordo definitivo, come spiegato in Parlamento dallo stesso Rama. Che, nonostante le proteste e dei cittadini e un’opposizione che rifiuta anche solo di discutere un compromesso, continua a dirsi favorevole al progetto: mercoledì 3 giugno ha detto che «è molto importante restare accoglienti e dimostrarci equilibrati, per nessuna ragione deve passare il messaggio che siamo un Paese in cui gli investitori vengono trattati con ostilità».

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