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22:04 venerdì 27 febbraio 2026
Oltre al nuovo disco i Gorillaz hanno fatto uscire un film d’animazione che si può vedere gratis su YouTube Il film si intitola The Mountain, The Moon Cave and The Sad God ed esce nello stesso giorno del loro nuovo disco, The Mountain.
Ai Cèsar, il più importante premio cinematografico francese, il pubblico ha subissato di fischi il video tributo a Brigitte Bardot Pochi applausi, moltissimi fischi e anche un grido, che si è sentito distintamente durante la diretta: «Razzista!».
Una racconto distopico in cui l’AI distrugge l’economia mondiale pubblicato su un blog ha causato una perdita di 200 miliardi sul mercato azionario Secondo alcuni si è trattato di una coincidenza. Secondo altri, il racconto ha mandato nel panico gli investitori e stravolto i mercati per un giorno intero.
Mastro Lindo è andato in pensione dopo 68 anni di onorata carriera nell’industria delle pulizie La multinazionale P&G ha deciso di ritirare il logo e ha dato l'annuncio con una conferenza stampa tenuta dallo stesso Mastro Lindo su Instagram.
Paramount è riuscita a prendersi Warner, ma adesso dovrà pagare quasi tre miliardi di penale a Netflix Che si vanno ad aggiungere ai 77 che spenderà per completare l'acquisizione. Che comunque potrebbe non completarsi, se l'Antitrust non darà il via libera. E in questo caso, Paramount dovrà pagare altri 7 miliardi di multa.
Il ministro della Difesa pakistano ha dichiarato guerra all’Afghanistan con un post su X Per il diritto internazionale, ovviamente, non si può dichiarare guerra a un Paese via social, ma a Khawaja Mohammad Asif sembra non importare.
Non si è capito se è stato Morgan a non voler duettare con Chiello o Chiello a non voler duettare con Morgan nella serata delle cover di Sanremo Morgan ha detto che è stato lui a decidere di non esibirsi con Chiello, Chiello ha detto che la scelta di fare da solo è tutta sua.
I prezzi dei club di Berlino sono aumentati così tanto che è stato necessario inventarsi il termine technoinflazione Tutto è partito dal Berghain, ovviamente, che negli ultimi tre anni ha aumentato il costo del biglietto del 20 per cento. E tutti gli altri hanno seguito.

La scoperta di un fiume leggendario in Amazzonia

18 Febbraio 2016

Parte delle storie della tradizione della foresta amazzonica, la leggenda del fiume bollente è un racconto mitico tramandato per generazioni dai peruviani. Andrés Ruzo, geologo, l’ha sentita per la prima volta a 12 anni, quando viveva ancora in Perù e passava molto tempo con suo nonno. L’anziano aveva narrato che dopo che i conquistadores spagnoli detronizzarono l’ultimo imperatore Inca, si inoltrarono nella foresta pluviale in cerca di tesori e ricchezze. I pochi che tornarono, diceva la storia, parlarono di serpenti capaci di mangiare un uomo, malattie, infezioni, e di un fiume così caldo che la sua acqua letteralmente bolliva.

Anni dopo, Ruzo è diventato un ricercatore alla Souther Methodist University con una mappa geotermale dell’Amazzonia in preparazione come tesi di dottorato, quando si è ricordato delle parole del nonno. Appena ha provato a indagare maggiormente sul fiume della leggenda, tuttavia, lo studioso non ha ricevuto molti appoggi: i colleghi gli hanno detto che non c’era ragione di prendere per vero quel dettaglio (nella foresta non esistono attività vulcaniche tali da giustificare un fenomeno simile, d’altronde), e un professore, spazientito, una volta è arrivato a dirgli di non fare «domande stupide» se voleva davvero terminare il suo lavoro.

boi

Eppure il fiume esisteva, eccome, e alla fine Ruzo l’ha trovato grazie a una zia a cui era capitato di vederlo anni prima. Si trattava di Mayantuyacu, un centro termale noto da tempo al popolo indigeno Asháninka e nascosto nei recessi della foresta pluviale peruviana. La temperatura dell’acqua che scorre in questo luogo, un bacino profondo sei metri e largo fino a 25, è abbastanza alta da uccidere gli animali che vi cadono dentro, e per un breve tratto diventa così intensa da concretizzarsi nel bollore tramandato dal mito. Era il 2011 quando Ruzo è arrivato per la prima volta sulle sponde del fiume, e in quel momento da settant’anni nessuna pubblicazione scientifica aveva documentato questa peculiare meraviglia naturale.

Andrés Ruzo ha pubblicato un libro che parla della vicenda, The Boiling River: Adventure and Discovery in the Amazon, e ricevuto una somma da National Geographic per scovare le zone a rischio ambientale più elevato dell’Amazzonia. La stessa Mayantuyacu, d’altronde, è messa in serio pericolo da un disboscamento illegale incessante.

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