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03:35 venerdì 22 maggio 2026
Nel mondo ci sono così pochi ingegneri e ricercatori AI che le aziende di Big Tech li stanno pagando come le superstar dello sport Secondo le stime ce ne sono solo un centinaio in tutto il mondo. E in Silicon Valley sono disposti a spendere qualsiasi cifra per accaparrarseli.
Tra la rassegna Tuttomoretti al Nuovo Sacher e il ritorno in sala di Bianca e La messa è finita, questa si preannuncia come la Nanni Moretti Summer Lui odierebbe questa dicitura, ne siamo sicuri. Però siamo anche sicuri che suona proprio bene.
I fan di SOPHIE stanno costruendo un archivio libero e gratuito per preservare tutta la sua opera L'archivio si chiama Wholenew.world e vuole essere un racconto dei dieci anni di carriera di un'artista che ha cambiato la musica elettronica.
Il video di Itamar Ben-Gvir che tormenta e irride i membri della Global Sumud Flotilla ha unito tutto il mondo nel disgusto A condannarlo sono Francia, Canada, Olanda, Belgio, Spagna, Regno Unito e molti altri, persino gli Stati Uniti e l'Italia.
Succession è finita da un pezzo ma la saga dei Murdoch invece continua: adesso James ha comprato Vox e New York Magazine per farne l’anti Fox News e sfidare Rupert Il valore dell'operazione sarebbe attorno ai 300 milioni di dollari, con Murdoch Jr. che ha detto di voler puntare tutto sul giornalismo di qualità.
Il furto del Louvre, “il furto del secolo”, diventerà un film diretto da Romain Gavras Sarà l'adattamento di un libro-inchiesta che uscirà in Francia il 27 gennaio e che promette di rivelare i contenuti di documenti segretissimi.
L’epidemia di Ebola in Repubblica Democratica del Congo è dovuta anche al fatto che i primi contagiati risultavano negativi perché sono stati testati per la variante di Ebola sbagliata I sanitari hanno sottoposto tutti al test per rilevare la variante Zaire. Si è poi scoperto che le infezioni erano dovute a quella Bundibugyo.
Sally Rooney pubblicherà Intermezzo in Israele con un editore filopalestinese che si oppone all’occupazione e all’apartheid Negli ultimi 5 anni la scrittrice aveva rifiutato di essere tradotta e pubblicata in Israele, una scelta fatta per sostenere il movimento BDS (Boycott, Divestment, Sanctions).

L’età dell’oro delle serie tv italiane?

Domenica 27 a Studio in Triennale parliamo del tema protagonista della storia di copertina: The Young Pope, Gomorra e gli altri. Solo l'inizio?

25 Novembre 2016

“Dopo la ritirata e l’abbassamento di livello degli anni ’90 e dei primi 2000, la produzione televisiva italiana sta vivendo un incredibile momento di energia creativa”. Iniziava così un articolo dello scorso aprile apparso su Variety, magazine punto di riferimento globale per cinema e tv, intitolato “Italy’s Golden Age of Tv Has Cinematic Ambitions”, che, mal tradotto, suona un po’ come “le ambizioni cinematografiche della tv italiana e del suo momento d’oro”. Dentro venivano citati alcuni esempi di produzioni seriali italiane che stanno effettivamente facendo il giro del mondo riscontrando un successo di pubblico e di critica considerevoli: su tutti, Gomorra e The Young Pope, le produzioni italiche targate Sky che hanno segnato le ultime stagioni televisive.

È improprio parlare di età dell’oro della produzione televisiva italiana? Sarà un fenomeno passeggero? Quanto c’è veramente di italiano in tutto ciò? E cosa può portare al nostro settore culturale e alla percezione dell’Italia all’estero questo fenomeno? Il dibattito attorno al tema è aperto. E, piaccia o non piaccia, il fatto che se ne parli in questi termini è, secondo noi, già di per sè un successo, che abbiamo deciso di celebrare su questo numero di Studio, dedicando la copertina a Paolo Sorrentino, il regista premio Oscar che quest’anno si è cimentato proprio con The Young Pope, appena trasmesso in Italia e in procinto di fare il suo debutto sugli schermi americani di Hbo.

Con lui, Cristiano De Majo ha chiacchierato di serialità televisiva, di cinema, di Italia, di Roma e di Napoli. Ne è uscito il ritratto di un artista che ha finito per fornire alcune delle più rilevanti chiavi di lettura estetiche e narrative del nostro paese nel mondo, al di là dei gusti e delle opinioni di ciascuno. Tornando al momento d’oro dell’audiovisivo in Italia; è importante notare quanto il fenomeno non riguardi solo attori e registi, ma tutta la cosiddetta filiera: scrittura, produzione, distribuzione. È un fatto nuovo, a cui continuare a prestare attenzione.

L’abbiamo appunto fatto nel numero che arriva in edicola dal 25 novembre, e lo faremo domenica 27 novembre, a Milano, a Studio in Triennale (il nostro festival annuale, qui il programma completo), dalle 14.30, con alcuni dei protagonisti dell’industria del settore audiovisivo italiano: Andrea Scrosati, vice president di Sky, Ludovica Rampoldi, sceneggiatrice, fra gli altri, di Gomorra e 1992, e Nicola Maccanico, che si occupa di cinema e di distribuzione.

A seguire, approfondiremo il fenomeno Gomorra e il suo successo globale sia come libro che come serie tv, con due degli artefici: Edoardo Brugnatelli, editor del libro, e Leonardo Fasoli, sceneggiatore della serie.

Vi aspettiamo quindi, in edicola e in Triennale.

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