L'ultima opera di Pawel Pawlikowski racconta il tormentato rapporto tra Thomas Mann e sua figlia Erika (interpretata dalla grandiosa Sandra Hüller). Ma è soprattutto un atto di accusa ai padri, che con le loro mancanze condannano i figli a rivivere ogni volta le tragedie della storia.
Gli studenti francesi stanno facendo diventare virale quel video di Jean-Luc Godard che al Festival di Cannes del 1968 dà degli idioti ai giornalisti che volevano parlare di cinema mentre lui voleva parlare solo delle proteste di studenti e lavoratori
Probabilmente è apparso anche nel vostro feed: è quello in cui Godard dice ai giornalisti «Noi vogliamo esprimere la solidarietà agli studenti e ai lavoratori, e voi venite a parlarmi di carrelli e primi piani!».
Tra le immagini che accompagnano le manifestazioni del 17 ottobre, nate e organizzate in larga parte su TikTok, sono tornate a circolare quelle di Jean-Luc Godard al Festival di Cannes del ’68, che nei giorni delle proteste sono state ripubblicate anche sui social di MUBI Francia. In Italia le conosciamo soprattutto grazie al cinegiornale dell’Istituto Luce: poco più di due minuti in bianco e nero, girati quasi sessant’anni fa sulla Croisette. Non è difficile capire perché parlino a una generazione che scende in strada contro il caro vita, la scuola che cade a pezzi e le guerre: dentro c’è un regista famoso che, invece di difendere il proprio mondo, sale sul palco per dire che quel mondo, mentre fuori succede tutto, non ha più senso di esistere.
Il video, oggi sul canale YouTube dell’Archivio Luce, documenta la 21esima edizione del Festival di Cannes, che si era aperta il 10 maggio 1968 con Via col vento, mentre a Parigi gli studenti di Nanterre e della Sorbona erano in strada. Il 17 maggio gli Stati generali del cinema, un’assemblea di professionisti del settore, chiesero di fermare il festival, e sulla Croisette arrivarono i registi della Nouvelle Vague. Come ricostruisce lo stesso Archivio Luce, François Truffaut e Claude Lelouch pretesero la chiusura per solidarietà con studenti e lavoratori. Ma a guidare la protesta era Godard, che gridava: «Ieri a Parigi filmavamo i volti insanguinati degli studenti, e voi qui continuate con le vostre critiche meschine su opere imbecilli». E poi la frase rimasta nella storia del cinema: «Noi vogliamo esprimere la solidarietà agli studenti e ai lavoratori, e voi venite a parlarmi di carrelli e primi piani». Monica Vitti, in giuria con Louis Malle e Roman Polanski, si dimise per solidarietà con i contestatori, e il festival si interruppe a cinque giorni dalla chiusura, senza assegnare nessun premio.
La versione italiana dell’epoca, però, addolcisce l’originale. In francese, come si sente nelle registrazioni conservate dall’INA, la frase finiva con un insulto che il cinegiornale non traduce: «Je vous parle solidarité avec les étudiants et les ouvriers, et vous me parlez travelling et gros plans ! Vous êtes des cons !», cioè «siete dei coglioni». E nello stesso intervento Godard diceva un’altra cosa, forse ancora più attuale: che si trattava di manifestare la solidarietà del cinema ai movimenti di studenti e operai «avec un retard d’une semaine et demie», con una settimana e mezza di ritardo. È questo, più dell’insulto, che rende quelle immagini così vicine a chi oggi le guarda sul telefono: l’idea che chi ha voce e un palco arrivi sempre tardi, e che il minimo sia almeno ammetterlo. Nel 1968 Godard pretendeva che il cinema smettesse di parlare di carrelli e primi piani. Oggi i ragazzi che protestano chiedono più o meno lo stesso a tutti gli altri: che smettano di discutere di vetrine rotte e guardino cosa sta succedendo davvero.