Si intitola Chicks with Guns, lo ha fatto la fotografa Lindsay McCrum ed è uscito nel 2011. Ed è molto, molto simile a quello che si vede nel film.
La prima canzone dei Massive Attack dopo quasi dieci anni è un pezzo contro la guerra fatto assieme a Tom Waits
Si chiama Boots on the ground e parla di disordini che stanno avvenendo negli Usa, mescolando liriche belliche a immagini grottesche.
Il caos che si sta scatenando nel mondo è diventato la culla perfetta nella quale i Massive Attack hanno deciso di far nascere il loro nuovo progetto musicale. Dopo sei anni di assenza, infatti, Robert “3D” Del Naja e Grant “Daddy G” Marshal ci hanno regalato nuova musica rilasciando Boots on the Ground, un singolo che segna la ricomparsa definitiva di Tom Waits dietro al microfono. Lontano dagli studi di registrazione dal 2011 e recentemente prestato al cinema di Jarmusch (Father Mother Sister Brother) e alle produzioni di nicchia (Star.Wav e The Absence of Eden del 2023), Waits presta la sua voce viscerale a un brano che seziona i disordini sociali americani.
Il brano è accompagnato da un cortometraggio che utilizza i reportage del fotografo che si cela sotto lo pseudonimo di “thefinaleye”, assemblando frammenti delle proteste Black Lives Matter e delle recenti retate dell’ICE. Per il duo di Bristol, la collaborazione con Waits rappresenta, come scritto da Pitchfork, un «onore professionale, ma anche una necessità politica in un Occidente dove l’autoritarismo di Stato e la militarizzazione delle polizie sembrano convergere verso nuove forme di neofascismo». Non è un caso che l’uscita coincida con una fase di attivismo radicale della band: dopo l’abbandono di Spotify nel 2025 per motivi etici (legati al finanziamento di tecnologie militari tramite i ricavi della piattaforma) Del Naja è stato recentemente arrestato a Londra durante una manifestazione per Palestine Action.
Per i Massive Attack, la musica è tornata a essere un’arma di analisi dell’emergenza, «un archivio sonoro di impulsi di insensibilità» che caratterizzano l’epoca attuale. Con Boots on the Ground, il gruppo ribadisce, come le parole del suo frontman dopo l’arresto a Trafalgar Square di sabato 11 aprile, che la propria produzione non può essere scissa dall’onere morale dell’artista, trasformando il ritorno sulle scene in un atto di resistenza contro la distopia tecnologica e politica che imperversa nel mondo.
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