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22:11 martedì 16 giugno 2026
In Cina hanno cancellato più di 12 mila corsi di laurea perché l’AI li ha resi obsoleti I tagli si sono concentrati soprattutto (come sempre in questi casi) nelle arti e nelle discipline umanistiche, ma ce ne sono stati parecchi anche nelle lingue straniere e nella gestione aziendale.
Una ricerca ha dimostrato che andare in bici fa così bene a corpo e mente che dovrebbe rientrare nelle politiche di salute pubblica La ricerca comprende 87 studi da 19 Paesi e conferma che la bici è uno dei più efficaci strumenti per migliorare la qualità della vita in città.
È disponibile in streaming Free Party: A Folk History, uno dei più bei documentari di sempre sulla storia dei rave Presentato nel 2023, il film di Aaron Trinder racconta la nascita della scena rave britannica e soprattutto il leggendario festival di Castlemorton, uno dei più grandi rave di tutti i tempi.
Ci vorranno almeno sei mesi per rimuovere tutte le mine piazzate nello Stretto di Hormuz e riaprirlo davvero Ma prima bisogna capire se queste mine ci sono, perché l'Iran potrebbe come non potrebbe averle piazzate.
La Cassazione ha stabilito che se i tuoi colleghi ti causano ansia e stress il tuo capo deve risarcirti (e tanto, anche) Dopo la sentenza il lavoratore in questione è stato riassunto e il datore di lavoro costretto a pagare un risarcimento di 80 mila euro.
A Berlino ci sarà la più grande retrospettiva mai dedicata a Ryuichi Sakamoto Si intitola seeing sound, hearing time e, dopo Tokyo e Pechino, arriva finalmente anche in Europa, dall'11 settembre 2026 al 23 maggio 2027.
Timothée Chalamet ha detto che vedere i Knicks che vincono il titolo NBA è molto meglio che vincere l’Oscar «Preferisco aver vinto questo che gli Oscar», ha detto, festeggiando il titolo NBA vinto dai Knicks, 53 anni dopo il precedente.
La diplomazia iraniana avrebbe assunto degli psicologi che aiutassero i negoziatori a comunicare con Trump come si comunica con i pazienti psichiatrici E a quanto pare la decisione avrebbe portato a dei significativi progressi nelle trattative di pace.

I libri preferiti di Hillary Clinton e Donald Trump

03 Novembre 2016

Negli ultimi otto anni, Barack Obama ha reso note spesso le sue preferenze in fatto di musica, film e soprattutto libri, facendosi fotografare nelle librerie di Washington insieme alle figlie, intervistando la scrittrice premio Pulitzer Marilynne Robinson e pubblicando sul sito della Casa Bianca alcune liste dei suoi libri preferiti. D’altra parte Obama non è l’unico: ogni elezione presidenziale è accompagnata da domande che riguardano le abitudini di lettura dei candidati. Quella di quest’anno non fa eccezione e Literary Hub ha raccolto le preferenze di Hillary Clinton e Donald Trump.

Seppur molto diversi, i due hanno un libro in comune (anche se, a dire la verità, viene citato da quasi tutti i candidati alla presidenza), la Bibbia. In un’intervista al New York Times, la candidata democratica l’ha definito «il testo che mi ha reso quella che sono oggi». Quanto a Trump, secondo LitHub potrebbe averlo detto soltanto perché «era la risposta giusta da dare».

Per quanto riguarda gli altri libri, la Clinton ha inserito nella sua lista I fratelli Karamazov di Dostoevskij, descrivendolo come «una lezione contro la schiavitù», e aggiungendo che «una delle nostre più grandi responsabilità come esseri umani è quella di aprirci alla possibilità che potremmo sbagliarci. La più grande minaccia è trovarci di fronte a persone che pensano di avere ragione su tutto».

ayla figlia della terra clinton

Nel 2000, invece, la Clinton aveva elencato i suoi libri preferiti su O Magazine, inserendo tra questi Il colore viola, Piccole donne, Cigni selvatici e Ayla figlia della terra di Jean M. Auel: «Sono interessata da molto tempo all’archeologia e all’antropologia e questo romanzo sulla vita in tempi preistorici è una miscela di immaginazione e dati, tra i quali i tabù degli uomini di Neanderthal e l’uso delle piante in medicina. E poi c’è la storia della piccola orfana Ayla: forse ne sono stata colpita perché sono madre», aveva scritto.

Donald Trump, invece, pare non essere un grande lettore: in un’intervista ha detto che non ha abbastanza tempo e che quindi poteva «leggere dei passaggi, dei paragrafi, dei capitoli», ma niente di più insomma. Comunque, quando gli è stato chiesto delle sue preferenze non troppo a sorpresa ha citato anche un libro su lui stesso, ovvero The Art of the DealEgocentrismo a parte, il suo terzo libro preferito è  Niente di nuovo sul fronte occidentale di Erich Maria Remarque: una scelta che appare singolare considerando le idee del repubblicano sulla guerra.

the-power of positive thinking trump

Oltre al libro del 1929, nella lista di Trump c’è poi The Power of Positive Thinking di Norman Vincent Peale, un bestseller che promette di insegnare a credere in se stessi e raggiungere i propri obiettivi. Business Insider Trump ha detto che questo libro lo aveva aiutato negli anni Novanta, in un periodo in cui si trovava sommerso di debiti: «L’autore era un amico di mio padre, e io avevo letto il suo libro. Credo molto nel potere dell’essere positivi, penso che sia d’aiuto», erano state le sue parole.

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