Amarga Navidad è forse la sua opera più arrogante e disperata, un'opera-confessione in cui Almodovar mette tutti i suoi terrori: quello della vecchiaia, del decadimento fisico e soprattutto della perdita del genio creativo.
Il furto del Louvre, “il furto del secolo”, diventerà un film diretto da Romain Gavras
Sarà l'adattamento di un libro-inchiesta che uscirà in Francia il 27 gennaio e che promette di rivelare i contenuti di documenti segretissimi.
È un dato di fatto che l’intervallo di tempo tra fatto di cronaca e adattamento dello stesso fatto di cronaca in film o serie tv è diventato brevissimo. I tempi della giustizia si allungano e quelli dello spettacolo si accorciano, si potrebbe dire: colpevoli e innocenti, verità e menzogne ormai li si decide guardando lo schermo, mica studiando le carte. Romain Gavras non è certo l’iniziatore né il responsabile di questa pratica, ma sta di fatto che pure lui ha deciso di metterci del suo: a sette mesi dal furto del Louvre – o furto più pazzo del mondo, se preferite la dicitura decisa da internet – il regista si è messo al lavoro su un adattamento cinematografico del colpaccio.
Il fatto curioso è che il film di Gavras sarà l’adattamento di un libro inchiesta che però non è ancora uscito. Non che manchi molto all’arrivo in libreria: in Francia uscirà il 27 maggio, ma sta di fatto che il regista evidentemente lo ha già letto, gli è già piaciuto, ha già deciso di farne un film, lo ha già proposto a dei produttori e almeno uno di questi ha già deciso di dargli i soldi per farlo. C’è proprio fretta di girarlo, questo film. E in parte, questa fretta si capisce: ormai non si fa in tempo a commettere un crimine che già ci si ritrova protagonisti di un podcast, di una newsletter, di una serie, di un film, di uno spettacolo a teatro. Bisogna muoversi con larghissimo anticipo: certamente prima che escano gli altri adattamenti, prima che esca il libro-inchiesta (che, a proposito, nel caso del furto del Louvre è scritto da Jean-Michel Décugis, Jérémie Pham-Lê e Nicolas-Charles Torrent, tutti e tre promettono una lettura «immersiva» e la rivelazione del contenuto di documenti «segretissimi» riguardanti il furto). Nel futuro, non è da escludere che gli adattamenti letterari, cinematografici o televisivi di un fatto di cronaca arriveranno ancora prima del fatto di cronaca. Forse li prevederanno, forse li ispireranno, forse i crimini si commetteranno solo per dare materiale all’industria dell’intrattenimento.
Ma tornando a Gavras e al suo film: a riguardo non si ancora nulla, non c’è un titolo né un cast né una data di distribuzione annunciata. Le prime indiscrezioni dicono di riprese che potrebbero iniziare nel 2027 in modo da far uscire il film nel 2028. Nell’attesa, non possiamo che porci domande: Gavras riuscirà ad avere nella scenografia il montacarichi usato dai veri ladri nel vero furto del Louvre? Tra le comparse si ricorderà di inserire il Fedora Man, il ragazzo vestito elegantissimamente e fotografato vicino alla scena del crimine poco dopo il crimine e scambiato da tutti per un investigatore privato? Ma soprattutto: Gavras riuscirà a far uscire il suo film prima che la polizia riesca a recuperare il maltolto? Perché, magari qualcuno se ne è dimenticato in questi mesi, ma la maggior parte dei gioielli rubati dai ladri non è mai stata recuperata.