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03:47 venerdì 25 settembre 2026
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El Niño ha causato delle piogge così intense da far sbocciare migliaia e migliaia di fiori nel deserto di Atacama, uno dei luoghi più aridi del mondo È un fenomeno chiamato "deserto fiorito": 15 ettari di deserto improvvisamente coperti di fiori bianchi, viola e gialli.
Dopo aver riportato al cinema le streghe, i lupi mannari e i vampiri, Robert Eggers farà la stesa cosa con Romeo e Giulietta E siccome gli piacciono gli adattamenti infedeli, il film non si intitolerà Romeo e Giulietta e potrebbe non essere ambientato a Verona.
In Israele sta iniziando a mancare l’acqua potabile perché Israele ha distrutto gli impianti di depurazione a Gaza Dal 7 ottobre 2023 i bombardamenti hanno distrutto il 90 per cento delle infrastrutture idriche e fognarie di Gaza. E adesso questo è diventato un problema anche per Israele.
Non si sa niente del nuovo film di Gregg Araki, ma il fatto che si intitoli Il declino della fottuta civiltà occidentale ci fa sperare benissimo Il regista di Mysterious Skin starebbe dirigendo una commedia dark con Ashton Kutcher, Alison Brie e Jesse Williams.
I Meta Glasses sono talmente odiati che qualcuno si è inventato un’app che si chiama Zuckoff che ti avverte se ce n’è un paio nella vicinanze Si chiama Zuckoff, intercetta le frequenze bluetooth con cui gli smart glasses si collegano al telefono e avvisa chi l'ha installata.
Trump non fa altro che parlare male dell’ONU, ma intanto è solo grazie all’ONU se Usa e Iran si sono finalmente incontrati dopo settimane di bombe, insulti e minacce Ovviamente all'incontro hanno partecipato funzionari americani e iraniani, non lui. Lui ha fatto un discorso in cui insultava e minacciava l'Iran.

All’improvviso Rick Rubin ha annunciato che questo fine settimana torna in Toscana per la seconda edizione del suo Festival of the Sun

Anche questa volta l'annuncio è arrivato all'ultimo momento: festival gratuito, basta prenotarsi e presentarsi domenica 21 a Colle Val d’Elsa, vicino Siena.

19 Giugno 2026

Il Festival of the Sun di Rick Rubin sta per tornare in Toscana, domenica 21 giugno. Dopo il debutto dell’anno scorso a Casole, questa seconda edizione si sposta a Colle Val d’Elsa, vicino Siena. Questo è a tutti gli effetti un secret festival, gratuito e su prenotazione, che per volontà del suo fondatore si muove con i ritmi della natura e proprio per questo si tiene nel giorno del solstizio d’estate. Rubin infatti ha un rapporto mistico con la luce del sole, e nel suo libro L’atto creativo lo spiega chiaramente: «Quando c’è una giornata luminosa, mi sento pieno di energia. Quando è cupo, mi sento cupo anch’io».

La cosa inedita e inaspettata è la filosofia del festival, in egual misura zen e caos: non esiste un programma annunciato nei mesi precedenti l’inizio dell’evento, gli ospiti si scoprono all’ultimo minuto sui social o sul sito ufficiale. Persino i pass e il merchandise dell’evento sono diversi da quelli a cui quasi tutti gli altri festival del mondo ci hanno abituato: niente loghi di sponsor, l’unico simbolo è la carta dei Tarocchi che raffigura il Sole, simbolo di vita e di creazione. Per chi avesse già programmato il fine settimana a Colle Val d’Elsa, sappiate che sono previsti alcuni “spettacoli segreti” già da sabato 20 giugno.

Ma com’è che uno dei produttori più importanti della storia della musica ha deciso di fare i festival nei paesini toscani? Il “colpevole” è Jovanotti. Nel 2017, mentre registravano Oh, vita!, (di cui Rubin è il produttore) si sono stabiliti in una villa vicino a Firenze e Rubin, abituato a Malibu, si è innamorato delle colline toscane, di quel silenzio e dell’idea stessa di “antico” che in America, dice lui, non esiste. Nel 2019 ha comprato una vecchia ed enorme tenuta a Cotorniano: l’ha restaurata senza stravolgerla, ci ha costruito dentro uno studio di registrazione e ha messo pure un pianoforte in una chiesetta sconsacrata connessa alla struttura.

Chi c’era alla prima edizione conosce bene l’imprevedibilità del Festival of the Sun. L’anno scorso è successo di tutto: c’è stato James Blake a suonare il piano in una chiesa del 1100 avvolta da una luce rossa spettrale; i Gossip ad accendere la piazza principale; gli Arcade Fire a cantare a cappella davanti all’altare della chiesa del paese, prima di fermarsi a recitare una poesia di Lawrence Ferlinghetti che parla di guerra e pace. Subito dopo hanno intonato un canto del X secolo, perfetto per l’atmosfera del luogo: «We don’t have to talk about the news, this is an old song», avevano spiegato. Da lì, il concerto si è trasformato in una specie di rito: la band ha percorso la navata al contrario ed è uscita sul palco all’aperto, trascinando l’intero paese in un’esibizione finale sulle note di The Suburbs, cantata interamente a cappella.

C’era pure Riccardo Scamarcio che, preso dall’entusiasmo della festa, è salito a suonare le percussioni con loro. L’atmosfera era talmente surreale che tra il pubblico e i talk capitava di incrociare Ghali, Levante e Jack Dorsey, il fondatore di Twitter. Dorsey si è presentato nella sala congressi con una maglietta dedicata a Satoshi Nakamoto, il misterioso inventore del Bitcoin, per tenere un talk sulla libertà digitale e sul futuro della tecnologia, finendo poi a chiacchierare sul palco insieme a Jovanotti e ai musicisti degli Arcade Fire. Oltre alla musica c’era anche il cinema d’autore, l’anno scorso fu proiettato, in collaborazione con Mubi, come quella del documentario di Nick Cave, This Much I Know to Be True. In appena 48 ore scopriremo se la seconda edizione del Festival sarà all’altezza delle prima. O se riuscirà addirittura a superarla.

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