Il documentario di Eleanor Coppola, girato durante le riprese del film di Sofia e terminato dopo la sua morte, è molto più di un dietro le quinte: è una riflessione sul cinema, sul potere e sullo sguardo di una madre.
Il presidente del gruppo editoriale Gallimard ha detto ai direttori delle sue case editrici che da ora in poi dovranno passare tutti i manoscritti che arrivano in un rilevatore di scrittura AI
Dal 2027 le case editrici del gruppo Gallimard dovranno controllare i testi con un software di rilevamento. La decisione arriva dopo il caso di Thélyson Orélien, romanzo candidato al Goncourt che sarebbe stato scritto con l’AI.
A partire da gennaio 2027 i manoscritti che arrivano alle case editrici del gruppo Gallimard dovranno passare attraverso un rilevatore di intelligenza artificiale. Lo ha rivelato France Inter, secondo cui Antoine Gallimard, presidente di Madrigall, il quarto gruppo editoriale francese, ha comunicato la decisione con una mail ai direttori delle sue case editrici; la notizia è stata poi confermata da Libération e ripresa da Radio-Canada. La regola non riguarderà solo i libri con il marchio di Gaston Gallimard, ma anche quelli di Flammarion, Denoël, Casterman, J’ai lu, P.O.L. e perfino delle Éditions de Minuit, la casa del nouveau roman e di Beckett. Fino a oggi, nell’editoria francese, l’unica difesa contro i testi scritti dalle macchine era l’occhio allenato di chi lavora negli uffici manoscritti. Dal prossimo anno, a quell’occhio si affiancherà un software.
La decisione arriva il giorno dopo l’epilogo del caso Thélyson Orélien, lo scrittore canadese di origine haitiana il cui romanzo C’était ça ou mourir, uscito in primavera in Québec per le Éditions du Boréal e poi in Francia per Grasset, era stato accolto con entusiasmo dalla critica ed era finito nella prima selezione del premio Goncourt. A fine settembre un account su X lo aveva accusato di averlo scritto con l’intelligenza artificiale, e l’Académie Goncourt lo aveva escluso dalla corsa. Orélien ha sempre negato: a Libération ha ammesso di aver usato l’AI per alcune ricerche storiche, ma ha ribadito che il libro l’ha scritto lui. Il 21 ottobre, però, il suo editore ha chiuso ogni rapporto con lui: un’analisi esterna avrebbe trovato tracce dell’intelligenza artificiale nei metadati di alcuni documenti legati al romanzo, che non verrà più ristampato. Boréal stessa ammette di non sapere, e probabilmente di non poter mai sapere, in che misura la macchina sia stata usata.
È proprio questo il punto debole della scelta di Gallimard. I software di rilevamento sono a loro volta basati sull’intelligenza artificiale, e sono noti per i loro errori: scambiano per artificiali testi scritti da persone, e viceversa. Non a caso, secondo Radio-Canada, molti editori del Québec si rifiutano di usarli, e c’è chi ricorda che servirsene significa comunque sostenere un sistema costruito saccheggiando i libri degli autori. Mentre la Francia si divide, il mondo editoriale prova strade diverse: c’è chi ha introdotto un’etichetta, “Sanctuaire”, per i libri scritti senza AI generativa, come Consonno di Gaspard Koenig, e chi ha appena lanciato il premio Pascal, il primo riconoscimento letterario per opere scritte insieme all’intelligenza artificiale, a patto di dichiararlo. I suoi organizzatori sostengono che la trasparenza valga più della caccia alle streghe a colpi di rilevatori che si contraddicono a vicenda. Per la casa editrice di Proust, Camus e Gide, però, la linea è tracciata: il manoscritto, prima ancora di essere letto, dovrà dimostrare di essere umano.