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13:27 martedì 18 agosto 2026
Il più grande baobab del Madagascar sta morendo e la causa della sua morte (ovviamente) è la crisi climatica Ha vissuto per più di mille anni. Poi sono arrivate le piogge eccessive e le infezioni fungine. E adesso non c'è più niente da fare.
Il nuovo film di Jonathan Glazer è un documentario girato con una videocamera dai bambini di Gaza, dell’Ucraina, del Sudan e dello Yemen , questo il titolo scelto da Glazer per il film, verrà presentato al prossimo New York Film Festival.
La foto più bella e difficile dell’eclissi solare l’ha fatta uno skater Lui si chiama Danny Leon e molto probabilmente la sua foto vi è apparsa nel feed. Scattarla è stata una vera e propria impresa.
David Byrne ha fatto una playlist da ascoltare solo e soltanto quando si va in bici Una selezione di 40 canzoni, scelte con un criterio estremamente byrdiano.
Anche l’Accademia svedese ha fatto la sua lista di libri per l’estate, composta tutta da Premi Nobel per la letteratura, ovviamente Cinque libri, cinque autori e autrici, con una brevissima recensione a spiegare perché vale la pena portarseli in vacanza.
In Spagna c’è un hotel in mezzo al nulla, senza Wi-Fi né tv, che si può prenotare solo spedendo una lettera scritta a mano E aspettando una lettera di conferma altrettanto manoscritta. È l'hotel El Elevador a El Hierro, la più piccola e meno visitata delle Canarie.
Un gruppo di scienziati ha creato una nuova AI appositamente per trovare tutte le opere d’arte trafugate dai nazisti ancora disperse L'AI si chiama Provenance Assistant e a lei è andato l'ardua compito di ritrovare 100 mila opere rafugate di cui si sono perse le tracce.
Iberia, la compagnia aerea di bandiera della Spagna, ha organizzato un volo speciale per “inseguire” e trasmettere in streaming l’eclissi solare del 12 agosto Si tratta della prima eclissi solare totale visibile dalla Spagna continentale dal 1905. Come si può capire, c'è una certa attesa attorno all'evento.

Lena Dunham ha annunciato la data di uscita del suo nuovo libro, Famesick

Un memoir scritto nell'arco di sette anni che parla di «malattia, dipendenza e sofferenza amorosa».

05 Settembre 2025

Il ritorno di Lena Dunham si arricchisce di un altro capitolo: poco dopo l’uscita su Netflix della sua nuova serie, Too Much, la creatrice di Girls è pronta a pubblicare anche il suo secondo libro, che arriverà più di dieci anni dopo il primo (Non sono quel tipo di ragazza, uscito in Italia nel 2014). Questa volta non si tratta di una raccolta di personal essay ma di un memoir: si intitola Famesick e anche se è già pronto – nella foto Dunham ci mostra la copertina –uscirà nel 2026, per la precisione il 14 aprile. L’autrice l’ha annunciato con un post Instagram accompagnato da una lunghissima caption in cui racconta la genesi dell’opera: «Quando ho iniziato a scrivere questo libro, erano passati 30 giorni dalla mia uscita dal rehab. Ero ancora immersa nella nube di delirio che accompagna la sobrietà appena conquistata: il mondo era improvvisamente così RUMOROSO, e io pensavo che significasse che sapevo cosa stavo ascoltando. Se allora qualcuno mi avesse detto che il processo di scrittura mi avrebbe tenuta occupata per i successivi sette anni, probabilmente avrei strappato il contratto e buttato il portatile nella vasca da bagno. Per tutti i miei vent’anni, scrivere era pura immediatezza. Vivevo un’esperienza, la passavo attraverso il filtro della fantasia, e sei mesi dopo era già in tb. Scrivere era il mio modo di elaborare le cose mentre accadevano. Non avevo ancora abbastanza vita vissuta per affrontarle in retrospettiva. Non capivo il valore del tempo – che ci guarisce, che dà senso a ciò che abbiamo attraversato, che cambia davvero i pattern che continuiamo a ripetere nel nostro lavoro e nella nostra arte».

E ancora: «Il regalo che questo libro mi ha fatto, in questi sette anni, è che c’è sempre stato. Qualsiasi cosa cambiasse – il mio luogo, il mio corpo, la mia mente – restava una costante: un posto dove potevo andare per provare a dare un senso alla storia. Quando finalmente abbiamo fissato una data di pubblicazione per Famesick, ho provato qualcosa di simile al lutto. Uno dei miei compagni più fedeli stava per andarsene. Ma è il momento. E sono così emozionata di potervi raccontare, nel modo che conosco meglio, di: anni di magia impossibile e anni in cui pensavo di non sopravvivere; malattia, dipendenza e sofferenza amorosa; le lezioni di cui non mi vergogno più di aver dovuto imparare. Famesick parla, in superficie, degli anni 2010–2020, un decennio in cui la mia vita è cambiata profondamente e per sempre, in cui quasi ogni fibra del mio Dna si è ricostituita. Ma parla anche della malattia come maestra, del corpo come spia, del nostro rapporto sociale con le donne “sull’orlo”, e delle condizioni che creano arte vs. le condizioni che creano felicità. (E anche: dell’essere a Hollywood restando ai margini, come una goth al pigiama party delle cheerleader, che si chiede se può chiamare la mamma dal telefono fisso senza farsi sentire). Parla di me – ma ogni volta che scrivo di me, spero, profondamente, che parli anche di voi».

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