E assieme a loro hanno firmato l'appello anche Abdulrazak Gurnah, Mathias Énard, Naomi Klein, Deborah Levy e molti altri.
Sally Rooney pubblicherà Intermezzo in Israele con un editore filopalestinese che si oppone all’occupazione e all’apartheid
Negli ultimi 5 anni la scrittrice aveva rifiutato di essere tradotta e pubblicata in Israele, una scelta fatta per sostenere il movimento BDS (Boycott, Divestment, Sanctions).
Sono passati quattro anni dall’ultima volta che un romanzo di Sally Rooney è stato tradotto in ebraico e distribuito in Israele. Fino a quel momento, la scrittrice aveva collaborato con Modan, casa editrice che ha portato in Israele sia Parlarne tra amici che Persone normali. La collaborazione si era interrotta appunto cinque anni fa, quando Rooney decise di non far tradurre in ebraico e di non distribuire in Israele Dove sei, mondo bello: spiegò che la decisione l’aveva presa per mostrare il suo sostegno al movimento BDS (Boycott, Divestment, Sanctions) e contro l’occupazione e le violenze israeliane nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania. Da quel momento in poi, Rooney si è pubblicamente espressa molte volte sulla questione, ribadendo il suo sostegno alla causa palestinese e la sua condanna al governo israeliano.
Dopo cinque anni di polemiche e di rifiuti, Rooney ha deciso di far leggere il suo ultimo libro, Intermezzo, anche in Israele, anche in ebraico. Non con il suo editore storico, però: Rooney ha accettato di “interrompere” la sua protesta a condizione che intermezzo venisse pubblicato da un editore che sostiene, come lei, la causa palestinese e si oppone al governo Netanyahu. Alla fine la scelta di Rooney è ricaduta su November Books, casa editrice indipendente che lavorerà a questo progetto assieme ad altre due realtà affini dell’editoria israeliana, +972 e Local Call. In un comunicato stampa congiunto, i tre editori hanno spiegato che sostengono convintamente «i diritti, riconosciuti dall’Onu, del popolo palestinese» e che si oppongono altrettanto convintamente «all’occupazione militare e all’apartheid».
La decisione di Rooney e dei suoi nuovi editori ha ovviamente causato l’indignazione di coloro che ritengono il movimento BDS intrinsecamente discriminatorio. Ma, come la stessa scrittrice ha spiegato in più occasioni, l’obiettivo del movimento non sono gli ebrei né gli israeliani, ma coloro i quali – ebrei, israeliani e non, persone fisiche e giuridiche, associazione e aziende – sostengono silenziosamente o attivamente appoggiano le azioni del governo israeliano nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania. La stessa decisione di pubblicare un libro in Israele, con degli editori israeliani e tradotto in ebraico è dimostrazione del significato vero delle tre lettere BDS.
Lo ha scritto in un articolo pubblicato sull'Irish Times, in cui attacca (di nuovo) il governo inglese per le sue posizioni filoisraeliane.
«Davanti a uno Stato che sostiene un genocidio, cosa dovrebbero fare le persone per bene?», ha scritto sul Guardian, condannando la decisione del governo inglese.