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15:20 martedì 27 ottobre 2026
Molte persone stanno commentando l’arresto di Youssef Siher dicendo che aveva già spiegato tutto Marco Bellocchio in Sbatti il mostro in prima pagina Nel film un quotidiano di destra trova il colpevole di un omicidio in un giovane militante di sinistra, innocente. Cinquant’anni dopo, il racconto dell’arresto del ricercatore milanese ha riportato in tanti a quella storia.
Il presidente del gruppo editoriale Gallimard ha detto ai direttori delle sue case editrici che da ora in poi dovranno passare tutti i manoscritti che arrivano in un rilevatore di scrittura AI Dal 2027 le case editrici del gruppo Gallimard dovranno controllare i testi con un software di rilevamento. La decisione arriva dopo il caso di Thélyson Orélien, romanzo candidato al Goncourt che sarebbe stato scritto con l’AI.
Pur di aiutare gli studenti a vincere, i serbi all’estero si sono inventati VoteBnb, una piattaforma che offre alloggio e trasporto gratuito a chi vuole tornare a casa per le elezioni Con appena 93 seggi in tutto il mondo, i serbi all’estero hanno organizzato passaggi, pullman e alloggi gratuiti per poter votare. Alla fine la Lista studentesca ha vinto e Vučić ha ammesso la sconfitta.
A Berlino vogliono espropriare 160 mila appartamenti ai fondi immobiliari per iniziare a risolvere la crisi abitativa Dopo la vittoria della Linke, la futura coalizione di sinistra vuole trasferire in mano pubblica le case dei gruppi che possiedono più di 10 mila appartamenti. Solo al colosso Vonovia questo costerebbe 8,4 miliardi.
Alla notizia della vittoria di Lula le persone hanno iniziato a urlare a squarciagola il suo nome alla finestra. L’ultima volta che in Brasile si sono viste scene così è stato quando la Nazionale ha vinto il Mondiale E ovviamente le immagini di questi festeggiamenti sono finite tutte sui social, raccolte sotto l'hashtag #ViradaDoLula, la rimonta di Lula.
Art Basel Paris ha deciso di chiudere in anticipo a causa delle proteste del fine settimana La fiera d'arte al Grand Palais termina venerdì 23 ottobre alle 19 e resterà chiusa sabato e domenica. A rimetterci saranno soprattutto le gallerie emergenti e gli artisti esordienti.
Sottopalco al concerto dei Fontaines D.C a Madrid, tra i fan più scatenati, c’era anche Pedro Sanchez Lo ha fatto sapere lui stesso, a fine serata, pubblicando su X un video del concerto con un commento entusiasta: «Per chiudere la giornata, mi godo i grandi Fontaines D.C. Spettacolari!».
Il 30 ottobre i portuali di mezzo mondo fermeranno le navi che trasportano armi I sindacati dei lavoratori portuali di sei paesi tra Europa e Mediterraneo hanno indetto una giornata internazionale di scioperi contro il traffico di armi e la militarizzazione dei porti. In Italia la protesta è diventata uno sciopero generale

Google ha abbattuto 400 mila alberi in Finlandia per costruire dei data center, e ora i lupi che abitavano in quelle foreste hanno deciso di “trasferirsi” in città

La filiale finlandese di Google ha raso al suolo centinaia di ettari di bosco senza aspettare le valutazioni ambientali. Gli animali sono fuggiti e i lupi adesso si stanno avvicinando ai centri abitati in cerca di cibo.

27 Ottobre 2026

Immaginate una foresta fitta e verdissima nel nord della Finlandia. Immaginate la neve che in queste settimane comincia a imbiancare rami e chiome. Immaginate un branco di lupi che si ripara all’ombra di un giovane pino con i rami piegati dal peso della neve. Ora immaginate che quella foresta, all’improvviso, non ci sia più. Dove vanno i lupi? Probabilmente ce li si ritrova in casa, o comunque lì vicino. È quello che sta succedendo a Otanmäki e Muhos, due piccoli centri del nord della Finlandia a un centinaio di chilometri l’uno dall’altro, dove da qualche mese gli avvistamenti di lupi si moltiplicano. Gli animali si spingono fin dentro i paesi per un motivo semplice: il bosco dove vivevano è sparito. «I lupi arrivavano in paese perché tutti gli animali selvatici se ne sono andati dalla foresta», ha raccontato al Guardian Anni Ranta, che vive a Otanmäki.

A distruggere la foresta è stato il motore di ricerca più usato al mondo: Google. Il tutto per fare spazio a due nuovi data center. Tuike Finland Oy, la società controllata da Google in Finlandia, ha fatto abbattere circa 400 mila alberi, prima ancora di completare le valutazioni di impatto ambientale previste dalla legge. A Muhos sono scomparsi 330 ettari di bosco, circa 250 mila alberi; a Otanmäki, che fa parte del comune di Kajaani, poco meno di 200 ettari, circa 150 mila alberi. Al posto della foresta oggi ci sono fango, pozzanghere e cumuli di radici, e a Muhos l’acqua torbida che scorre via dal cantiere finisce in un torrente che alimenta il fiume Oulujoki.

Il 6 ottobre l’Agenzia finlandese per le autorizzazioni e la vigilanza (Lupa- ja valvontavirasto, LVV) ha ordinato la sospensione dei lavori fino al completamento delle valutazioni ambientali. Il country manager Antti Järvinen ha chiesto scusa, alla tv pubblica Yle, sostenendo però che l’azienda avesse agito secondo la sua «migliore comprensione» della normativa dell’epoca, e un portavoce ha ribadito che il taglio è avvenuto «in piena conformità con la legge». Non è d’accordo con questa lettura dei fatti Hanna Halmeenpää, presidente dell’Associazione finlandese per la conservazione della natura, che ha definito il comportamento di Google «pura arroganza».

I due cantieri fanno parte di un investimento da 13 miliardi di euro in infrastrutture per l’intelligenza artificiale, annunciato da Google a settembre. La Finlandia, con il suo clima freddo che riduce i costi di raffreddamento dei server, è diventata una meta ambitissima: oggi nel paese ci sono 145 progetti di data center in fase di pianificazione. Secondo Jussi Kangasharju, dell’Università di Helsinki, però, i vantaggi per il Paese sono minimi, perché queste aziende servono clienti internazionali e pagano poche tasse, e di certo non giustificano una deforestazione così feroce. Intanto una petizione che chiede regole più severe e una tassa di compensazione ambientale ha già superato le 93 mila firme.

I lupi, cacciati dal loro habitat, trovano un paese sempre meno accogliente. Dopo anni di protezione rigorosa, dal 1° gennaio 2026 la Finlandia ha riaperto la caccia al lupo, con quote divise per zone. Il governo aveva parlato di almeno 65 esemplari, ma la quota nazionale è stata alla fine di 100 lupi, e nei primi cinque giorni di caccia ne erano già stati abbattuti 57. Secondo l’istituto di ricerca sulle risorse naturali Luke, a marzo i lupi in Finlandia erano circa 430, lo stesso numero dell’anno precedente: la caccia ne ha fermato la crescita. Ma il ministero dell’Agricoltura ritiene che ne bastino 273 per garantire uno stato di conservazione favorevole: in altre parole, c’è margine per ridurli ancora. Così, a Otanmäki, gli abitanti fanno i conti con i lupi. E i lupi con un’azienda che ha tolto loro la casa, e con un paese che, in alcuni casi, toglie loro anche la vita.

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