Tra Lula e Flávio Bolsonaro, figlio di Jair, ex Presidente ora ai domiciliari per aver tentato di sovvertire il voto del 2022, il Brasile ha scelto Lula. Una sconfitta che potrebbe segnare la dipartita politica di questa sicuramente ambiziosa, a volte litigiosa, famiglia.
Alla notizia della vittoria di Lula le persone hanno iniziato a urlare a squarciagola il suo nome alla finestra. L’ultima volta che in Brasile si sono viste scene così è stato quando la Nazionale ha vinto il Mondiale
E ovviamente le immagini di questi festeggiamenti sono finite tutte sui social, raccolte sotto l'hashtag #ViradaDoLula, la rimonta di Lula.
Domenica in Brasile sono andati a votare circa tre milioni di elettori in più rispetto al primo turno. L’astensione è scesa a poco più del 19 per cento, contro il 21 del 4 ottobre, che era stato il dato più alto dal 1998, mentre in tre dei quattro ballottaggi presidenziali tra il 2010 e il 2022 era salita. Lula ha vinto con più di 64 milioni di voti, poco meno del 52 per cento, contro i quasi 60 milioni di Flávio Bolsonaro, e molti di quegli elettori per votare si sono messi in viaggio. In Bahia, lo stato più grande del Nordest, la regione che forma la punta orientale del paese affacciata sull’Atlantico, nelle autostazioni sono stati emessi più di 50 mila biglietti gratuiti per gli autobus tra un comune e l’altro, il 134 per cento in più rispetto al primo turno. Dalla raffineria Abreu e Lima, vicino a Recife, nello stato del Pernambuco, qualche centinaio di chilometri più a nord lungo la costa, venerdì sera sono partiti i pullman per riportare a casa a votare gli operai baiani, una parte dei quali al primo turno non aveva votato, e la stazione degli autobus di Brasília, la capitale, si è riempita di gente in partenza per altri stati. In Amazzonia c’è chi è andato al seggio in barca, sul lago di Catalão a Iranduba, sulla riva del Rio Negro di fronte a Manaus, o in traghetto sull’isola di Marajó, alla foce del Rio delle Amazzoni, e sui social c’è chi ha raccontato di essere rientrato apposta dal Messico e dalla Cina. Secondo l’ultimo sondaggio Datafolha prima del voto, tra gli elettori meno propensi ad andare alle urne, cioè chi non aveva votato al primo turno o vota lontano da casa, circa un quarto dell’elettorato, Lula era avanti 52 a 48, mentre tra gli altri era in vantaggio Bolsonaro con le stesse percentuali.
In Brasile si vota nel comune in cui si è iscritti, e il voto in transito valeva solo per chi l’aveva chiesto entro il 20 agosto. Per questo nei giorni di voto i trasporti sono gratuiti. Lo ha stabilito il Supremo tribunale federale nell’ottobre del 2023, e una risoluzione del Tribunale superiore elettorale impone autobus urbani e intercomunali gratuiti, con le stesse corse dei giorni feriali, tanto che ridurre il servizio può essere un reato elettorale. A tre giorni dal voto la giudice Cármen Lúcia ha respinto la richiesta di estendere la gratuità agli autobus tra uno stato e l’altro, perché organizzarla era impossibile e mancavano i dati. E quest’anno il Tribunale superiore elettorale e il ministero della Giustizia hanno limitato i controlli della Polizia stradale federale nei giorni delle elezioni, dopo che nel 2022 i suoi posti di blocco, soprattutto nel Nordest, erano stati accusati di rallentare gli elettori di Lula. Domenica, poi, il voto è stato prolungato con una decisione del Supremo tribunale federale, ed è proprio contestando questa proroga che Flávio Bolsonaro ha detto di non riconoscere il risultato e di volerne chiedere l’annullamento: «È impossibile riconoscere il risultato».
Lo spoglio è stato lungo e con un colpo di scena. Lula era partito in testa, ma domenica sera, con circa il 14 per cento delle schede scrutinate, Flávio Bolsonaro lo aveva superato. Nel suo comitato si è festeggiato subito. L’influencer Pablo Marçal ha filmato gli alleati che saltavano e urlavano «Passou, passou, passou!» (è passato), e il video è diventato un meme. Verso metà dello spoglio Lula è tornato davanti e non è più stato ripreso, recuperando i circa due milioni e duecentomila voti di svantaggio del primo turno, una rimonta mai vista da quando il Brasile vota con il ballottaggio. Da lì è cominciata l’altra festa, quella sui social. Moltissimi brasiliani si sono filmati con il telefono mentre seguivano lo spoglio, e hanno pubblicato il momento in cui hanno scoperto la vittoria, urlando davanti allo schermo. Poi si è festeggiato per strada: a Santa Cecília, nel centro di San Paolo, a Osasco, comune alla sua periferia ovest, e a Brasília, in un clima da carnevale, con l’hashtag #ViradaDoLula (la rimonta di Lula), e sulla spiaggia di Icaraí, a Niterói, sull’altra sponda della baia di Rio, dove si è radunata una folla. Anche Lula, che martedì compie 81 anni e resterà presidente fino al 2031, è finito in uno di questi video: ha seguito i risultati in un albergo di San Paolo, e quando è arrivata la notizia si è messo a saltellare, mentre la moglie Janja scoppiava a piangere.