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18:29 martedì 17 febbraio 2026
Per i 400 anni dalla consacrazione di San Pietro una delle iniziative del Vaticano è ingrandire il bar per i turisti che c’è sulla terrazza La metratura del bar verrà raddoppiata, nonostante le polemiche secondo le quali servire panini e gazzose in un luogo così sacro sia quasi peccato.
Una ricerca ha scoperto che negli uffici in cui i dipendenti usano parecchio l’AI non si lavora di meno ma molto di più E la colpa è dei dipendenti, che usano il tempo risparmiato usando l'AI per lavorare a più cose, più di prima.
Su Ebay sono state messe in vendita le foto di 200 comunisti greci uccisi dai nazisti nel ’44 e adesso il governo greco sta facendo di tutto per recuperarle La scoperta ha sorpreso lo stesso governo, perché finora si pensava che della strage di Kaisariani non fossero rimaste testimonianze fotografiche.
C’è un video girato sul set di Cime tempestose in cui Margot Robbie balla e canta come Kate Bush nel video di Wuthering Heights L'ha condiviso su Instagram il "dialect coach" del film, William Conacher, per festeggiare il successo al box office.
Le puntate del Maurizio Costanzo Show con Carmelo Bene contro tutti sono state trascritte parola per parola in un libro A trent'anni dalla messa in onda di quelle due puntate del MCS, viene pubblicato «per la prima volta autorizzato, il testo integrale dei dialoghi».
È morto Frederick Wiseman, uno degli inventori del documentario moderno Premio Oscar alla carriera nel 2016, tra i suoi film più recenti e famosi c'era Ex Libris del 2017, dedicato alla New York Public Library.
L’attore che faceva Buffalo Bill nel Silenzio degli innocenti ha chiesto scusa alle persone trans per la pessima rappresentazione che il film faceva di loro «Ora ne sappiamo tutti di più, e capisco che ci sono battute nella sceneggiatura e nel film che sono infelici», ha detto.
La Cina abolirà i dazi sulle importazioni da tutti i Paesi africani (tranne uno) L’unico Stato escluso dall’accordo è l’Eswatini e ovviamente, come sempre con la Cina, c'entra il riconoscimento di Taiwan.

Il lievito madre è il miglior amico dell’uomo

Sta tra le piante d’appartamento e la compagnia canina, ma dura per sempre: ecco perché dedicarsi alla panificazione coltivando un talismano di pasta "magica".

28 Gennaio 2018

Capita, a volte, di rendersi conto che anche il kebab, lo shopping, Netflix e il gin tonic non riescono a svolgere il ruolo di conforto interiore che speravamo. Le vie d’uscita a questo genere di situazioni, com’è noto, non sono molte. Una delle meno dannose è la panificazione domestica.  Abbracciandola, comincerete in un attimo a nuotare in un flusso torrenziale di teorie contorte e contraddittorie, macerazioni idrolitiche, triple cotture, manipolazioni dell’impasto frenetiche o minimaliste, cicli lunari e infusi di bucce di frutta prossime alla decomposizione. Le prime volte, sappiatelo, tutto ciò sarà all’origine di serate imbarazzantissime. Il “pane” che avrete messo a tavola, e che – annebbiati dall’affetto – non sarete riusciti a censurare correndo all’ultimo momento in panetteria, somiglierà in realtà molto a una di quelle terrine di fegatini di coniglio con delle cose disegnate sopra che spopolavano negli anni Ottanta. Ma voi sarete felici. Se insisterete, e se disponete dell’equipaggiamento affettivo necessario, la terrina di coniglio si trasformerà poco a poco in un bellissimo pane di Altamura. Da qualche parte fra quella terrina e il pane perfetto, probabilmente introdurrete voi stessi al Paese delle meraviglie del lievito naturale, noto a tutti come pasta madre.

La pasta madre si fa così: prendete uguali quantità di acqua e farina, le mescolate bene e le lasciate in un barattolo, preferibilmente di vetro e assolutamente non in metallo; coprite il barattolo con una garza pulita e lo abbandonate, a temperatura ambiente. Dopo due giorni, sulla superficie, ci sarà una simpatica schiuma bianca, e il tutto comincerà ad avere un profumo intermedio fra lo yogurt e l’aceto. A questo punto bisogna cominciare a nutrirla: d’ora in poi, ogni giorno, rimescolate e togliete un quarto della materia, e ci aggiungete un cucchiaio d’acqua e uno di farina. L’evoluzione della fermentazione dipende da molte cose: la temperatura della stanza, il numero e la quantità dei batteri che la abitano, la vitalità della farina e dell’acqua (un’acqua distillata rende il processo più lento, mentre una farina biologica lo accelera). Se un bel giorno la annusate e sa troppo di aceto dovete raddoppiare le quantità d’acqua e di farina che aggiungete ogni volta. Se non sa di nulla bisogna lasciarla in pace e aspettare. Dopo una decina di giorni di “rinfreschi” quotidiani potete provare a farci il pane: ogni volta che ne fate, e appena prima di mettere il sale nell’impasto, staccate un pezzo di pasta, che non cuocerete ma rimetterete nel vostro barattolo, e continuate a nutrirlo fino alla prossima pagnotta.

Ecco, ora avete anche voi il vostro piccolo talismano di pasta magica. Ammesso e non concesso che riusciate a tenerlo in vita, d’ora in poi tutti i filoncini, le ciabatte, le pizze, i babà e le brioche che farete saranno letteralmente figli di questa grande piccola madre. D’ora in poi tutte le friselle, i taralli, i panini giusti e sbagliati, le focaccine con le cipolline, le rosette, le baguette e i pumpernickel che farete porteranno dentro di sé la traccia biologica dei loro predecessori. E saranno sempre migliori: perché, se non c’è un difetto strutturale e originario, la pasta madre migliora nel tempo, diventando, come le persone, più sicura di sé, più forte, stabile, saggia, efficace e profumata. C’è gente che rivendica di lavorare con paste madre vecchie di svariati decenni, se non addirittura risalenti alla Prima guerra mondiale.

La pasta madre è da tutti i punti di vista un essere vivente, un piccolo amico (o amica) di cui non si può (non si deve) dimenticare la presenza: nella scala delle strategia per contrastare la solitudine domestica e il deficit affettivo delle età adulte, il barattolo di pasta madre si situa grossomodo fra le piante d’appartamento e la compagnia canina.

Da Studio n. 33. Foto Getty
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