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18:41 lunedì 25 maggio 2026
I tech bros hanno fatto di tutto per convincere il Papa che l’AI è cosa buona e giusta, ma i loro sforzi non sono serviti a granché A giudicare dai contenuti della prima enciclica di Leone XIV, dedicata all'AI, i tentativi diplomatici di Big Tech, che ha inviato i suoi emissari in Vaticano nelle scorse settimane, l'hanno lasciato abbastanza indifferente.
Una risoluzione dell’ONU ha stabilito che i governi sono obbligati a fare tutto il possibile per combattere la crisi climatica Risoluzione approvata con solo 8 voti contrari. Per la sorpresa di nessuno, tra chi si è opposto ci sono Stati Uniti, Russia, Arabia Saudita, Iran, Israele, Bielorussia, Liberia e Yemen.
La giuria di un prestigioso premio letterario ha premiato un racconto generato con l’AI senza accorgersi che era chiaramente generato con l’AI The Serpent in the Grove di Jamir Nazir sarebbe tutta farina del sacco di una AI. E, forse, Jamir Nazir nemmeno esiste davvero.
Dei game designer palestinesi stanno realizzando un videogioco che racconta la storia della Nakba Si intitola Dreams on a Pillow ed è stato finanziato grazie a una campagna di crowdfunding a cui hanno contribuito persone da tutto il mondo.
Molte persone stanno scoprendo che portare una powerbank in aereo è una faccenda più complicata e pericolosa di quanto ci si immagina Quello che è successo al volo EasyJet costretto a un atterraggio d'emergenza a Fiumicino ha fatto scoprire a molti le severissime regole sulle powerbank in aereo.
L’anteprima della nuova serie di Zerocalcare al Circo Massimo è diventata uno dei più grandi “festival” dell’estate italiana Un evento gratuito, al Circo Massimo, con migliaia di persone in coda per giocare ai videogiochi, ascoltare musica e guardare Due spicci, la nuova serie del fumettista.
La FAO ha detto che ci restano soltanto sei mesi per evitare una crisi alimentare in tutto il mondo Per l’agenzia, saranno cruciali le decisioni che agricoltori e governi prenderanno ora sull’uso dei fertilizzanti, sulle importazioni, sui finanziamenti e sulla scelta delle colture.
Su RaiPlay è stato pubblicato per la prima volta Sulla carta sono tutti eroi, uno speciale del 1984 dedicato ad Andrea Pazienza, con Andrea Pazienza La maniera perfetta per festeggiare il settantesimo anniversario della nascita di Paz: vederlo disegnare, parlare, raccontarsi, sorridere.

Lavorare da casa è una cosa da ricchi

29 Giugno 2017

A molti, specie se attivi nei settori lavorativi che hanno a che fare con le professioni creative e culturali, è capitato di lavorare da casa: può essere una scelta di campo, come fare il freelance, o un accordo perfezionato col proprio datore di lavoro. Oltreoceano, come d’altronde in Europa, il dibattito sul lavorare da casa è un tema caldo: qualcuno sostiene che abbia effetti deleteri, mentre altri sono convinti sia il futuro che ci attende, come società. Quartz, in un articolo appena pubblicato, offre un’altra prospettiva con cui guardare alla cosa: poter svolgere la propria professione in salotto è una cosa da ricchi.

Usando i dati dello US Bureau of Labor Statistics riferiti al 2016, un rilevamento recente ha scoperto che le figure professionali con percorsi formativi più limitati ed estrazioni sociali più modeste sono statisticamente meno inclini a lavorare da casa. Meno del 9% dei lavoratori con più di 25 anni d’età che non ha un diploma di scuola superiore ha dichiarato di ricorrere alla pratica in una giornata di lavoro media, un dato in forte contrasto col relativo 40% dei lavoratori con diplomi di laurea e master di alto livello.

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Anche sul piano economico, lo spartiacque è piuttosto netto: chi guadagna di più lavorz molto più da casa di chi ha stipendi più bassi. Stando ai dati dello studio, solo il 9% di chi guadagna meno di 581 dollari a settimana ha lavorato in tutto o in parte da casa, mentre un terzo (il 33%) delle persone con uno stipendio superiore a 1441 dollari per settimana ha fatto ricorso al work from home. Il trend, nota Quartz, non è un mistero: i settori che corrispondono meno ai loro impiegati – come quella dei trasporti e servizi del terziario – hanno dimostrato di essere quelle con percentuali più basse di lavoro casalingo.

Immagine in evidenza Getty Images
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