Hype ↓
15:57 martedì 7 aprile 2026
L’ultimo post di Trump sulla crisi nello Stretto di Hormuz è così delirante che in molti iniziano a dirsi seriamente preoccupati della sua salute mentale Il Presidente si rivolge ai «crazy bastards» iraniani, minacciandoli di scatenare un «living in Hell» se non «open the fuckin’ Strait»: persino tra i Repubblicani inizia a esserci una certa inquietudine.
Le prevendite per Dune 3 sono andate sold out in poche ore nonostante manchino otto mesi all’uscita del film In una sala IMAX di Londra, dove il biglietto costa quasi 30 euro, tutti i 498 posti sono stati prenotati in appena due minuti.
L’Unicef ha pubblicato una guida per aiutare i genitori a spiegare la guerra ai bambini La guida spiega come parlarne ai più piccoli non "isolandoli" dalle notizie, ma aiutandoli a capire la situazione, in base alla loro età.
Il primo problema che gli astronauti della missione Artemis II hanno dovuto risolvete è stato il bagno rotto Lo Universal Waste Management System della navicella Orion ha avuto un problema poco dopo aver raggiunto l'orbita terrestre. Per fortuna, l'astronauta Cristina Koch è riuscita a ripararlo, autonominandosi «idraulica dello spazio».
Trovatevi qualcuno che vi guardi come Kim Jong-un guarda le sue forze speciali che svolgono insensate e dolorosissime prove di forza Le prodezze dei soldati nordcoreani sono diventate ovviamente virali, tra pile di mattoni frantumate a panciate e grandi sorrisi rivolti al leader supremo.
La prima immagine del nuovo film di Bong Joon-ho non sembra per niente un film di Bong Joon-ho Il film si intitola Ally e ha una protagonista così carina e paciosa che molti non riescono a credere che venga dalla stessa mente che ha pensato Parasite.
Giuseppe Alfarano di Camini (RC) passerà alla storia come il primo sindaco italiano dimessosi perché nel suo Comune ci sono troppi cani randagi Il sindaco ha lasciato la carica dopo aver provato personalmente a risolvere la questione. Ma alla fine si è dovuto arrendere e ha parlato di «abbandono istituzionale».
Kristoffer Borgli, il regista di The Drama, è finito nei guai per un vecchio saggio in cui raccontava la sua relazione con una ragazza 17enne È riemerso su Reddit un testo del regista in cui raccontava in chiave positiva la sua relazione con un'adolescente, paragonandosi anche a Woody Allen.

Massimo Pericolo non è un rapper come gli altri

Il suo nuovo album si chiama Le cose cambiano, ma lui non è cambiato e continua a celebrare uno stile di vita diverso.

06 Dicembre 2023

Se conoscete Massimo Pericolo nonostante di solito ascoltate tutt’altro genere di musica, è sicuramente per via di “7 miliardi”, la canzone con cui “ha spaccato”, come si dice in gergo: un inno nichilista, anarchico, violento, uno sfogo generazionale e di classe che nel 2019 ha trasformato il ragazzo di Brebbia in uno dei rapper più rispettati in Italia. Se invece siete suoi fan e avete ascoltato i suoi due album, Scialla semper e Solo tutto, sapete che “7 miliardi” è un’eccezione all’interno di una produzione musicale più intima, malinconica e riflessiva. Nel corso della sua carriera Alessandro Vanetti (il suo vero nome) ha fatto soprattutto due cose: dimostrare che, quando vuole, sa scrivere bene, anzi benissimo (non solo nei testi delle sue canzoni ma anche in un libro, Il signore del bosco, pubblicato da Rizzoli) e celebrare la “sua” provincia, che poi è la provincia di chiunque viva o venga dalla provincia.

Il nuovo album si chiama Le cose cambiano, ma quello che è non è cambiato, negli anni, è il rispetto e l’amore del rapper per chi ha un lavoro “normale” (dove per normale si intende «da sette euro l’ora»), prende l’autobus alle 6 del mattino, aspetta con ansia lo stipendio per potersi fare una serata di sfascio con gli amici, spaccia qualcosina in paese per arrotondare, è grato di poter passare una domenica assolata in cui “l’aria è buonissima” a cazzeggiare con gli amici, non gliene frega niente dei party, dei brand, degli hotel di lusso, della fashion week, delle catene coi diamanti, delle pistole, di Milano e di tutte le altre cose che sembrano ossessionare i colleghi della scena rap e trap italiana.

Il manifesto di questo nuovo Massimo Pericolo, non così diverso da quello vecchio tranne per l’aspetto fisico (non è più il ragazzo magro con cui avevamo trascorso una giornata a Brebbia per scattare le foto che trovate nel numero con Marracash in copertina o che avevamo intervistato negli studi di Pluggers a Milano: adesso è un uomo muscoloso, imponente) e cioè l’intro, è una lista di “non” che elenca tutte le cose che Massimo Pericolo “non è”, tra cui, ovviamente, «un rapper come gli altri». L’album si conclude con un outro dal titolo “Non parlarmi”. È come se ci dicesse che per capire e affermare chi siamo è fondamentale capire soprattutto chi non siamo e chi non vogliamo essere. «Codesto solo oggi possiamo dirti, / ciò che non siamo, ciò che non vogliamo», scriveva Montale tanti anni fa.

Inevitabile che ogni tanto, in un album di questo genere musicale, compaiano frasi “problematiche”. Un esempio dall’intro. «Massimo Pericolo non parla come un pirla, Massimo Pericolo non è alla Fashion Week, Massimo Pericolo non ha genitori ricchi, Massimo Pericolo non è based in Milan»: e fin qui ok. Ma poi: «Massimo Pericolo non si concia come un trans». Nel 2023 non suona benissimo. Ma non è l’unica nota stridula nell’album: per i motivi che tutti sappiamo, in questo periodo la parola “troia” e gli atteggiamenti da maschio padrone che dice cose come “sei mia” fanno male alle orecchie (anche se le pose da macho di Massimo Pericolo non sono niente in confronto ai testi dei suoi colleghi italiani, spesso ripugnanti e pure virali su TikTok). Durante la presentazione dell’album, lui si è difeso così: «A un certo punto del brano dico che non mi vesto come una persona trans perché non uso quei vestiti per attirare l’attenzione. C’è chi lo fa pur non essendo trans. E credo sia più discriminatorio speculare su un modo di vestire, seguendo una moda per interesse e sfruttandola, piuttosto che dire “io non lo faccio”».

Oltrepassati questi ostacoli, il modo migliore per assaporare l’album è sicuramente attraverso il canale più amato dalla Gen Z: YouTube. Massimo Pericolo ha creato un visual album (si parte da qui) che è un documentario poetico dedicato alla sua zona, la provincia di Varese, coi suoi laghi malinconici e gli alberi maestosi, ma che parla a ogni provincia, rimettendo in scena la giornata di due amici inseparabili che si annoiano insieme (nello splendido skit “17 anni”, recitato sopra agli annunci di Trenord e una base che sembra rubata alla Lofi girl) o raccontando attraverso le immagini cosa significa stare in un posto che conosci da sempre tra persone che conosci da sempre (come nell’intenso video di “Non parlarmi”). Si parla anche di depressione, di cui il rapper non ha mai nascosto di aver sofferto e di soffrire, ma anche dei modi per affrontarla, sempre con una certa ironia: «All’inferno faccio meditazione», canta in “Le cose cambiano”, ma anche «Più vuoi tutto adesso e più avrai di meno / Io mi siedo e aspetto come un monaco». E nel ritornello, la conferma dell’idea di solidità morale su cui Alessandro Vanetti continua a basare la sua musica, un mantra da rubare e riutilizzare nella vita quotidiana: «Le cose cambiano in continuazione / Però non cambiano la mia direzione».

Articoli Suggeriti
Le prevendite per Dune 3 sono andate sold out in poche ore nonostante manchino otto mesi all’uscita del film

In una sala IMAX di Londra, dove il biglietto costa quasi 30 euro, tutti i 498 posti sono stati prenotati in appena due minuti.

Il deserto dei Tartari prevedeva il nostro futuro, ma lo abbiamo capito quando ormai era troppo tardi

L'attesa senza oggetto che racconta – quella di un nemico che non arriva, di un senso che non si materializza – non è mai stata così contemporanea. Rileggere il romanzo di Buzzati o rivedere il film d Zurlini oggi è un'esperienza rivelatrice.

Leggi anche ↓
Le prevendite per Dune 3 sono andate sold out in poche ore nonostante manchino otto mesi all’uscita del film

In una sala IMAX di Londra, dove il biglietto costa quasi 30 euro, tutti i 498 posti sono stati prenotati in appena due minuti.

Il deserto dei Tartari prevedeva il nostro futuro, ma lo abbiamo capito quando ormai era troppo tardi

L'attesa senza oggetto che racconta – quella di un nemico che non arriva, di un senso che non si materializza – non è mai stata così contemporanea. Rileggere il romanzo di Buzzati o rivedere il film d Zurlini oggi è un'esperienza rivelatrice.

In The Mountain i Gorillaz hanno messo tutto quello che sono stati, sono e saranno

Il nuovo disco della band di Damon Albarn è un'opera ricchissima in cui una miriade di armonie e voci scrivono un racconto che parla di vita, morte, lutto, accettazione e ripartenza. Con un messaggio a tenere assieme tutto: sopravvive solo chi si lascia andare.

La prima immagine del nuovo film di Bong Joon-ho non sembra per niente un film di Bong Joon-ho

Il film si intitola Ally e ha una protagonista così carina e paciosa che molti non riescono a credere che venga dalla stessa mente che ha pensato Parasite.

Le correzioni di Jonathan Franzen diventerà una serie Netflix con protagonista Meryl Streep

L'adattamento sarà a cura dello stesso Franzen, che della serie sarà anche produttore esecutivo assieme a Streep.

Nella seconda chiusura di The Face c’è molto di più (e di più grave) della solita storia di crisi del fashion journalism

Invece di celebrare per l'ennesima volta il funerale delle riviste indie, sarebbe più utile parlare di come gli algoritmi e la frammentazione del pubblico stiano trasformando il fare un giornale in un'impresa impossibile.