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Nel mondo ci sono così pochi ingegneri e ricercatori AI che le aziende di Big Tech li stanno pagando come le superstar dello sport Secondo le stime ce ne sono solo un centinaio in tutto il mondo. E in Silicon Valley sono disposti a spendere qualsiasi cifra per accaparrarseli.
Tra la rassegna Tuttomoretti al Nuovo Sacher e il ritorno in sala di Bianca e La messa è finita, questa si preannuncia come la Nanni Moretti Summer Lui odierebbe questa dicitura, ne siamo sicuri. Però siamo anche sicuri che suona proprio bene.
I fan di SOPHIE stanno costruendo un archivio libero e gratuito per preservare tutta la sua opera L'archivio si chiama Wholenew.world e vuole essere un racconto dei dieci anni di carriera di un'artista che ha cambiato la musica elettronica.
Il video di Itamar Ben-Gvir che tormenta e irride i membri della Global Sumud Flotilla ha unito tutto il mondo nel disgusto A condannarlo sono Francia, Canada, Olanda, Belgio, Spagna, Regno Unito e molti altri, persino gli Stati Uniti e l'Italia.
Succession è finita da un pezzo ma la saga dei Murdoch invece continua: adesso James ha comprato Vox e New York Magazine per farne l’anti Fox News e sfidare Rupert Il valore dell'operazione sarebbe attorno ai 300 milioni di dollari, con Murdoch Jr. che ha detto di voler puntare tutto sul giornalismo di qualità.
Il furto del Louvre, “il furto del secolo”, diventerà un film diretto da Romain Gavras Sarà l'adattamento di un libro-inchiesta che uscirà in Francia il 27 gennaio e che promette di rivelare i contenuti di documenti segretissimi.
L’epidemia di Ebola in Repubblica Democratica del Congo è dovuta anche al fatto che i primi contagiati risultavano negativi perché sono stati testati per la variante di Ebola sbagliata I sanitari hanno sottoposto tutti al test per rilevare la variante Zaire. Si è poi scoperto che le infezioni erano dovute a quella Bundibugyo.
Sally Rooney pubblicherà Intermezzo in Israele con un editore filopalestinese che si oppone all’occupazione e all’apartheid Negli ultimi 5 anni la scrittrice aveva rifiutato di essere tradotta e pubblicata in Israele, una scelta fatta per sostenere il movimento BDS (Boycott, Divestment, Sanctions).

La sconfitta di Jeremy Corbyn

Alcuni articoli per ripercorrere la parabola del leader laburista dopo la storica sconfitta del 12 dicembre.

di Studio
14 Dicembre 2019

La peggiore sconfitta dal 1935 a oggi. Le elezioni del 12 dicembre scrivono una pagina da dimenticare nella storia del Partito laburista, che dopo i segnali di ripresa nel voto del 2017 – a un anno da Brexit – registra una sconfitta storica e perde anche nelle città che costituivano il cosiddetto “red wall”, che in alcuni casi votavano Labour da generazioni. A essere messo sotto accusa oggi è Jeremy Corbyn, la cui leadership nel partito è sempre stata in realtà piuttosto travagliata. Troppo radicale, troppo borghese, troppo lontano dalla nuova working class, portatore di un’idea di sinistra novecentesca e ormai defunta – testimoniata dal suo programma lungo e pieno di promesse che non hanno colto l’interesse degli elettori, come ha scritto il Guardian – troppo timido, poco televisivo, troppo social, poco affidabile. Gli attivisti più anziani non gli hanno perdonato l’appoggio al movimento repubblicano irlandese e la leggerezza nel distanziarsi da certe posizioni antisemite, mentre i più giovani sembravano essersi mobilitati per lui nel 2017. Dal rapper Stormzy alla popstar Dua Lipa, infatti, sono stati tanti gli artisti che hanno appoggiato Corbyn nel tentativo di incentivare il voto giovanile. Dopo David Cameron e Theresa May, Brexit miete così la sua terza vittima illustre: abbiamo scelto degli articoli che ne raccontano la singolare parabola.

“The Jeremy Corbyn story”Bbc
Per chi non sapesse nulla di lui, la Bbc compila una lunga biografia per capitoli. Veterano del partito da sempre legato alle battaglie sociali, Corbyn non è mai stato un carrierista e la sua ascesa al potere è stata lunga e piuttosto inaspettata. Classe 1967, è in Parlamento dal 1983 come rappresentante del collegio di Islinghton North (Londra). Vive con la sua terza moglie e ha tre figli avuti dal precedente matrimonio. Nel 2015 ha detto di se stesso: «Visto che non ho mai avuto un’educazione superiore di sorta, non ho soggezione di quelli che ce l’hanno né mi sono sentito mai superiore a chi non ce l’ha».

“The meaning of Corbynism”The New Statesman
Per molti la disfatta del Partito Laburista è stata causata prima di tutto dall’impopolarità del suo leader: questo pezzo uscito a marzo 2018 sul New Statesman è forse uno dei più chiari approfondimenti su Jeremy Corbyn e sulle persone che l’hanno influenzato, accompagnato e sostenuto nel suo percorso. Per capire chi è davvero Jeremy Corbyn, insomma, occorre comprendere cos’è il “corbinismo”, ovvero l’ideologia, le strategie e soprattutto gli alleati grazie ai quali Corbyn è riuscito a trasformare il Partito Laburista.

“Will Corbynism Survive Jeremy Corbyn’s Defeat?”The Atlantic
Agli analisti, la terribile sconfitta del Labour ha riportato alla mente quella del 1983, quando il segretario Michael Foot, anche lui molto a sinistra, perse malamente contro Margaret Tatcher a causa di un manifesto ribattezzato «il biglietto suicida più lungo della storia». Quello di Corbyn era tre volte più lungo e ha ottenuto un risultato addirittura peggiore. Ora il dibattito è aperto nel partito: che fine farà la sua corrente ormai decapitata del suo leader? 

“Jeremy Corbyn is showing how left populism fails”Vox
Nel 2017 Zack Beauchamp scriveva su Vox che Jeremy Corbyn è la dimostrazione vivente di come far fallire un partito di sinistra e del perché il populismo di sinistra non può funzionare. Dalla confusione delle sue dichiarazioni (una strategia ispirata da quella di Donald Trump, disse chiaramente il suo team) al famoso discorso di Peterborough, in cui Corbyn rinnegava molte delle sue precedenti proposte in materia di immigrazione, Beauchamp spiega come il leader ha accompagnato il suo partito verso il collasso.

“Amis on Corbyn: Undereducated, humourless, third rate”The Times of London
Un ritratto al vetriolo di Jeremy Corbyn, questo scritto da Martin Amis per il Sunday Times nel 2015 e che poi è stato incluso nella raccolta di scritti giornalistici e saggi L’attrito del tempo (Einaudi 2019). Corbyn viene definitivo dal cattivissimo scrittore inglese non istruito, privo di senso dell’umorismo e, cosa ben più grave per un politico, incapace di capire il carattere inglese. Amis in definitiva riassume tutte le critiche di cui è stato oggetto Corbyn (parlando anche del suo antisemitismo e della sua morbidezza con l’islamismo), ma la sua penna le rende ancora più credibili.

“Jeremy Corbyn calls for unity in Glastonbury speech”The Guardian
«Solo se siamo più uniti si può cambiare il mondo», aveva gridato nel 2017 il leader Labour dallo storico palco del Glastonbury Festival. Un palco difficile già per i musicisti che lo calcano, figuriamoci per i politici. Eppure, il pubblico lo aveva acclamato con tanto di coro da stadio diventato virale. Lui per concludere aveva recitato una poesia di Percy Bhysse Shelley, il suo poeta preferito, e per un momento sembrava che il Regno Unito gli volesse davvero bene.

“Inside Momentum, Labour’s Secret Weapon”Vice Uk
Fondato nel 2015, Momentum è un movimento organizzato per portare Corbyn al governo, che si proponeva di funzionare da ponte tra la politica locale e il partito. Benché non sia riuscito nel suo intento, quella che adesso è a tutti gli effetti una società registrata ha avuto un ruolo centrale nelle elezioni del 2017. Come scriveva Vice Uk: «Ha avuto un approccio molto audace, grazie a un mix di valori socialisti e di tecnologia con cui è stato in grado di raggiungere numerosi giovani».

“Inside the #Grime4Corbyn relaunch: ‘The other parties don’t really care about us’”Gq Uk
Dalle elezioni del 2017, il movimento Grime4Corbyn ha lavorato quotidianamente per coinvolgere i giovani nella campagna per promuovere il Partito Laburista. Ciaran Thapar di Gq ha raccontato l’evento organizzato a dicembre in occasione delle elezioni (quattro ore di musica grime) e ha riportato le speranze e gli obiettivi dei suoi partecipanti e organizzatori. Nelle parole di uno degli attivisti: «Per me non si tratta solo del fatto che Jeremy Corbyn sia il nostro leader, ma anche del fatto che i club giovanili, i progetti comunitari, le istituzioni culturali e tutte le infrastrutture di cui abbiamo bisogno per apportare il cambiamento sono stati decimati dall’attuale governo».

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