Hype ↓
05:57 mercoledì 1 aprile 2026
Per la prima volta dopo quasi 40 anni, “Guernica” di Picasso potrebbe lasciare Madrid L'ultimo "spostamento" dell'opera risale al 1992. Adesso potrebbe succedere di nuovo, per ragioni che hanno anche a che vedere con la tenuta del governo Sánchez.
Delle spillette a forma di cappio sono diventate l’accessorio preferito dai politici israeliani a favore della legge sulla pena di morte ai terroristi palestinesi A sfoggiare questa spilla con il maggiore entusiasmo è stato ovviamente il Ministro della Sicurezza Nazionale, Itamar Ben-Gvir.
Dopo i casi di Bergamo e Perugia, anche in Italia si sta iniziando a parlare di Nihilistic Violent Extremism Inventata negli Usa, la definizione identifica crimini commessi da giovani e giovanissimi in cui la violenza non è un mezzo per raggiungere nulla ma il fine stesso dell'azione.
In occasione del 50esimo anniversario, Allegro non troppo, il capolavoro di Bruno Bozzetto, uscirà finalmente in versione restaurata Ma c'è un ma: al momento, questa versione restaurata verrà distribuita, paradossalmente, solo negli Usa e non in Italia.
Un gruppo che si chiama EveryonehatesElon si sta organizzando per rovinare il Met Gala a Jeff Bezos Si tratta dello stesso collettivo che protestò contro l'occupazione veneziana durante il matrimonio del patron di Amazon, e che oggi sta raccogliendo donazioni per organizzarsi in vista dell'evento.
È vero che il Ministro della Difesa Crosetto ha negato agli Usa il permesso di usare la base di Sigonella, ma è vero anche che gli Usa il permesso nemmeno lo avevano chiesto Quando il Comando Usa il permesso lo ha finalmente chiesto era troppo tardi e Crosetto non ha potuto fare altro che negarlo.
La produttrice di La voce di Hind Rajab è riuscita a far fuggire la famiglia di Hind Rajab dalla Striscia di Gaza La madre della bambina, Wissam, e altri otto membri della famiglia sono così riusciti ad arrivare in Grecia e ottenere lo status di rifugiati.
La nuova opera di John Carpenter è un graphic novel horror basato su un incubo che ha fatto Si intitola Cathedral e Carpenter ne comporrà anche la colonna sonora, da ascoltare durante la lettura del fumetto.

Klarna sta andando malissimo perché nessuno finisce di pagare le rate

Cento milioni di dollari di perdite nel primo trimestre del 2025, tutto per colpa di utenti che rateizzano e poi scappano.

27 Maggio 2025

Nel primo trimestre del 2025 le perdite di Klarna sono raddoppiate rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Come riporta il Financial Times, la spiegazione di questo pessimo dato è una soltanto e abbastanza semplice: le persone prima rateizzano i pagamenti tramite la app e poi non pagano le rate promesse. Conseguenze per Klarna: 99 milioni di dollari di perdite tra gennaio e marzo di quest’anno, crediti nei confronti degli utenti che non saranno mai riscossi che aumentano del 17 per cento da anno in anno, fino a toccare quota 136 milioni di dollari.

I principali responsabili di questa spirale discendente sono gli utenti americani. Negli ultimi anni, tramite collaborazioni con (tra gli altri) DoorDash, Walmart e eBay, Klarna ha investito moltissimo negli Stati Uniti d’America, una mossa dal pessimo tempismo, visto quello che sta succedendo da quando Trump è diventato per la seconda volta Presidente (inflazione che rimane alta, dazi che vengono messi, tolti, rimessi e ritolti, una generale incertezza economica). La notizia dei quasi cento milioni di dollari di perdite nei primi tre mesi del 2025 arriva una settimana dopo la decisione di Klarna di posticipare la quotazione, prevista da tempo, alla Borsa di New York. «Stiamo monitorando attentamente la situazione macroeconomica del Paese», ha fatto sapere l’azienda tramite un comunicato stampa.

Secondo gli analisti, il modello di business di Klara (concedere prestiti relativamente piccoli a commercianti e consumatori, riscuotere una “penale” in caso di mancato pagamento della rata entro i tempi previsti) permette all’azienda di adattarsi facilmente anche alle più incerte condizioni di mercato. Sicuramente è vero, ma è vero anche che Klarna ha dei problemi che ormai sembrano cronici: i costi per il finanziamento delle attività dell’azienda sono aumentati del 15 per cento (a 130 milioni) nell’ultimo anno. La soluzione che l’azienda ha trovato a questo problema è quella che spesso le aziende trovano di questi tempi: licenziare il 39 per cento dei lavoratori, soprattutto quelli dell’assistenza clienti, negli ultimi due anni e sostituirli con dei chatbot.

Articoli Suggeriti
Sui profili social della Casa Bianca sono apparsi degli inquietanti post di cui nessuno sta capendo né il senso né lo scopo

Foto sgranatissime, video incomprensibili, una musica che se ascoltata al contrario riproduce il messaggio «exciting announcement tomorrow».

Nemmeno un accordo da un miliardo di dollari con Disney è bastato a evitare la chiusura di Sora da parte di OpenAI

La chiusura dell'app di generazione di video tramite AI è una notizia improvvisa ma non così imprevista: i problemi legali erano molti e grossi, tutti relativi al diritto d'autore.

Leggi anche ↓
Sui profili social della Casa Bianca sono apparsi degli inquietanti post di cui nessuno sta capendo né il senso né lo scopo

Foto sgranatissime, video incomprensibili, una musica che se ascoltata al contrario riproduce il messaggio «exciting announcement tomorrow».

Nemmeno un accordo da un miliardo di dollari con Disney è bastato a evitare la chiusura di Sora da parte di OpenAI

La chiusura dell'app di generazione di video tramite AI è una notizia improvvisa ma non così imprevista: i problemi legali erano molti e grossi, tutti relativi al diritto d'autore.

Su internet sempre più maschi si rivolgono ai face rater, cioè tizi pagati per recensire le facce degli altri e decidere se sono belli o brutti

Ci sono interi subreddit dedicati e server Discord appositi: basta pubblicare una foto della propria faccia e chiedere che venga recensita.

Zuckerberg sta addestrando una AI a fare il Ceo di Meta perché secondo lui tutti i dipendenti Meta dovrebbe avere un assistente AI che sappia fare il lavoro al posto loro

In molti hanno sottolineato una differenza sostanziale tra Zuckerberg e i dipendenti di Meta, però: lui non può essere licenziato e rimpiazzato dall'AI.

Tajani al seggio che vota Sì è diventato l’involontario e perfetto meme che celebra la vittoria del No

La foto del Ministro degli Esteri che esercita il diritto di voto è diventata, suo malgrado, il simbolo di tutto ciò che è andato storto nella campagna per il Sì, tra citazioni sbagliate e foto imbarazzate.

La foto che tutti i giornali stanno pubblicando negli articoli sulla vera identità di Banksy non ritrae Banksy ma un tizio qualunque fotografato mentre lavorava vicino a un’opera di Banksy

L'uomo si chiama George Georgiou, ha 69 anni e di mestiere fa l'operaio. Ha definito quello che gli è successo «assurdo».