L'hanno ribattezzata "casa miracolosa" e le hanno dato un pin tutto suo su Google Maps, dove ora è classificata come "a prova di alluvione".
Il governo inglese ha esortato la popolazione a iniziare a far scorte di cibo e acqua per prepararsi agli eventi climatici estremi causati dal Super El Niño
«Chi avrà delle scorte se la caverà molto meglio di chi non ne ha», ha detto la Ministra dell'Ambiente Angela Eagle.
La richiesta è di avere in casa cibo e acqua sufficienti a resistere qualche giorno senza elettricità, senza acqua corrente e in attesa che arrivino i soccorsi. Nei prossimi mesi arriverà anche una campagna del Gabinetto del Governo inglese che inviterà le famiglie a fare scorta di cibo in scatola e a spiegherà come prepararsi al meglio alle emergenze che verranno. La ragione di tutta questa preoccupazione e di tutte queste precauzioni è El Niño, l’evento climatico ciclico in cui una serie di complessi eventi nell’oceano Pacifico riscaldano la superficie dell’Oceano stesso e trasferiscono enormi quantità di calore nell’atmosfera, e che quest’anno i meteorologi si aspettano più forte che mai. «Stiamo per affrontare probabilmente il più potente El Niño mai visto, e questo porterà a estati più secche, inverni più piovosi e tempeste più forti nel nostro Paese» ha detto al Guardian la Ministra dell’Ambiente inglese Angela Eagle. «Chi avrà delle scorte – ha aggiunto – se la caverà molto meglio di chi non ne ha».
Lunedì (31 agosto) la temperatura dell’oceano, nella porzione centrale di El Niño, era di 2,6 gradi sopra la media registrata negli ultimi trent’anni. Questo sarebbe un dato già abbastanza preoccupante di per se, ma lo è ancora di più se si considera che mancano ancora diversi mesi al cosiddetto picco, cioè quel momento in cui El Niño raggiunge la temperatura massima. Secondo le stime, fin qui confermate da 14 modelli predittivi diversi, il picco arriverà a novembre e a quel punto la temperatura sarà addirittura di 4 gradi superiore alla media. L’analista climatico Zeke Hausfather sostiene che i dati ricavati esaminando coralli, anelli degli alberi e i documenti storici indicano che in mille anni non si era mai arrivati a tanto. Questo calore si somma a un’atmosfera già riscaldata a causa delle emissioni prodotte dal consumo di combustibili fossili, combinazione che, secondo praticamente tutte le previsioni, farà fare del 2027 l’anno più caldo mai registrato.
I primi effetti e le prime avvisaglie di un disastro climatico globale si sono già verificate. Gli incendi in Indonesia si sono aggravati, le piogge monsoniche in India si sono indebolite, sono attesi più incendi in Australia e inondazioni più violente in Sudamerica, il permafrost in Nepal si sta sciogliendo (con le conseguenze che tutti abbiamo visto), mentre ad agosto il Programma Alimentare Mondiale ha stimato che questa situazione rischia di far precipitare 50 milioni di persone in tutto il mondo nella fame acuta. A tutto questo si somma la più estrema ondata di caldo mai registrata, che ha colpito l’Europa quest’estate causando almeno 35.000 morti in eccesso rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e alimentando incendi di enormi dimensioni. Il segretario generale dell’ONU, António Guterres, ha detto che «El Niño sta diventando gigantesco proprio davanti ai nostri occhi», mentre Celeste Saulo, che guida l’Organizzazione Meteorologica Mondiale, parla di un colpo potenzialmente devastante per tutte le comunità ed economie del mondo.