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Una ricerca internazionale ha dimostrato che c’è un sensibile aumento dei tumori in età giovanile In questo aumento c'entrano obesità, alimentazione scorretta, poca attività fisica, alcol, fumo e inquinamento, ma anche l'aumento di prevenzione ed esami specialistici.
C’è una base della RAF in Inghilterra che potrebbe come non potrebbe essere sotto attacco dell’Iran Dalla scorsa settimana stanno succedendo strani fatti attorno alla base di Fairford. Adesso, ad aggiungere stranezza a stranezza, c'è anche un'insolita decisione degli Usa.
A vent’anni dall’uscita ci sarà una nuova edizione di King Kong Theory, il manifesto del femminismo brutto, sporco e cattivo di Virginie Despentes Lo riporta in Italia Fandango, esattamente venti anni dopo la scandalosissima uscita in Francia.
Persino i petrolieri ammettono apertamente che con le scorte di petrolio siamo messi malissimo Lo ha detto Amin Nasser, Ceo di Aramco. Che ha definito le attuali scorte «spaventosamente scarse».
Una ricerca ha dimostrato che più alberi vengono abbattuti e meno colorate diventano le ali delle farfalle Lo studio ha analizzato un pezzo della foresta Amazzonica, provando che quando gli alberi vengono tagliati spariscono per prime le farfalle più colorate e restano quelle marroni.
A Utrecht stanno costruendo un nuovo quartiere in cui non ci sarà spazio per le macchine ma solo per persone, alberi e bici Si chiama Merwede, sarà uno dei più grandi quartieri senza macchine d'Europa e la promessa è quella di offrire case a prezzi accessibili per tutti.
In una maniera molto da Zerocalcare, Zerocalcare ha più o meno annunciato che il suo prossimo libro sta per uscire e parlerà di cultura punk Potrebbe chiamarsi Se ne valeva la pena e potrebbe uscire nei primi mesi del 2027 ma solo «se io sto chiuso a casa come sto a fa' adesso».
Un festival del ginseng in Corea del Sud ha fatto uno spot strepitoso riprendendo il video di Storm di Gener8ion e Yung Lean Al posto della sigaretta fumata da Yung Lean, il vicesindaco di Yeongju tiene in bocca un pezzo di radice di ginseng.

È uscito il primo trailer del documentario su Joyce Carol Oates in lavorazione da 16 anni

31 Luglio 2023

La leggenda vuole, come riporta Dan Sheehan su Literary Hub,  che dei sedici anni che Stig Björkman ci ha messo per completare il suo documentario su Joyce Carol Oates A Body in the Service of Mind, nove il regista li abbia passati a proporre a Oates idee per il documentario che lei puntualmente rifiutava. Pare che i due, amici di lungo corso, si siano trovati d’accordo solo su una cosa: la perfetta voce narrante del film sarebbe stata l’attrice Laura Dern. È stato più facile convincere Dern a narrare la vita di Oates che convincere Oates a permettere che qualcun altro raccontasse la sua vita. Sedici anni di rifiuti, di correzioni, di ripensamenti, fino al 2021, anno in cui Björkman è finalmente riuscito a presentare il suo film, portandolo in anteprima mondiale al Telluride Film Festival.

Siccome i tempi di produzione non erano stati già abbastanza lunghi, ci sono voluti altri due anni per trovare un distributore e vedere finalmente il primo trailer del film, uscito in questi giorni. La promessa di Björkman è di raccontare «gli eventi che hanno influenzato Oates e la sua scrittura: dalle proteste di Detroit negli anni Sessanta all’Incidente di Chappaquiddick, passando per la vita di Marilyn Monroe». A distribuire il film sarà Greenwich Entertainment, i cui piano prevedono l’arrivo nelle sale e sulle piattaforme streaming nello stesso giorno, l’8 settembre. Il co-presidente di Greenwich Entertainment Edward Arentz ha spiegato che anche il documentario riserverà sorprese anche per i conoscitori e gli amanti dell’opera di Oates, soprattutto nella parte dedicata alla gioventù della scrittrice. «Oates è patrimonio nazionale americano, un cliché che di sicuro a lei farebbe orrore ma che resta, nel suo caso, la più precisa delle descrizioni».

In attesa di vedere il documentario anche in Italia –una data di distribuzione per il nostro Paese ancora non è stata annunciata – il consiglio è di rileggere Joyce Carol Oates. O guardare Blonde, adattamento del romanzo omonimo. O studiare approfonditamente il suo profilo Twitter, una delle poche meraviglie rimaste sul social ora noto come X.

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