Il nuovo album dopo Romance è decisamente più cupo e trasforma l'idea di fuga in un luogo che prova ad alterare la mente e l’umore di chi lo ascolta.
Jay-Z, la persona che sceglie chi si esibisce al Super Bowl, potrebbe scegliere Jay-Z per il Super Bowl 2027
Dal 2019 la sua Roc Nation decide chi si esibisce nell'intervallo della finale del football americano. Dopo settimane di tentennamenti, secondo diverse fonti, la decisione è stata presa: il palco toccherà proprio a lui.
Dopo settimane di tentennamenti Jay-Z, l’uomo che decide chi canta nello spettacolo dell’intervallo del Super Bowl, ha finalmente scelto l’artista che salirà sul palco a Los Angeles a febbraio: se stesso. Lo dicono diverse fonti, secondo cui la scelta sembrava inevitabile da tempo ed era più interessante delle alternative prese in considerazione, Miley Cyrus e Justin Bieber. Del resto, è il passo naturale dopo l’accordo da cinque milioni di dollari l’anno firmato nel 2019 tra la NFL e la Roc Nation, la sua società, per curare e produrre lo spettacolo, e rinnovato nel 2024 per altri cinque anni. A volerlo era stato il commissario della lega, Roger Goodell, che con Jay-Z sperava di rendere di nuovo cool l’intervallo e di riconquistare i tifosi occasionali allontanati dalle polemiche degli anni di Colin Kaepernick, il quarterback che nel 2016 cominciò a inginocchiarsi durante l’inno per protestare contro le violenze della polizia sui neri e poi non trovò più una squadra. Né NFL né Roc Nation hanno risposto alle richieste di commento.
Rispetto a Bad Bunny, che lo scorso febbraio aveva avuto l’ardire di essere nato a Porto Rico, di cantare in spagnolo e di parlare di unità tra le Americhe, Jay-Z sembra una scelta molto meno divisiva. Il rapper e imprenditore miliardario, sposato con Beyoncé, ha un catalogo di successi che la generazione X e i millennial conoscono a memoria. Il suo vecchio legame con Barack Obama, che nel 2021 ha partecipato alla cerimonia per il suo ingresso nella Rock & Roll Hall of Fame, potrebbe non piacere al pubblico di Fox News, ma non è detto che sia un male. Ed è il momento giusto: quest’anno Jay-Z festeggia i trent’anni del suo primo album, Reasonable Doubt, e i venticinque di The Blueprint, con una serie di concerti che stanno battendo i record di presenze negli stadi del Nord America. A luglio ha incassato più di 42 milioni di dollari con tre date esaurite allo Yankee Stadium, il 30 maggio è stato l’artista principale del Roots Picnic di Philadelphia davanti a 80 mila persone e il mese scorso ha incassato 12 milioni con un concerto sold out a Parigi. Il colpo più grosso è stato però riunire i Fugees nelle sue due date esaurite al Tottenham Hotspur Stadium di Londra, proprio il genere di momento televisivo per cui esiste l’intervallo del Super Bowl, e con la sua rubrica, se non con sua moglie, gli ospiti a sorpresa dovrebbero non mancare.
Come scrive Puck, l’annuncio ufficiale potrebbe arrivare questo fine settimana, quando Jay-Z suonerà il primo di due concerti quasi esauriti al SoFi Stadium di Los Angeles, lo stesso stadio in cui a febbraio si giocherà il Super Bowl. Qualche rischio però c’è. A differenza di Bad Bunny e di Kendrick Lamar, che si è esibito nel 2025, Jay-Z non ha un vero successo dal 2013, quando “Drunk in Love”, la canzone di Beyoncé in cui canta anche lui, arrivò al secondo posto in classifica, e non pubblica un album dal 2017, quando uscì 4:44 (comunque due volte disco di platino). Ma dal vivo le classifiche contano poco, conta quello che un artista fa provare al pubblico, e per uno che vuole consolidare la propria eredità è una mossa intelligente.