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09:31 giovedì 11 giugno 2026
Thomas Bangalter dei Daft Punk ha pubblicato online un set in cui suona tutte le sue canzoni preferite Lo ha fatto per The Lot Radio, radio di Brooklyn, che ha messo tutto il set online, gratuitamente. Bangalter aveva annunciato nulla, si è semplicemente messo in postazione e ha iniziato a suonare.
Nonostante le aziende ci stiano investendo miliardi, non c’è ancora nessuna prova scientifica che l’AI sia più efficiente e conveniente del lavoro umano Nonostante investimenti che sfiorano già i mille miliardi di dollari, nessuna ricerca scientifica ha ancora dimostrato che le macchine costano meno degli uomini.
Negli Stati Uniti già 70 città hanno imposto il divieto di costruzione di nuovi data center Divieti più o meno lunghi, più o meno temporanei, ma sempre più diffusi. Tra le città che ne hanno già imposto uno ci sono New York, Denver, New Orleans, Seattle e Minneapolis.
In Svezia la denatalità è così grave che si sta pensando di introdurre la fecondazione assistita “di Stato” Al momento il Servizio Sanitario Nazionale copre i costi per sei tentativi alle persone senza figli. L'attuale governo vuole coprire i costi di tutti i tentativi, per tutti.
Il nuovo disco degli Xiu Xiu è un “adattamento musicale” di Eraserhead di David Lynch Dopo aver dedicato un disco a Twin Peaks, la band ne fa uno tutto incentro sull'opera prima di Lynch. Esce il 10 luglio, si intitola Eraserhead Xiu Xiu.
I Mondiali negli Stati Uniti stanno avendo un grosso problema con i permessi di soggiorno e i controlli agli aeroporti Visti negati a calciatori e arbitri, controlli severissimi, tifosi che scoprono all'improvviso di non poter più entrare negli Usa. Senza che ci sia una spiegazione ufficiale.
A Roma e Firenze si terranno i raduni dei gratuitisti, “allievi” di Mark Fisher che vogliono la settimana lavorativa di 24 ore, salario minimo di 1560 € e reddito di base universale Rispettivamente il 12 e il 13 giugno, due incontri a base di un po' meme, un po' di politica e un po' di filosofia per immaginare un mondo postlavorista.
Se vi è piaciuto Obsession di Curry Barker, sappiate che su YouTube si può vedere gratuitamente il suo primo film, Milk & Serial Prima di sbancare il botteghino, Barker ha pubblicato questo lungometraggio su YouTube, accumulando più di tre milioni di visualizzazioni.

Per la prima volta al mondo, una cittadina in California ha votato per impedire totalmente e permanentemente la costruzione di data center

È successo a Monterey Park, dove l'86 per cento dei cittadini ha votato per vietare per sempre la costruzione di data center.

04 Giugno 2026

In una cittadina della contea di Los Angeles in California, esattamente a Monterey Park, la convivenza (forzata) tra comunità locali e datacenter è stata interrotta. Per la prima volta negli Stati Uniti, i residenti sono stati chiamati alle urne per votare su un divieto permanente e totale alla costruzione sul territorio comunale di nuovi data center. I risultati del referendum sono abbastanza chiari: l’86 percento degli aventi diritto ha votato per vietare la costruzione dei data center. La vicenda d Monterey Park si è accesa dopo la presentazione, da parte di un fondo d’investimento, di un progetto che prevedeva la costruzione di una struttura di quasi 23 mila metri quadrati. La rabbia dei cittadini si spiega, oltre che con tutto quello che abbiamo già detto, anche con il timore di subire il rincaro sulle bollette di luce e acqua a causa del sovraccarico delle reti locali.  Con questo voto, il divieto rimarrà in vigore fino a quando non saranno gli elettori stessi, attraverso una nuova votazione, a decidere di revocarlo.

Questi sistemi richiedono enormi quantità di energia elettrica per alimentarsi e altrettanto enormi quantità di acqua per il raffreddamento dei server. Dietro la scelta dei cittadini di Monterey Park ci sono i racconti e le inchieste giornalistiche che in questi mesi hanno raccontato cosa sta succedendo in diverse zone degli Stati Uniti, in cui la costruzione dei data center ha sconvolto –  e talvolta distrutto – la vita delle comunità locali. Ne abbiamo parlato anche qui su Rivista Studio, con un reportage di Cristiano Valli che ci racconta cosa è successo in un piccolo paese in Arizona dopo la costruzione di un enorme data center. Le persone che si sono ritrovate a vivere vicino a un data center descrivono una realtà segnata dal rumore di fondo, incessante, alienante, generato dai mastodontici impianti di ventilazione, che restano accesi giorno e notte. Ancora più drammatico è l’impatto sui sistemi idrici: per evitare che i circuiti si surriscaldino, i data center consumano tonnellate di litri d’acqua, finendo per prosciugare le falde acquifere locali. In queste comunità l’acqua dei pozzi privati, da sempre fonte primaria di sostentamento, è diventata improvvisamente marrone, fangosa e inutilizzabile, privando le famiglie di un bene fondamentale. 

Altre cittadine in Wisconsin e in Michigan si stanno muovendo in direzioni simili, proponendo referendum per costringere le amministrazioni locali a chiedere il permesso dei cittadini prima di concedere incentivi fiscali e permessi urbanistici alle aziende di Big Tech. 

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La slopaganda è quello che si ottiene mettendo assieme il peggio della politica e il peggio della tecnologia

Immagini palesemente generate con l'AI, brutte, grottesche, che tendenzialmente raccontano falsità. Si chiama slopaganda e sta inquinando quelle poche zone ancora sane del dibattito pubblico.