In particolare, si è scoperto che l'AI si era inventata di sana pianta tutta la bibliografia alla base del testo di legge.
La raccolta dei migliori meme delle elezioni Usa (ha vinto Biden)
La campagna elettorale statunitense appena conclusa è stata caratterizzata, come si sta molto scrivendo in questi giorni, dai social network. Se da un lato ci sono gli spazi concessi alle provocazioni e alle bufale del candidato repubblicano, dall’altro c’è stata l’alternativa più leggera e divertente: queste sono state le elezioni dei meme, ha scritto Gizmodo. Hillary ha iniziato a giugno con “Delete your account” in risposta a un tweet di Trump (anche se un po’ di fama “Dya” l’aveva già guadagnata a febbraio, grazie a Edward Snowden contro Jeb Bush).
Delete your account. https://t.co/Oa92sncRQY
— Hillary Clinton (@HillaryClinton) 9 giugno 2016
Poi sono finite le primarie e iniziata la campagna elettorale vera e propria, e con lei i dibattiti e un’enorme esposizione dei candidati. C’è andato di mezzo anche Bill Clinton alla convention democratica a Philadelphia, grazie a dei palloncini colorati.

Ma anche Hillary si è divertita parecchio:

Da parte repubblicana, c’è stato “sad Christie”, l’ex governatore del New Jersey ed ex candidato alle primarie Gop non troppo convinto del suo early endorsement a Donald Trump:

La reazione di Hillary in uno dei dibattiti (tutti vinti) contro The Donald è diventata una gif o un video chiamato “shimmy dance”:

Probabilmente, però, il migliore dei meme sta sviluppandosi in questi giorni, i primi dopo l’inaspettata vittoria di Trump. E riguardano Joe Biden, vicepresidente di Barack Obama, considerato un uomo “duro” ma estremamente affezionato al presidente uscente. Sono principalmente di due tipi: Biden che non accetta la vittoria di Trump e vuole fare di tutto per rendergli difficile l’insediamento alla Casa Bianca, come questo:

o questo:

O Biden così attaccato a Barack e Michelle che rifiuta di tornare alla “vita civile”. Ad esempio qui:

e qui:

Stava manifestando a Trafalgar Square esponendo un cartello con su scritto «Mi oppongo al genocidio, sostengo Palestine Action».
Trump che inciampa, Vance portato via di peso, Miller che usa la moglie incinta come scudo umano, Kennedy Jr. che si scorda la moglie in sala, gente che pensa al vino e a finire la cena: momenti degni delle migliori commedie americane.
Ogni volta viene descritta solo come il teatro del malcontento sconclusionato o lo sfondo degli scontri violenti. Ma la piazza è anche e soprattutto il luogo in cui prendono forma nuove comunità e nuovi modi di organizzare la società, la città, la vita.