Probabilmente è apparso anche nel vostro feed: è quello in cui Godard dice ai giornalisti «Noi vogliamo esprimere la solidarietà agli studenti e ai lavoratori, e voi venite a parlarmi di carrelli e primi piani!».
You Can See Everything, il documentario di Nathan Fielder su Elizabeth Holmes ha il più alto voto di sempre su Letterboxd
Nel primo weekend di programmazione il film sulla fondatrice di Theranos condannata per frode nel 2022 ha incassato circa 15 milioni di dollari e potrebbe entrare nella storia degli Oscar.
“Segreti, bugie e il cameo di una A-list star: come You Can See Everything si è rivelato il film dell’anno. Il documentario segretissimo di Nathan Fielder su Elizabeth Holmes è diventato un successo da tutto esaurito e potrebbe entrare nella storia degli Oscar” titola il Guardian. “Nathan Fielder ha fatto il film dell’anno”, afferma Vulture. “Famosa e provocatoria come sempre: perché la fondatrice di Theranos Elizabeth Holmes resta la truffatrice più affascinante d’America“, si legge sulla Bbc. Sono solo tre dei tanti esempi dell’entusiasmo con cui la critica e il pubblico hanno abbracciato il documentario di Nathan Fielder e Lance Oppenheim sugli ultimi giorni da donna libera di Elizabeth Holmes, la fondatrice di Theranos condannata per frode nel 2022.
Un veloce ripassino: Elizabeth Holmes fondò Theranos nel 2003 sostenendo di aver inventato un dispositivo capace di eseguire gli esami del sangue in modo semplice e veloce. Niente più spaventosi aghi in vena e provette di sangue, con il suo metodo bastavano poche gocce, prelevate con un pungidito, in una piccola provetta chiamata “nanotainer”. Da quella sola goccia, sosteneva Holmes, si potevano eseguire centinaia di esami diversi (“One tiny drop changes everything”, era lo slogan). I risultati arrivavano in tempi molto più brevi dei laboratori tradizionali, a costi molto inferiori. L’idea era portare gli esami del sangue fuori dagli ospedali (nelle farmacie ma anche nei supermercati) e metterli in mano ai consumatori, che avrebbero potuto controllarsi più spesso e scoprire per tempo le malattie. In realtà la tecnologia non funzionava: i test erano inaffidabili, e in gran parte venivano eseguiti con macchinari di altre aziende, mentre a investitori, partner e pazienti si raccontava il contrario. Con queste promesse, però, Holmes, raccolse centinaia di milioni di dollari da investitori e portò la società a una valutazione di circa 9 miliardi, finché le inchieste del Wall Street Journal del 2015 non svelarono la frode. Nel 2022 è stata quindi condannata per frode ai danni degli investitori e cospirazione, e nel 2023 ha iniziato a scontare 11 anni di carcere.
Nel 2022 è uscita una miniserie dedicata a questa storia, The Dropout (2022), con Amanda Seyfried nei panni di Holmes, ruolo per cui è stata premiata con un Emmy. Il comico, autore e regista Nathan Fielder inizia a girare il suo documentario più o meno un anno dopo, per la precisione trentaquattro giorni prima dell’incarcerazione di Holmes nel 2023. Insieme alla sua troupe, Fielder si piazza in pianta stabile nella casa a San Diego in cui la donna vive con il suo compagno Billy Evans e i loro due figli. Il progetto diventa qualcosa di molto più lungo e strano di un semplice ritratto, come si poteva già intuire dall’intenso e inquietantissimo trailer, immediatamente diventato virale. Il risultato è un documentario di tre ore, costruito su conversazioni molto intime tra Fielder e Holmes, girate in primissimi piani di entrambi. Dopo l’ingresso di Holmes in prigione, il film cambia struttura e ricorre a ricostruzioni, una tecnica che Fielder aveva già usato nella serie Hbo The Rehearsal. Alcune parti in cui Fielder comunica con Holmes fuori campo, anche mentre lei è in carcere in Texas, sono ricreate con l’aiuto di un’attrice famosissima, la cui identità diventa un punto della trama che Fielder ha chiesto al pubblico di non rivelare.
Il film è stato presentato a sorpresa al Telluride Film Festival e annunciato appena due mesi prima dell’uscita. Negli Stati Uniti è uscito venerdì 16 ottobre 2026 e ha incassato circa 15 milioni di dollari, secondo le stime di domenica. A24 ha dichiarato più di 2.000 proiezioni esaurite. È la seconda migliore apertura per un documentario di sempre, dietro a Fahrenheit 9/11 (23,9 milioni, 2004).
Non solo: come segnala Jordan Ruimy su World of Reel, You Can See Everything è già il film con la media più alta di sempre su Letterboxd. Il documentario ha attualmente una media di 4,8 su 144.673 recensioni degli utenti, il 73% delle quali da cinque stelle. Più di Harakiri (4,7), La parola ai giurati (4,6), Il padrino – Parte II (4,6) e I sette samurai (4,6). «Il documentario di Fielder mi piace», scrive Ruimy, «Le recensioni sono alle stelle, 99 su Metacritic, ed è il film meglio recensito dell’anno su Rotten Tomatoes. Non sono qui per dirvi il contrario. Quello che voglio dirvi, però, è che un film uscito venerdì non dovrebbe superare i grandi classici, e il fatto che possa farlo dice molto più su Letterboxd che sul film». Noi non vediamo l’ora di vederlo. In Italia c’è già un distributore, I Wonder, ma non c’è ancora una data di uscita.