Sul sito francese Mobilisation Gilets Jaunes e su quello italiano Mappa delle mobilitazioni ci sono tutte le azioni in programma nelle prossime settimane, giorno per giorno e divise per tipo tra cortei, presidi, scioperi, blocchi e assemblee.
Isabel Allende ha vinto un premio letterario da un milione di euro sotto pseudonimo
Si è iscritta al Premio Planeta come Luz Ventura, con il seguito della Casa degli spiriti, e ha vinto. Secondo qualcuno, però, i giurati sapevano benissimo chi fosse.
A Barcellona, la scrittrice cilena Isabel Allende, ha vinto la settantacinquesima edizione del Premio Planeta, uno dei premi letterari più ricchi del mondo (un milione di euro). Ha vinto con La hora antes del alba, il seguito della Casa degli spiriti, il suo romanzo d’esordio del 1982, la saga di una famiglia attraverso più generazioni negli sconvolgimenti politici di un paese che somiglia al Cile. Il nuovo libro segue Alba, nipote di Esteban Trueba e Clara del Valle, mentre cerca di riprendersi dal carcere e dalle torture subite sotto la dittatura di Pinochet, e secondo Allende chiuderà per sempre l’universo della Casa degli spiriti. Il premio accetta solo manoscritti inediti e permette di partecipare sotto pseudonimo e Allende si è iscritta come Luz Ventura, con un titolo di fantasia Los que faltan. «Non avevo mai partecipato a un concorso perché volevo evitare l’imbarazzo di arrivare ultima», ha detto alla cerimonia, davanti al re Felipe VI e alla regina Letizia. «Alla mia età c’è ben poco da perdere», ha aggiunto.
Come scrive il Guardian, a convincerla a scrivere il seguito, ha raccontato, sono stati decenni di lettori che le chiedevano che fine avesse fatto Alba, e il romanzo per lei parla anche del presente. Dopo il colpo di stato di Augusto Pinochet del 1973, che rovesciò il presidente Salvador Allende, cugino di suo padre e primo marxista eletto democraticamente in America Latina, fu costretta all’esilio. Sotto il regime si stima che circa 40 mila persone siano state torturate e più di 3.000 uccise. «Ora che vedo tante democrazie minacciate dall’autoritarismo, dal nazionalismo estremo e perfino dal fascismo, provo di nuovo la paura che mi ha fatto lasciare il mio paese» ha detto. Allende è una delle scrittrici più conosciute del mondo di lingua spagnola, ha venduto più di 80 milioni di copie ed è tradotta in più di 40 lingue. Per Planeta, il gruppo editoriale che organizza il premio, è un bel colpo perché il libro vincitore deve uscire con loro, mentre Allende dalla Casa degli spiriti in poi ha sempre pubblicato con Plaza & Janés, un marchio di Penguin Random House.
Che lo pseudonimo abbia davvero nascosto qualcosa non è scontato. «Sarei molto sorpreso se i giurati non avessero capito che era Isabel Allende» dice Duncan Wheeler, che dirige gli studi ispanici all’Università di Leeds, e ricorda che il Planeta è tra i premi più generosi del mondo ispanico «ma di sicuro non il più prestigioso». Il premio ha già fatto discutere altre volte. Nel 2021 vinse La bestia, un thriller firmato Carmen Mola e presentato come l’opera di una scrittrice, e alla cerimonia si scoprì che dietro lo pseudonimo c’erano tre uomini, Jorge Díaz, Agustín Martínez e Antonio Mercero. E pur potendo partecipare in forma anonima, il Planeta ha la tendenza a premiare nomi già noti, da Juan Marsé e Manuel Vázquez Montalbán fino al discusso personaggio televisivo Juan del Val.