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10:16 mercoledì 7 ottobre 2026
Una ricerca internazionale ha dimostrato che c’è un sensibile aumento dei tumori in età giovanile In questo aumento c'entrano obesità, alimentazione scorretta, poca attività fisica, alcol, fumo e inquinamento, ma anche l'aumento di prevenzione ed esami specialistici.
C’è una base della RAF in Inghilterra che potrebbe come non potrebbe essere sotto attacco dell’Iran Dalla scorsa settimana stanno succedendo strani fatti attorno alla base di Fairford. Adesso, ad aggiungere stranezza a stranezza, c'è anche un'insolita decisione degli Usa.
A vent’anni dall’uscita ci sarà una nuova edizione di King Kong Theory, il manifesto del femminismo brutto, sporco e cattivo di Virginie Despentes Lo riporta in Italia Fandango, esattamente venti anni dopo la scandalosissima uscita in Francia.
Persino i petrolieri ammettono apertamente che con le scorte di petrolio siamo messi malissimo Lo ha detto Amin Nasser, Ceo di Aramco. Che ha definito le attuali scorte «spaventosamente scarse».
Una ricerca ha dimostrato che più alberi vengono abbattuti e meno colorate diventano le ali delle farfalle Lo studio ha analizzato un pezzo della foresta Amazzonica, provando che quando gli alberi vengono tagliati spariscono per prime le farfalle più colorate e restano quelle marroni.
A Utrecht stanno costruendo un nuovo quartiere in cui non ci sarà spazio per le macchine ma solo per persone, alberi e bici Si chiama Merwede, sarà uno dei più grandi quartieri senza macchine d'Europa e la promessa è quella di offrire case a prezzi accessibili per tutti.
In una maniera molto da Zerocalcare, Zerocalcare ha più o meno annunciato che il suo prossimo libro sta per uscire e parlerà di cultura punk Potrebbe chiamarsi Se ne valeva la pena e potrebbe uscire nei primi mesi del 2027 ma solo «se io sto chiuso a casa come sto a fa' adesso».
Un festival del ginseng in Corea del Sud ha fatto uno spot strepitoso riprendendo il video di Storm di Gener8ion e Yung Lean Al posto della sigaretta fumata da Yung Lean, il vicesindaco di Yeongju tiene in bocca un pezzo di radice di ginseng.

Lena Dunham ha annunciato la data di uscita del suo nuovo libro, Famesick

Un memoir scritto nell'arco di sette anni che parla di «malattia, dipendenza e sofferenza amorosa».

05 Settembre 2025

Il ritorno di Lena Dunham si arricchisce di un altro capitolo: poco dopo l’uscita su Netflix della sua nuova serie, Too Much, la creatrice di Girls è pronta a pubblicare anche il suo secondo libro, che arriverà più di dieci anni dopo il primo (Non sono quel tipo di ragazza, uscito in Italia nel 2014). Questa volta non si tratta di una raccolta di personal essay ma di un memoir: si intitola Famesick e anche se è già pronto – nella foto Dunham ci mostra la copertina –uscirà nel 2026, per la precisione il 14 aprile. L’autrice l’ha annunciato con un post Instagram accompagnato da una lunghissima caption in cui racconta la genesi dell’opera: «Quando ho iniziato a scrivere questo libro, erano passati 30 giorni dalla mia uscita dal rehab. Ero ancora immersa nella nube di delirio che accompagna la sobrietà appena conquistata: il mondo era improvvisamente così RUMOROSO, e io pensavo che significasse che sapevo cosa stavo ascoltando. Se allora qualcuno mi avesse detto che il processo di scrittura mi avrebbe tenuta occupata per i successivi sette anni, probabilmente avrei strappato il contratto e buttato il portatile nella vasca da bagno. Per tutti i miei vent’anni, scrivere era pura immediatezza. Vivevo un’esperienza, la passavo attraverso il filtro della fantasia, e sei mesi dopo era già in tb. Scrivere era il mio modo di elaborare le cose mentre accadevano. Non avevo ancora abbastanza vita vissuta per affrontarle in retrospettiva. Non capivo il valore del tempo – che ci guarisce, che dà senso a ciò che abbiamo attraversato, che cambia davvero i pattern che continuiamo a ripetere nel nostro lavoro e nella nostra arte».

E ancora: «Il regalo che questo libro mi ha fatto, in questi sette anni, è che c’è sempre stato. Qualsiasi cosa cambiasse – il mio luogo, il mio corpo, la mia mente – restava una costante: un posto dove potevo andare per provare a dare un senso alla storia. Quando finalmente abbiamo fissato una data di pubblicazione per Famesick, ho provato qualcosa di simile al lutto. Uno dei miei compagni più fedeli stava per andarsene. Ma è il momento. E sono così emozionata di potervi raccontare, nel modo che conosco meglio, di: anni di magia impossibile e anni in cui pensavo di non sopravvivere; malattia, dipendenza e sofferenza amorosa; le lezioni di cui non mi vergogno più di aver dovuto imparare. Famesick parla, in superficie, degli anni 2010–2020, un decennio in cui la mia vita è cambiata profondamente e per sempre, in cui quasi ogni fibra del mio Dna si è ricostituita. Ma parla anche della malattia come maestra, del corpo come spia, del nostro rapporto sociale con le donne “sull’orlo”, e delle condizioni che creano arte vs. le condizioni che creano felicità. (E anche: dell’essere a Hollywood restando ai margini, come una goth al pigiama party delle cheerleader, che si chiede se può chiamare la mamma dal telefono fisso senza farsi sentire). Parla di me – ma ogni volta che scrivo di me, spero, profondamente, che parli anche di voi».

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