Con Disclosure Day il regista ritorna su uno dei temi prediletti della sua carriera. No, non si tratta di come fare a salvare la Terra dagli alieni. Si tratta di come fare a salvarla dagli esseri umani.
Tra le opere meno conosciute di David Hockney ci sono delle bellissime illustrazioni che fece per le sue fiabe preferite dei fratelli Grimm
Le realizzò nel 1969 e le tavolo vennero raccolte tutte in un volume, pubblicato un anno dopo, intitolato Six Fairy Tales from the Brothers Grimm.
Tra le opere meno conosciute della lunghissima carriera di David Hockney ci sono delle illustrazioni che realizzò per le sue fiabe preferite dei Fratelli Grimm, un progetto che rivela il suo lato più intimo, strambo e fantastico.
Era il 1969 quando Hockney decise di prendersi una pausa dai suoi soliti scenari pop per dedicarsi a qualcosa di completamente diverso: realizzare 39 incisioni su rame dedicate a sei storie della tradizione popolare tedesca. Tra queste c’erano grandi classici come Raperonzolo e Rumpelstilzchen (in italiano Tremotino), ma anche racconti decisamente più oscuri e bizzarri come Il leprotto marino, Fundevogel (noto da noi come Ucceltrovato o Uccello Trovatello), Il vecchio Rink Rank e Storia di uno che se ne andò in cerca della paura. Si possono vedere tutte sul sito della David Hockney Foundation.
Per capire l’assurdità e la bellezza di questo progetto, bisogna fare un salto indietro nel tempo ed esplorare la vita di Hockney alla fine degli anni Sessanta. In quel periodo, l’artista era il volto copertina della Swinging London: occhiali spessi con la montatura nera, capelli tinti di un accecante biondo platino, uno stile di vita che sfidava la morale conservatrice e retrograda dell’epoca. Aveva già scoperto la California, si era innamorato della luce di Los Angeles e aveva iniziato a dipingere quel mondo in cui sembrava esistessero solo piscine azzurrissime. Era uno dei re della Pop Art. Proprio nel momento di massimo successo, Hockney decide che vuole fare altro. Nel 1969 si prende una pausa dalle opere che lo avevano reso ricco e famoso per dedicarsi a qualcosa di completamente diverso: realizzare 39 incisioni su rame dedicate a sei storie della narrativa folkloristica tedesca. Tra queste c’erano grandi classici come Raperonzolo e Rumpelstilzchen (in italiano Tremotino), ma anche racconti decisamente più oscuri e bizzarri come Il leprotto marino, Fundevogel (noto da noi come Ucceltrovato o Uccello Trovatello), Il vecchio Rink Rank e Storia di uno che se ne andò in cerca della paura.
A spingere Hockney verso questo mondo fu proprio il modo crudo e minimalista in cui le storie erano scritte. Lui stesso raccontò: «Sono affascinanti, queste storielle, raccontate con un linguaggio e uno stile molto, molto semplice, diretto e immediato; è stata proprio questa semplicità ad attrarmi. Coprono una gamma di esperienze piuttosto strana, che va dal magico al morale». Hockney si divertì moltissimo a mescolare il passato con il presente: all’interno delle atmosfere medievali delle fiabe inserì dettagli storici presi da antichi manuali di architettura, ma anche i ritratti dei suoi amici dell’epoca e del suo compagno e musa di allora, Peter Schlesinger. Per illustrarle, l’artista decise di usare solo il bianco e nero tipico delle tecniche di acquaforte e acquatinta. Il risultato fu una serie di disegni minimalisti, ironici e un po’ inquietanti. Hockney ammise persino che la scelta non era legata alla popolarità dei testi: «La mia scelta delle storie è stata influenzata da come avrei potuto illustrarle. Ho scelto certe storie semplicemente perché erano strane».
Tutte queste tavole vennero poi raccolte nel 1970 in un prezioso libro da collezione intitolato Six Fairy Tales from the Brothers Grimm, pubblicato dalla Petersburg Press di Londra.