Tornato in sala dopo il trionfo ai David, il film di Francesco Sossai è attualmente quinto al botteghino e ha incassato più di 2 milioni di euro.
Dopo 55 anni di oblio e censura, a Cannes verrà finalmente presentata la versione restaurata de I diavoli di Ken Russell
E dopo la prima a Cannes, a ottobre verrà una nuova distribuzione nelle sale e soprattutto una nuova versione home video da collezione.
Nello sterminato catalogo dei “film maledetti” della storia del cinema, nessuno possiede l’aura sulfurea, proibita e ferocemente contesa di The Devils (I Diavoli, 1971) di Ken Russell. Per oltre mezzo secolo, l’opera magna del regista britannico è rimasta un fantasma transennato dai veti distributivi, un capolavoro mutilato dalla censura e ridotto a leggenda metropolitana per generazioni di cinefili, costretti a inseguirlo tra bootleg a bassa risoluzione e mercatini del collezionismo underground. Oggi, però, quel muro sembra finalmente crollato.
La notizia del completamento di un restauro integrale in 4K da parte di Warner Bros., basato direttamente sul negativo originale e destinato a debuttare nella sezione Classics del Festival di Cannes, ha entusiasmato i cinefili di tutto il mondo. Con una distribuzione cinematografica repertory già pianificata per l’autunno 2026, l’industria si prepara a restituire al mondo, nella forma più vicina possibile alla visione originale del regista, il manifesto definitivo dell’orrore politico e religioso.
Ambientato nella Francia del 1634, I diavoli è l’adattamento del libro omonimo di Aldous Huxley ripercorre la storia della presunta possessione di massa del paesino di Loudun. Al centro della narrazione brilla la figura di Urbain Grandier, un monumentale Oliver Reed, sacerdote edonista e politicamente scomodo che si oppone al progetto autoritario del Cardinale Richelieu. Attorno a lui, l’isterismo collettivo di un convento di suore orsoline guidato dalla deforme e repressa Suor Jeanne (una straordinaria Vanessa Redgrave), le cui visioni psico-sessuo-religiose diventano l’innesco per una brutale caccia alle streghe organizzata dallo Stato.
Più che un horror nel senso classico del termine, il film di Russell è un’opera barocca, allucinata e violentemente anticlericale. A rendere l’esperienza visiva un unicum sono le scenografie visionarie e geometriche firmate da un giovanissimo Derek Jarman, che distruggono il realismo storico per catapultare lo spettatore in un incubo claustrofobico di marmo bianco e carne profanata. Alla sua uscita nel 1971, l’impatto fu devastante: lo scandalo internazionale fu immediato, i divieti si moltiplicarono e il film venne marchiato come un prova di intollerabile blasfemia.
Visto con gli occhi della contemporaneità, I diavoli si colloca di diritto in quella triade di capolavori provocatori degli anni ’70 che include A Clockwork Orange di Stanley Kubrick e Salò o le 120 giornate di Sodoma di Pier Paolo Pasolini. Per decenni, l’ossessione dei fan si è concentrata sulla famigerata scena della “Rape of Christ” (lo stupro di Cristo), sistematicamente espunta da ogni edizione ufficiale e rimasta visibile solo grazie a frammenti recuperati dal critico Mark Kermode nel 2002. Questo restauro in 4K non è solo un trionfo della tecnica di conservazione filmica, ma un atto di giustizia culturale. Dopo oltre cinquant’anni di esilio e mutilazioni, le sale cinematografiche si preparano a riaccogliere i corpi, le urla e la dissacrante bellezza del film proibito per eccellenza. La conferma definitiva che l’operazione sia il miracolo che tutti aspettavamo è arrivata proprio nelle ultime ore, mandando in cortocircuito la comunità cinefila globale.
Mark Kermode, la cui crociata personale per la salvaguardia e il ripristino dell’opera di Russell è ben nota a chiunque abbia interesse per il cinema di genere, ha condiviso sui social la recensione di RogerEbert.com dedicata alle proiezioni di Cannes 2026. Le parole rilanciate dal critico sono inequivocabili: l’evento viene descritto come «Il biglietto più ambito sulla Croisette quest’anno… assolutamente ipnotico».
Se il custode storico dell’eredità del film ha deciso di fare pace con la Croisette significa che il restauro ha superato ogni più rosea aspettativa, un entusiasmo intercettato subito anche oltreoceano da Sean Fennessey, celebre voce del Big Picture Podcast, che su Letterboxd ha commentato l’opera restaurata con una recensione da 5 stelle, sentenziando che il film è «finalmente restaurato nella sua maestà originale». Ora la palla passa al pubblico. Gli appassionati stanno già contando i secondi che li separano da due momenti cruciali: ottobre, quando la pellicola tornerà finalmente sul grande schermo, e il giorno in cui (incrociando le dita) il British Film Institute (BFI) annuncerà l’inevitabile e monumentale release fisica da collezione. Possiamo dire che i diavoli sono tornati.