La seconda volta di Rivista Studio alla Mostra del Cinema di Venezia

Anche quest'anno ci saremo e stavolta per due giorni, l'8 e il 9 settembre. Parleremo di provincia, di avventura, di viaggi, di adolescenza e di tutto ciò che vogliamo vedere nel cinema dei prossimi anni.

di Studio
04 Settembre 2026

Lo scorso anno Rivista Studio è stata per la prima volta alla Mostra del Cinema di Venezia. Il discorso che allora avevamo appena iniziato, con un numero dedicato al Nuovo Cinema Italiano, a tutto ciò che di interessante e diverso ed entusiasmante stava succedendo nel nostro cinema, lo abbiamo portato avanti per un anno intero: da un’edizione all’altra della Mostra, di fatto. È per questo che abbiamo deciso di tornare a Venezia anche quest’anno, per una ideale “chiusura” di questo nostro viaggio al centro del cinema italiano. Saremo di nuovo alla Mostra, quest’anno per due giorni, l’8 e il 9 di settembre, e due talk, entrambi realizzati in collaborazione con Giffoni Hub, a Villa Zavagli – Lungomare Guglielmo Marconi, 56 (Lido di Venezia).

Nel corso di questo anno ci siamo convinti di una cosa: che i film che ci piacciono davvero sono quelli che ci aiutano a capire il posto nel mondo al quale ci sentiamo o scegliamo o scopriamo di appartenere. L’abbiamo chiamato cinema dell’appartenenza, una definizione che usiamo ormai da un po’ per tutti quei film che raccontano storie di luoghi a cui tornare, di momenti a cui legarsi, di persone da accogliere. È di questo che abbiamo deciso di parlare nella nostra (breve, troppo breve, purtroppo) trasferta veneziana. Lo faremo dando spazio a pezzi di cinema che troppo spesso vengono trascurati, ingiustamente relegati in una categoria inferiore: il documentario e il cortometraggio.

Il documentario che abbiamo scelto, e che vedremo e di cui parleremo l’8 settembre a partire dalle 17.00 (per prenotarvi andate qui), si intitola Il tetto del mondo, lo ha diretto un regista nemmeno 30enne, Niccolò Donatini, ed è il racconto di uno di quei luoghi del mondo in cui «capitano cose straordinarie», come si legge nella sinossi del film. Co-prodotto da Avventure nel Mondo e Giffoni Hub, Il tetto del mondo mostra che esiste ancora una differenza tra il viaggiatore e il turista, che ci sono parti della mappa ancora da disegnare, e che l’esperienza umana avviene anche su un altopiano a 4500 metri, in un luogo che appartiene a persone che lo chiamano Bam i-Dunya, mentre per tutti coloro che da lì passano, attratti da un’idea che diventa avventura, è il Tetto del Mondo. Di questo documentario, e della notevole impresa produttiva che c’è dietro, parleremo con il regista Niccolò Donatini, il coordinatore del viaggio Pierfrancesco Barba e Camilla Filippone, Marketing & Communication Director di Avventure nel Mondo, e con Luigi Sales, Head of Original Productions Giffoni Hub.

Il 9 settembre, invece, alle 10.00 (potete prenotare il vostro posto qui), sarà la giornata che dedicheremo ai cortometraggi. Abbiamo deciso di portare l’attenzione della nostra community sul corto per due ragioni. La prima: è qui che oggi si scoprono i registi e le registe di cui parleremo domani, la generazione sposterà un po’ più in là il confine del cinema italiano. La seconda ragione: abbiamo scoperto tre corti inediti e bellissimi, tutti parte del programma di questa 83esima edizione della Mostra, che parlano di tutto ciò che ci ha appassionato in questo anno in cui ci siamo così tanto dedicati al cinema. Provincia, adolescenza, e l’unione dell’una e dell’altra nel romanzo di formazione all’italiana. I tre corti che vedremo, e che commenteremo assieme ai registi e alla regista che li hanno girati: Tommaso Acquarone, che presenta nella sezione Orizzonti il suo Angelo Azzurro; Sara Scalera, autrice di Puca; e Antonio Casagrande, regista di Animali Domestici.

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