In questo fine settimana il Pontefice e la popstar più famosa del mondo saranno entrambi a Madrid. E le rispettive "diplomazie" stanno facendo di tutto per favorire un incontro.
Jeff Bezos continua a investire miliardi nella moda nella speranza che prima o poi qualcuno lo trovi simpatico
I soldi non fanno la felicità, soprattutto quella degli altri. E quindi non basta essere l’uomo più ricco del pianeta per comprare l’affetto della gente, ma Jeff Bezos sembra intenzionato a provarci fino all’ultimo centesimo, usando una delle industrie più inquinanti al mondo, ovvero la moda. Insieme alla moglie Lauren Sánchez, il fondatore di Amazon continua a firmare assegni a sei e sette zeri nella costante e un po’ disperata speranza che prima o poi il mondo, in particolare i circoli culturali e della moda, decidano di trovarlo simpatico (e rilevante).
Attraverso il Bezos Earth Fund ha stanziato ben 34 milioni di dollari per finanziare la ricerca sui tessuti del futuro: fibre biodegradabili coltivate da batteri nutriti con scarti agricoli, tessuti ecologici ispirati alla seta di ragno e cotone geneticamente modificato che cresce direttamente già colorato. E non solo. Pochi giorni fa inoltre ha annunciato una partnership da 6,25 milioni di dollari firmata con la Council of Fashion Designers of America Foundation, – l’associazione no profit che rappresenta l’élite dei creativi americani e organizza la New York Fashion Week – con Bezos Earth Fund Next Thread Initiative: 3 milioni di dollari destinati a premi per stilisti indipendenti che utilizzano materiali sostenibili, 1,5 milioni in borse di studio per giovani designer e una serie di eventi mediatici per mostrare al mondo quanto sia profondo l’impegno green della coppia.
Già qualche mese prima, la coppia era finita al centro di fortissime critiche per aver fatto coincidere l’annuncio dei fondi ecologici con la sponsorizzazione del Met Gala. Versando una cifra stimata intorno ai 10 milioni di dollari per figurare come sponsor principale e co-presidenti onorari della serata al Metropolitan Museum di New York, Bezos e Sánchez si erano assicurati un posto in primissima fila accanto ad Anna Wintour.
L’effetto sperato era quello di trasformare Bezos nel salvatore “cool” del pianeta e dell’arte tessile e ottenere il beneplacito definitivo del circolo culturale e della moda, senza però riuscirci. Infatti mentre Sánchez difendeva sui social e in conferenza stampa l’importanza di vestirsi con le foglie di ananas e la seta sintetica, fuori dal museo e per le strade di New York esplodevano le proteste degli attivisti e dei lavoratori per denunciare lo sfruttamento della forza lavoro nei magazzini Amazon, accusando Bezos di voler in realtà solo ripulire la propria reputazione. Come biasimarli, d’altronde il paradosso filantropico di Bezos è noto a tutti. Amazon rimane infatti uno dei più grandi distributori mondiali di fast fashion ed e-commerce ad alto impatto chimico e logistico, ma il suo fondatore spera che basti finanziare un laboratorio di batteri o pagare il conto del Met Gala per essere accolto a braccia aperte. E invece no.