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15:41 venerdì 19 giugno 2026
In Giappone sono tutti indignati per lo scandalo del “cartello del gelato”, cioè di un gruppo di aziende che si sono messe d’accordo per aumentare continuamente il prezzo del gelato Aumenti di 6 centesimi alla volta ma frequentissimi e che non avevano nulla a che fare con l'aumento del prezzo delle materie prime. Finché non se ne è accorta l'Antitrust.
Se volete trasformare casa vostra in uno spazio liminale, A24 ha fatto la carta da parati di Backrooms E costa anche relativamente poco: 60 dollari a rotolo. Una cifra accettabile per trasformare un ambiente di casa in un incubo.
La Nazionale francese ha deciso che dopo ogni gol che segna al Mondiale nello stadio deve partire One More Time dei Daft Punk a tutto volume In questa edizione del Mondiale tutte le Nazionali hanno dovuto scegliere un "inno da gol". C'è anche una playlist ufficiale che li raccoglie tutti.
Tra le opere meno conosciute di David Hockney ci sono delle bellissime illustrazioni che fece per le sue fiabe preferite dei fratelli Grimm Le realizzò nel 1969 e le tavolo vennero raccolte tutte in un volume, pubblicato un anno dopo, intitolato Six Fairy Tales from the Brothers Grimm.
A causa della crisi climatica è morto l’albero più famoso del mondo, la vecchia quercia della foresta di Sherwood La quercia, che cresceva da almeno mille anni, quest’anno non ha prodotto nessuna foglia a causa delle sempre più frequenti ondate di calore e degli eccessivi interventi umani.
Un videogioco in cui si gioca a nascondino ha venduto tre milioni di copie in appena una settimana Si intitola Meccha Chameleon e, oltre ad aver venduto tre milioni di copie, è diventato popolarissimo anche su TikTok, Twitch e YouTube.
Ormai gli affitti a New York sono così alti che diverse donne, pur di non lasciare la città, stanno andando a vivere in convento con le suore D'altronde, in una città in cui l'affitto medio è di 3600 dollari, se non ci si affida alla Divina Provvidenza è difficile davvero sopravvivere.
In Corea del Sud sono sempre più diffusi i “siti dopaminici”, cioè siti in cui fingi di comprare cose solo per far provare al cervello il piacere dell’acquisto Siti in cui si ordina cibo da ristoranti inesistenti o vestiti da negozi inventati. Tutto per avere quella scarica dopaminica senza spendere soldi.

E se Lindsay Lohan fosse una spia turca?

24 Febbraio 2017

Martedì scorso, in un’apparizione nel popolare programma Good Morning Britain, Lindsay Lohan ha raccontato di essere stata «schedata in base a criteri razziali» all’aeroporto londinese di Heathrow. Lohan ha detto che indossava un foulard sulla testa, e che questo è stato il motivo per cui la sicurezza dell’hub l’ha perquisita, chiedendole poi scusa per l’inconveniente. Quando il presentatore Piers Morgan le ha chiesto come mai indossava quel fazzoletto in testa, la star ha risposto adducendo che si tratta di una questione di rispetto verso le donne dei Paesi in cui si reca in visita.

L’incidente ha fatto speculare sulla Lohan, che negli ultimi tempi ha fatto parlare di sé per una sua possibile conversione all’Islam, da quando è stata fotografata con una copia del Corano all’inizio del suo periodo di lavori socialmente utili, e anche per report che documentano che – forse – sa parlare arabo: The Outline è arrivato a chiedersi, senza tanti fronzoli, se Lindsay Lohan è una spia turca. D’altronde, il fatto di Heathrow è avvenuto a gennaio, quando la Lohan era di ritorno dalla Turchia, dove aveva incontrato il presidente Erdogan per parlare della questione dei rifugiati siriani (una foto sul suo profilo Instagram è ancora lì a documentare il summit). E non era la prima volta che la star endorsava il governo turco: in un tweet – ora cancellato – del 2015 annunciava il suo supporto per il partito Akp di Erdogan, e in una lunare intervista dello scorso ottobre con la tv di Stato turca lodava Erdogan per «aver gestito davvero bene» il colpo di Stato che voleva deporlo.

Lindsay Lohan Probation Hearing

A dirla tutta, Lindsay Lohan non ha mai nascosto la sua militanza politica, o perlomeno la sua tendenza a commentare l’attualità: su Twitter è intervenuta sulle elezioni brasiliane del 2014 e, più recentemente, ha dedicato aggiornamenti “live” alla Brexit (schierandosi con il Remain); ha inoltre dato il suo supporto dichiarato a Obama nel 2008 e a Romney nel 2012. Eppure, nota The Outline, il suo coinvolgimento negli affari turchi sembra quello più profondo mai visto finora. Anche prima che incontrasse Erdogan, Lindsay Lohan aveva ricevuto accuse di essere pagata dal regime turco per la sua tendenza a ripetere uno dei mantra del presidente, «il mondo è più grande dei cinque», un invito ad aumentare i Paesi che siedono nel Consiglio delle Nazioni unite.

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