Si parla tanto di “recessione sessuale” della Gen Z, ma il problema non è il desiderio: sono le pareti sottili, i coinquilini e i genitori. E in Italia, dove si esce di casa a 30 anni, la questione è ancora più seria.
Google ha abbattuto 400 mila alberi in Finlandia per costruire dei data center, e ora i lupi che abitavano in quelle foreste hanno deciso di “trasferirsi” in città
La filiale finlandese di Google ha raso al suolo centinaia di ettari di bosco senza aspettare le valutazioni ambientali. Gli animali sono fuggiti e i lupi adesso si stanno avvicinando ai centri abitati in cerca di cibo.
Immaginate una foresta fitta e verdissima nel nord della Finlandia. Immaginate la neve che in queste settimane comincia a imbiancare rami e chiome. Immaginate un branco di lupi che si ripara all’ombra di un giovane pino con i rami piegati dal peso della neve. Ora immaginate che quella foresta, all’improvviso, non ci sia più. Dove vanno i lupi? Probabilmente ce li si ritrova in casa, o comunque lì vicino. È quello che sta succedendo a Otanmäki e Muhos, due piccoli centri del nord della Finlandia a un centinaio di chilometri l’uno dall’altro, dove da qualche mese gli avvistamenti di lupi si moltiplicano. Gli animali si spingono fin dentro i paesi per un motivo semplice: il bosco dove vivevano è sparito. «I lupi arrivavano in paese perché tutti gli animali selvatici se ne sono andati dalla foresta», ha raccontato al Guardian Anni Ranta, che vive a Otanmäki.
A distruggere la foresta è stato il motore di ricerca più usato al mondo: Google. Il tutto per fare spazio a due nuovi data center. Tuike Finland Oy, la società controllata da Google in Finlandia, ha fatto abbattere circa 400 mila alberi, prima ancora di completare le valutazioni di impatto ambientale previste dalla legge. A Muhos sono scomparsi 330 ettari di bosco, circa 250 mila alberi; a Otanmäki, che fa parte del comune di Kajaani, poco meno di 200 ettari, circa 150 mila alberi. Al posto della foresta oggi ci sono fango, pozzanghere e cumuli di radici, e a Muhos l’acqua torbida che scorre via dal cantiere finisce in un torrente che alimenta il fiume Oulujoki.
Il 6 ottobre l’Agenzia finlandese per le autorizzazioni e la vigilanza (Lupa- ja valvontavirasto, LVV) ha ordinato la sospensione dei lavori fino al completamento delle valutazioni ambientali. Il country manager Antti Järvinen ha chiesto scusa, alla tv pubblica Yle, sostenendo però che l’azienda avesse agito secondo la sua «migliore comprensione» della normativa dell’epoca, e un portavoce ha ribadito che il taglio è avvenuto «in piena conformità con la legge». Non è d’accordo con questa lettura dei fatti Hanna Halmeenpää, presidente dell’Associazione finlandese per la conservazione della natura, che ha definito il comportamento di Google «pura arroganza».
I due cantieri fanno parte di un investimento da 13 miliardi di euro in infrastrutture per l’intelligenza artificiale, annunciato da Google a settembre. La Finlandia, con il suo clima freddo che riduce i costi di raffreddamento dei server, è diventata una meta ambitissima: oggi nel paese ci sono 145 progetti di data center in fase di pianificazione. Secondo Jussi Kangasharju, dell’Università di Helsinki, però, i vantaggi per il Paese sono minimi, perché queste aziende servono clienti internazionali e pagano poche tasse, e di certo non giustificano una deforestazione così feroce. Intanto una petizione che chiede regole più severe e una tassa di compensazione ambientale ha già superato le 93 mila firme.
I lupi, cacciati dal loro habitat, trovano un paese sempre meno accogliente. Dopo anni di protezione rigorosa, dal 1° gennaio 2026 la Finlandia ha riaperto la caccia al lupo, con quote divise per zone. Il governo aveva parlato di almeno 65 esemplari, ma la quota nazionale è stata alla fine di 100 lupi, e nei primi cinque giorni di caccia ne erano già stati abbattuti 57. Secondo l’istituto di ricerca sulle risorse naturali Luke, a marzo i lupi in Finlandia erano circa 430, lo stesso numero dell’anno precedente: la caccia ne ha fermato la crescita. Ma il ministero dell’Agricoltura ritiene che ne bastino 273 per garantire uno stato di conservazione favorevole: in altre parole, c’è margine per ridurli ancora. Così, a Otanmäki, gli abitanti fanno i conti con i lupi. E i lupi con un’azienda che ha tolto loro la casa, e con un paese che, in alcuni casi, toglie loro anche la vita.