Dopo la già leggendaria apparizione a Otto e mezzo di Lilli Gruber, LMDV ci ha regalato il bis al Pulp Podcast di Fedez e Mr. Marra. E, per la meraviglia e l'ammirazione di tutti, è riuscito a superarsi.
L’Agenzia meteorologica giapponese ha avvisato i cittadini dell’imminente arrivo del terremoto più forte di sempre, poi ha cancellato l’avviso e ha detto di essersi sbagliata
A quanto pare, si è trattato di un gigantesco errore del sistema di allerta precoce, di solito affidabilissimo e precisissimo.
Per circa otto minuti, nella pausa pranzo di venerdì 16 ottobre, buona parte del Giappone si è preparata al peggio. Intorno alle 12:40 ora locale, l’Agenzia meteorologica giapponese (JMA) ha diramato un’allerta sismica d’emergenza (il celebre kinkyū jishin sokuhō, quello che fa suonare all’unisono tutti i telefoni del Paese) per un sisma con epicentro nelle Isole Curili e una magnitudo stimata di 9,9, cifra che lo collocherebbe tra i più potenti mai registrati. L’avviso copriva un territorio enorme, dall’Hokkaido al Tōhoku, da Tokyo e Kanagawa fino alle regioni di Hokuriku e Tōkai, con l’invito a prepararsi a scosse violente. Poi, come racconta NHK World, l’allerta è stata cancellata subito dopo: nessuna scossa forte è stata avvertita nel Paese.
Un terremoto, in realtà, c’era stato, ma di tutt’altra entità. Secondo la JMA, poco prima delle 12:40 si è verificato un sisma nei pressi della penisola della Kamchatka, di magnitudo preliminare 6,9, avvertito in Giappone solo come una scossa lievissima a Hakodate, in Hokkaido. Il problema è nato nell’elaborazione automatica: il sistema ha collocato l’epicentro nelle Curili e ne ha sovrastimato la magnitudo in modo clamoroso. Nella conferenza stampa del pomeriggio l’agenzia ha escluso l’ipotesi di un attacco informatico, che nel frattempo circolava sui social, e ha spiegato che la causa precisa dell’errore è ancora in fase di verifica. Secondo l’agenzia di stampa Jiji, un dirigente della JMA si è scusato pubblicamente per l’accaduto.
Nel frattempo su X le parole “falso allarme” e “allerta annullata” sono finite rapidamente tra le tendenze, insieme alle testimonianze di chi ha passato quegli otto minuti a cercare riparo sotto una scrivania. Un incidente che, per quanto innocuo, tocca un nervo scoperto: in un Paese che convive con la minaccia costante del “Big One”, il sistema di allerta precoce è uno strumento di cui i cittadini si fidano ciecamente, e ogni falso positivo rischia di erodere proprio quella fiducia. Il fatto è che il meccanismo è progettato per essere veloce più che perfetto: avvisare qualche secondo prima può salvare vite, ma significa anche accettare che, ogni tanto, la macchina veda un cataclisma dove c’era solo un tremore lontano.