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03:33 venerdì 3 luglio 2026
Una ricerca scientifica ha dimostrato che «nessun bambino sotto i due anni dovrebbe trascorrere regolarmente del tempo davanti allo schermo» È il dato, abbastanza inequivocabile, che emerge da una raccolta di 120 studi sulla questione in cui sono stati coinvolti 424 mila bambini.
Dopo averci lavorato per vent’anni, un gruppo di donne di Londra è riuscito a creare il primo complesso residenziale per sole donne Si chiama New Ground, è uno spazio autogestito dalle 26 residenti, in cui gli uomini sono i benvenuti, a patto che a una certa ora tolgano il disturbo.
La Grecia sarà il primo Paese al mondo a usare satelliti e AI per prevenire gli incendi Il sistema sarà online entro la fine del 2026 e permetterà alle squadre di soccorso di scoprire e spegnere un incendio prima che diventi incontenibile.
Il Giappone ha deciso che il modo migliore per combattere l’overtourism è far pagare ai turisti il doppio per tutto Dal castello di Himeji ai bus di Kyoto, passando per onsen, musei e tasse di soggiorno, il Paese sta sperimentando ovunque un sistema di doppia tariffazione.
Per puro caso è stato ritrovato il diario di un sopravvissuto a Hiroshima, che adesso diventerà un libro e un film Scritto da Kiyoshi Tanimoto, rimasto per decenni negli archivi dell'università di Yale, adesso il diario diventa un libro e un film intitolati Hiroshima, 8:15.
In Messico c’è un vigilantes che dà la caccia ai ladri di biciclette, li cattura e li attacca con lo scotch ai pali stradali È successo a Lagos de Moreno, nello Stato di Jalisco. Il vigilantes è stato ribattezzato da media e cittadini "il Batman messicano".
Al movimento contro i data center si è unita anche Erin Brockovich, quella vera «Combattiamo contro chi possiede tutti i soldi del mondo», ha detto, annunciando la sua discesa in campo contro i data center.
I lefebvriani hanno il vizio di farsi scomunicare dalla Chiesa Cattolica per l’ordinazione di vescovi senza il permesso del Papa Era già successa la stessa identica cosa nel 1988, quando Marcel Lefebvre in persona fu scomunicato da Giovanni Paolo II. Ora, Leone XIV è stato costretto alla stessa decisione.

Dopo 55 anni di oblio e censura, a Cannes verrà finalmente presentata la versione restaurata de I diavoli di Ken Russell

E dopo la prima a Cannes, a ottobre verrà una nuova distribuzione nelle sale e soprattutto una nuova versione home video da collezione.

18 Maggio 2026

Nello sterminato catalogo dei “film maledetti” della storia del cinema, nessuno possiede l’aura sulfurea, proibita e ferocemente contesa di The Devils (I Diavoli, 1971) di Ken Russell. Per oltre mezzo secolo, l’opera magna del regista britannico è rimasta un fantasma transennato dai veti distributivi, un capolavoro mutilato dalla censura e ridotto a leggenda metropolitana per generazioni di cinefili, costretti a inseguirlo tra bootleg a bassa risoluzione e mercatini del collezionismo underground. Oggi, però, quel muro sembra finalmente crollato.

La notizia del completamento di un restauro integrale in 4K da parte di Warner Bros., basato direttamente sul negativo originale e destinato a debuttare nella sezione Classics del Festival di Cannes, ha entusiasmato i cinefili di tutto il mondo. Con una distribuzione cinematografica repertory già pianificata per l’autunno 2026, l’industria si prepara a restituire al mondo, nella forma più vicina possibile alla visione originale del regista, il manifesto definitivo dell’orrore politico e religioso.

Ambientato nella Francia del 1634, I diavoli è l’adattamento del libro omonimo di Aldous Huxley ripercorre la storia della presunta possessione di massa del paesino di Loudun. Al centro della narrazione brilla la figura di Urbain Grandier, un monumentale Oliver Reed, sacerdote edonista e politicamente scomodo che si oppone al progetto autoritario del Cardinale Richelieu. Attorno a lui, l’isterismo collettivo di un convento di suore orsoline guidato dalla deforme e repressa Suor Jeanne (una straordinaria Vanessa Redgrave), le cui visioni psico-sessuo-religiose diventano l’innesco per una brutale caccia alle streghe organizzata dallo Stato.

Più che un horror nel senso classico del termine, il film di Russell è un’opera barocca, allucinata e violentemente anticlericale. A rendere l’esperienza visiva un unicum sono le scenografie visionarie e geometriche firmate da un giovanissimo Derek Jarman, che distruggono il realismo storico per catapultare lo spettatore in un incubo claustrofobico di marmo bianco e carne profanata. Alla sua uscita nel 1971, l’impatto fu devastante: lo scandalo internazionale fu immediato, i divieti si moltiplicarono e il film venne marchiato come un prova di intollerabile blasfemia.

Visto con gli occhi della contemporaneità, I diavoli si colloca di diritto in quella triade di capolavori provocatori degli anni ’70 che include A Clockwork Orange di Stanley Kubrick e Salò o le 120 giornate di Sodoma di Pier Paolo Pasolini. Per decenni, l’ossessione dei fan si è concentrata sulla famigerata scena della “Rape of Christ” (lo stupro di Cristo), sistematicamente espunta da ogni edizione ufficiale e rimasta visibile solo grazie a frammenti recuperati dal critico Mark Kermode nel 2002. Questo restauro in 4K non è solo un trionfo della tecnica di conservazione filmica, ma un atto di giustizia culturale. Dopo oltre cinquant’anni di esilio e mutilazioni, le sale cinematografiche si preparano a riaccogliere i corpi, le urla e la dissacrante bellezza del film proibito per eccellenza. La conferma definitiva che l’operazione sia il miracolo che tutti aspettavamo è arrivata proprio nelle ultime ore, mandando in cortocircuito la comunità cinefila globale.

Mark Kermode, la cui crociata personale per la salvaguardia e il ripristino dell’opera di Russell è ben nota a chiunque abbia interesse per il cinema di genere, ha condiviso sui social la recensione di RogerEbert.com dedicata alle proiezioni di Cannes 2026. Le parole rilanciate dal critico sono inequivocabili: l’evento viene descritto come «Il biglietto più ambito sulla Croisette quest’anno… assolutamente ipnotico». 

Se il custode storico dell’eredità del film ha deciso di fare pace con la Croisette significa che il restauro ha superato ogni più rosea aspettativa, un entusiasmo intercettato subito anche oltreoceano da Sean Fennessey, celebre voce del Big Picture Podcast, che su Letterboxd ha commentato l’opera restaurata con una recensione da 5 stelle, sentenziando che il film è «finalmente restaurato nella sua maestà originale». Ora la palla passa al pubblico. Gli appassionati stanno già contando i secondi che li separano da due momenti cruciali: ottobre, quando la pellicola tornerà finalmente sul grande schermo, e il giorno in cui (incrociando le dita) il British Film Institute (BFI) annuncerà l’inevitabile e monumentale release fisica da collezione. Possiamo dire che i diavoli sono tornati.  

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