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00:01 sabato 24 gennaio 2026
Il trasferimento del Leoncavallo in via San Dionigi è saltato e adesso non si sa che ne sarà del centro sociale A cinque mesi dallo sgombero di via Watteau, l'ipotesi via San Dionigi è definitivamente tramontata e ora non si sa come procedere.
Oltre 800 artisti hanno lanciato un appello per chiedere che la repressione delle proteste in Iran sia trattata come un crimine contro l’umanità Tra i firmatari ci sono anche Shirin Neshat, Jafar Panahi Juliette Binoche, Marion Cotillard e Yorgos Lanthimos.
Arctic Monkeys, Pulp, Blur, Fontaines D.C., Depeche Mode, Cameron Winter, King Krule, Wet Leg, Anna Calvi: l’album Help 2 è il sogno realizzato degli amanti dell’indie E questi sono solo alcuni degli artisti e delle band riuniti dalla War Child Records per questo album di beneficenza che uscirà il 6 marzo.
Jeremy Strong è talmente fan di Karl Ove Knausgård che lo ha anche intervistato per Interview I due hanno parlato del nuovo romanzo di Knausgård ma soprattutto di quanto entrambi odino essere famosi.
A Davos gli Stati Uniti hanno presentato il piano per la costruzione di “New Gaza” ed è peggio delle peggiori aspettative Si è parlato molto di grattacieli e appartamenti di lusso affacciati sulla costa, molto poco, quasi per niente del futuro di istituzioni e popolo palestinese.
Cameron Winter dei Geese ha tenuto un concerto a sorpresa a un minuscolo evento di beneficenza per Gaza Si è esibito per 250 fortunati e ignari spettatori al Tv Eye di New York, presentandosi pure con un nome falso, Chet Chomsky.
La comunità scientifica è strabiliata da una mucca che ha imparato a usare una scopa per grattarsi La mucca si chiama Veronika, ha 13 anni, vive in Austria ed è il primo esemplare di bovino a dimostrare questa capacità con scientifica certezza.
Dopo quattro anni di silenzio, finalmente è uscita una nuova canzone degli Arctic Monkeys Fa parte dell'album benefico di War Child Records che uscirà a marzo e che, oltre a riunire band e artisti strepitosi, vanta la collaborazione di Jonathan Glazer.

La mappa delle no-fly zone di Usa e Ue

05 Novembre 2015

Tra tutte le notizie e le supposizioni sulla recente caduta dell’aereo russo nella regione del Sinai, si fa sempre più strada l’ipotesi che l’incidente sia stato causato da una bomba. Immediatamente dopo la caduta dell’aereo la penisola del Sinai è stata inserita nella lista delle no-fly zone, una scelta che secondo Ian Petchenik di flightradar24 «non avrà un effetto drammatico sul volume di viaggi, ma causerà un allungamento dei tempi di percorrenza perché tante compagnie devieranno il loro percorso».

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Il Washington Post ha realizzato una mappa che mostra tutte le no-fly zone presenti nella lista della Federal Aviation Administration americana: l’Ucraina è l’ultima aggiunta, che segue quelle di Siria, Iraq (ad agosto del 2014), Yemen e Somalia, senza dimenticare la Corea del Nord. Le destinazioni sono condivise anche dalla European Aviation Safety Agency, l’ente europeo che regola le tratte aeree, che è però meno centralizzato e lascia l’onere di vietare il volo su alcune zone ai governi locali. Come mostrato dalle cartine, sono davvero poche le zone dell’Africa e del Medio Oriente esenti dalle restrizioni.

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Nonostante alcune compagnie, tra cui Air France, Emirates, Etihad e Klm circumnavighino da tempo l’area, la penisola del Sinai era considerata a rischio «a causa di attività di insorgenza» ed era nella lista dei paesi da sorvolare a più di 26 mila piedi (circa 8 chilometri). Una precauzione che però non ha aiutato: il Metrojet Flight 9268 è scomparso dai radar mentre voleva a un’altezza di oltre 9 chilometri.

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