Si chiama Israel Augusto Gomes dos Santos, ha 24 anni e vive a San Paolo. Fino a ieri aveva 380 follower su Instagram. Oggi ne ha 300 mila.
C’è un ragazzo inglese che da 7 anni recensisce panchine su Instagram
Il suo profilo si chiama RateThisBench, è aperto dal 2019 e raccoglie ormai più di 300 recensioni di panchine.
Si chiama RateThisBench ed è un profilo che ci fa provare nostalgia per un’era di Instagram che sembra stia volgendo al termine, quella in cui il social sapeva anche essere un luogo di creatività, sperimentazione e divertimento fine a se stesso. Ad aprirlo, nell’ormai lontano 2019, è stato un ragazzo di nome Sam Wilmot, che a dire la verità abbiamo scoperto grazie a un articolo della serie Experience del Guardian (per chi non lo sapesse, è una rubrica che raccoglie le esperienze più assurde o particolari dei lettori, tipo «Ho resuscitato un orso» o «Non sapevo di essere incinta finché è nato mio figlio»: la puntata dedicata a Sam Wilmot si intitola «Recensisco panchine»).
Nel suo articolo, in realtà, Sam parla soprattutto di come ha conosciuto sua moglie, ovvero la giovane donna che da anni lo fotografa seduto su centinaia di panchine. Vi sembreremo forse un po’ cinici, ma al di là della storia d’amore, di cui galeotto fu appunto il profilo di recensioni di panchine, quello che ci esalta veramente di questa storia è l’idea di recensire panchine e l’ammirevole lavoro di catalogazione messo in atto dal creatore dell’account, attualmente seguito da quasi 29mila follower.
«Ho deciso di mettere a punto un vero e proprio sistema di valutazione», ha spiegato Wilmot sul Guardian. «Di solito pubblico una foto di me seduto sulla panchina, una breve descrizione del luogo e un voto su 10. Il voto dipende dalla posizione, dalla presenza di braccioli e schienale e dalla qualità della base. Do dei punti extra alle panchine di legno, perché secondo me sono le più belle, e anche a quelle con targhe o dediche interessanti. Quelle che valuto peggio sono sempre le brutte panchine di metallo nei centri città, con i braccioli a metà panchina. Alcune sono insolite (una aveva una porta di ricarica USB integrata), ma la maggior parte è anonima. Le mie preferite hanno lo schienale in legno e una bella vista».
Finora Wilmot ha recensito più di 300 panchine, la maggior parte nel sud-ovest dell’Inghilterra, dove vive, ma ogni volta che viaggia non perde occasione per cercare e recensire panchine. «Qualcuno potrebbe pensare che sia un hobby noioso», dice, «ma non c’è niente di noioso nel passare del tempo all’aria aperta e nello stare seduti con i propri pensieri. Credo sia per questo che tante persone desiderano una panchina dedicata alla propria memoria dopo la morte: è un luogo dove ritagliarsi un momento lontano dalla frenesia della vita quotidiana, apprezzare ciò che ci circonda e riflettere per un po’».