I sanitari hanno sottoposto tutti al test per rilevare la variante Zaire. Si è poi scoperto che le infezioni erano dovute a quella Bundibugyo.
Succession è finita da un pezzo ma la saga dei Murdoch invece continua: adesso James ha comprato Vox e New York Magazine per farne l’anti Fox News e sfidare Rupert
Il valore dell'operazione sarebbe attorno ai 300 milioni di dollari, con Murdoch Jr. che ha detto di voler puntare tutto sul giornalismo di qualità.
Il riassetto azionario di Vox Media delinea una nuova traiettoria nelle strategie di investimento di James Murdoch. Attraverso la sua holding Lupa Systems, il figlio di Rupert Murdoch ha infatti rilevato il 50 per cento della media company statunitense, un’operazione che segna un netto cambio di rotta rispetto al percorso paterno e alle dinamiche industriali della famiglia. Secondo fonti vicine alla trattativa citate dal New York Times, il valore dell’accordo supera i 300 milioni di dollari.
L’operazione finanziaria prevede una precisa redistribuzione degli asset editoriali dell’azienda. L’acquisto da parte di Lupa Systems includerà testate storiche e di primo piano nel panorama dell’informazione e dell’intrattenimento americano, come il New York Magazine, il sito d’informazione Vox e il network Vox Media Podcast Network. In base agli accordi societari, l’attuale Ceo di Vox Media, Jim Bankoff, rimarrà alla guida della società. Al contempo, la restante parte di Vox Media verrà scorporata per costituire un’entità aziendale autonoma.
Questa nuova realtà, guidata dall’attuale presidente di Vox Media Ryan Pauley e in attesa di un nuovo nome, gestirà un portafoglio di brand verticali che comprende The Verge, Eater, Popsugar, SB Nation e The Dodo. Per James Murdoch questo investimento rappresenta l’occasione di prendere definitivamente posizione nell’editoria statunitense e mondiale. Più di sei anni fa, James aveva rassegnato le dimissioni da News Corporation, il gruppo fondato dal padre che controlla testate come il Wall Street Journal e Fox News, a causa di divergenze sulla linea editoriale, in particolare riguardo alla copertura della crisi climatica da parte dei giornali del gruppo. Le differenze politiche tra papà Rupert e il figlio James sono aumentate nel corso degli anni: James è stato uno dei principali finanziatori di gruppi e organizzazioni politiche vicine al Partito Democratico, mentre Rupert si è sempre dimostrato molto vicino, economicamente e politicamente, a Donald Trump.
Con l’ingresso in Vox Media, la sua attenzione si sposta verso modelli di informazione differenti. «Questa acquisizione si allinea con le nostre attuali partecipazioni e riflette sia il nostro interesse per l’evoluzione culturale sia il nostro impegno verso un giornalismo ambizioso», ha dichiarato James Murdoch nella nota ufficiale, specificando il proprio interesse per un giornalismo di approfondimento e basato sul long form. L’accordo presenta anche un singolare incrocio storico: tra gli anni Settanta e Ottanta, lo stesso New York Magazine era stato di proprietà di Rupert Murdoch.
Interpellato dal New York Times, James Murdoch ha tuttavia precisato che tale precedente non riveste alcun significato speciale o nostalgico per la nuova operazione. L’obiettivo dichiarato rimane di natura industriale e tecnologica: applicare nuovi strumenti operativi a un gruppo editoriale consolidato per sviluppare il business e potenziarne le capacità di produzione e distribuzione su scala globale.