«Trump è l'unico capo di Stato al mondo solidale con Israele. Non attaccherei l'unico alleato che mi è rimasto», ha detto in conferenza stampa il Vicepresidente USA.
Meloni e Trump s’erano tanto amati ma adesso si stanno tanto insultando
Lui ha detto di essersi fatto una foto con lei «perché mi ha fatto pena». Lei ha detto che lui «si è inventato tutto». Fino a ieri andavano d'amore e d'accordo.
Al termine del G7 di Evian, Donald Trump ha chiamato in diretta il programma L’aria che tira su La7. Il giornalista Daniele Compatangelo, corrispondente dalla Casa Bianca, gli ha fatto una domanda sull’Ucraina. Trump ha risposto con tre parole «non sono coinvolto» e ha immediatamente cambiato argomento: «Come sta il suo Primo ministro?». E poi così, all’improvviso, de botto, senza senzo: Giorgia Meloni è «probabilmente contenta che io le abbia parlato, non ero obbligato a parlarle. Mi ha implorato di fare una foto con lei, la voleva così tanto. Avrei anche potuto non farla, ma alla fine mi ha fatto pena».
Lo ha detto in una telefonata con un giornalista italiano, in diretta, di sua iniziativa, in diretta su una televisione italiana. Non è uno sfogo privato finito per sbaglio o per malizia ai media, non è una fonte anonima, non è un detrattore del Presidente che spettegola. È Trump che descrive il comportamento della Presidente del Consiglio italiano a una televisione italiana, in termini che in qualsiasi altro contesto diplomatico sarebbero considerati un incidente, un’offesa vera e propria. Ha poi aggiunto che gli europei hanno sbagliato tutto su energia e immigrazione, che le pale eoliche sono un fallimento, e che «probabilmente non riusciranno a risolverli», questi problemi. Poi ha detto che doveva andare.
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La risposta di Meloni è arrivata quasi subito, con un video pubblicato sui suoi canali social. «Certe cose meritano una risposta immediata: le dichiarazioni di Donald Trump sono dichiarazioni totalmente inventate. Sono francamente allibita». È il tono più duro che Meloni abbia usato pubblicamente nei confronti di Trump da quando è diventata Presidente del Consiglio. Poi ha aggiunto: «Non so perché il Presidente degli Stati Uniti si comporti così con i propri alleati. Non è del resto la prima volta che accade». La chiusura è quella che circolerà di più: «Posso solo dire che dispiace che non abbia la stessa determinazione con i nemici dell’Occidente, con leadership con le quali invece si dimostra molto più accondiscendente. Una cosa se la deve ricordare: io e l’Italia non imploriamo mai». In solidarietà alla Premier si sono subito espressi il Presidente della Repubblixa Sergio Mattarella e il Ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha annullato un imminente viaggio diplomatico negli Stati Uniti.
Meloni ha costruito parte della propria credibilità internazionale sul fatto di essere – a dire suoi e dei suoi alleati di governo – l’interlocutrice europea più vicina a Trump, forse l’unica capace di parlargli, di influenzarlo, di essere presente nei momenti in cui tutti gli altri venivano ignorati. Trump ha smontato questa narrazione, descrivendo la Presidente del Consiglio come una donna che lo implora per una foto, una fan. Che sia vero o no è quasi irrilevante, l’immagine è stata proiettata e Meloni ha dovuto scegliere se incassare il colpo in silenzio o rispondere pubblicamente. Ha risposto e con parole che non lasciano spazio a interpretazioni.
Il problema è che la risposta, per quanto netta, non risolve la questione di fondo: se il canale privilegiato con Washington produce questo, qual è il valore di quel canale? La frase su chi si dimostra «molto più accondiscendente» con i nemici dell’Occidente è un argomento reale e potenzialmente efficace, ma viene da una leader che fino a ieri aveva deciso anche lei di essere «molto più accondiscendente» con un Presidente che in molti, e da tempo, considerano un nemico non solo dell’Occidente ma del mondo intero. .