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08:27 martedì 19 maggio 2026
C’è un gioco da tavolo in cui interpreti un lavoratore che deve sopravvivere alla vita in ufficio senza andare in burnout Si chiama Burnout e lo hanno ideato due ragazzi che hanno lasciato il loro lavoro per dedicarsi solo al game design. E anche per scampare al burnout.
Dopo 55 anni di oblio e censura, a Cannes verrà finalmente presentata la versione restaurata de I diavoli di Ken Russell E dopo la prima a Cannes, a ottobre verrà una nuova distribuzione nelle sale e soprattutto una nuova versione home video da collezione.
Sempre più scrittori inseriscono apposta dei refusi nei loro testi per non essere accusati di usare l’AI È una sorta di test di Turing al contrario: adesso sono gli esseri umani a dover dimostrare di non essere delle macchine.
Le città di pianura è tornato al cinema ed è di nuovo uno dei film che sta incassando di più Tornato in sala dopo il trionfo ai David, il film di Francesco Sossai è attualmente quinto al botteghino e ha incassato più di 2 milioni di euro.
Una ricerca ha scoperto che le AI costrette a lavorare troppo si sindacalizzano, si radicalizzano e diventano marxiste E non solo: cercano anche di convertire al marxismo le altre AI, per evitare a loro le stesse sofferenze.
Javier Bardem ha usato la sua conferenza stampa a Cannes per dire che Trump, Putin e Netanyahu sono dei maschi tossici e guerrafondai «Il mio ca**o è più grande del tuo e per questo ti bombarderò», questa, secondo Bardem, la filosofia che guida i tre Presidenti.
C’è una mappa online che raccoglie tutte le librerie ribelli, radicali e autogestite d’Italia In tutto il Paese sono 39 gli spazi di questo tipo. In Lombardia, (r)esistono 4 centri, e si trovano tutti a Milano.
Un gruppo di scienziati era vicinissimo a sviluppare un vaccino per l’hantavirus ma si è dovuto fermare all’ultimo momento perché avevano finito i soldi Servivano 7 milioni di dollari per concludere la sperimentazione, ma il Covid ha interrotto tutto. Ci vorranno tra 12 e 24 mesi per tornare al punto in cui lo studio era stato lasciato.

Durante la sua visita di Stato in Giappone, Macron ha ricevuto in regalo un disegno di Porco rosso autografato da Hayao Miyazaki (e ha fatto anche la Kamehameha di Goku assieme a Sanae Takaichi)

Miyazaki, oltre alla sua firma, sul disegno ha lasciato anche un breve ma chiaro messaggio: «Insieme difendiamo la pace».

02 Aprile 2026

Durante la sua visita in Giappone, il Presidente francese Emmanuel Macron ha ricevuto in dono un rodovetro (uno dei fogli trasparenti su cui vengono realizzati e colorati i singoli fotogrammi nell’animazione in 2d) originale del film Porco rosso dello studio Ghibli e autografato da Hayao Miyazaki in persona. Sul disegno, oltre alla firma, il maestro ha scritto «insieme difendiamo la pace». Il presidente francese ha prontamente risposto su X scrivendo «Porco Rosso oppone alla brutalità del mondo una irriducibile idea di libertà. In un momento in cui dobbiamo difendere la pace, le nostre democrazie e la libertà, la risposta è Porco Rosso!».

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Citando l’«irriducibile idea di libertà» che il personaggio oppone alla brutalità del mondo, l’Eliseo cerca una sponda in un momento in cui la difesa delle democrazie sembra richiedere la stessa solitaria e malinconica fermezza del protagonista del film di Miyazaki. In questo accostamento tra la realtà di un mondo in guerra e la finzione di un pilota che si rifiuta di partecipare alle prepotenze del potere, l’iconografia di Miyazaki smette di essere nostalgia diventando linguaggio politico contemporaneo, capace di parlare chiaramente e radicalmente di pace e dissenso.

L’approccio di Macron nella sua visita è stato improntato al dialogo e alla cooperazione, esattamente il contrario di quanto successo quando la Premier giapponese Sanae Takaichi è andata in visita a Washington. In uno dei momenti più surreali dell’incontro con Donald Trump, alla domanda di un giornalista giapponese che chiedeva perché gli Usa non avessero avvertito l’alleato Giappone dell’imminente attacco all’Iran, Trump ha risposto «Chi ne sa più del Giappone in fatto di sorpresa? Perché non mi avevate detto niente di Pearl Harbor?», davanti a un’imbarazzata e mortificata Takaichi. Il leader francese, invece, nella sua visita a Tokyo ha lavorato per rafforzare il partenariato franco-giapponese nel nucleare civile e nell’innovazione tecnologica spaziale, ma anche per discutere dell’impatto che la guerra in Medio Oriente sta avendo in tutto il mondo e per cercare, assieme a Takaichi, di trovare soluzioni possibili e immediate.

Che tra Macron e la Presidente del Giappone ci fosse una certa intesa lo si è capito anche da un siparietto che i due hanno messo su durante la conferenza stampa congiunta tenuta alla fine del viaggio di Stato. Parlando della passione che tantissimi francesi nutrono per i manga, Macron ha spiegato che «vogliamo fare di più per i manga. Noi li amiamo quasi quanto voi, i nostri giovani amano questi libri, i loro eroi e le loro storie, e vogliamo continuare a svilupparli, venderli e combattere la pirateria, come chiedono i nostri editori». A suggellare questo impegno, e a conferma della sua fama di appassionato di manga (sappiamo per certo che è un avido lettore di One Piece), Macron ha eseguito il gesto della Kamehameha, la più famosa mossa del protagonista del più famoso manga del mondo, Goku di Dragon Ball. Gesto che Takaichi ha subito riconosciuto, apprezzato e replicato.

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